Attraverso la rete dell’US Army l’Ucraina ha scoperto che la Russia non usa più il ponte di Crimea, ma ha continuato a bombardarlo

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Dopo i ripetuti attacchi condotti dall’Ucraina, la Russia ha notevolmente ridotto l’utilizzo del ponte che serve come collegamento vitale tra la Russia continentale e la Crimea.

A seguito di questi eventi, Mosca ha iniziato a deviare i propri rifornimenti attraverso percorsi alternativi situati nell’Ucraina orientale.

Le analisi condotte dalla Molfar OSINT agency, la più grande agenzia di intelligence open-source in Ucraina specializzata nella raccolta e nell’analisi di dati provenienti da fonti aperte, e riportate da The Independent, evidenziano un significativo decremento del traffico sul ponte.

Questo calo è culminato in un periodo di tre mesi durante i quali è stato registrato il passaggio di un solo treno merci.

Il ponte, precedentemente cruciale per il transito di risorse militari, non è più considerato un obiettivo militare significativo. Tale riduzione nell’utilizzo è stata una diretta conseguenza degli attacchi con droni avvenuti il 17 luglio 2023, che hanno segnato un punto di svolta nell’operatività logistica russa nella regione.

Per le loro osservazioni sul ponte di Crimea, Molfar e The Independent hanno fatto affidamento su immagini satellitari fornite da Maxar Technologies Inc. Questa azienda, con sede a Westminster, Colorado, negli Stati Uniti, è specializzata nello sviluppo e nella gestione di tecnologie spaziali, incluse le comunicazioni, l’osservazione della Terra, la radaristica, e la manutenzione di satelliti in orbita.

Maxar è nota per i suoi prodotti satellitari e servizi correlati, ed è frequentemente utilizzata come fornitore esterno da parte dell’esercito degli Stati Uniti. In particolare questa azienda è il contraente principale per il programma One World Terrain dell’U.S. Army, che offre servizi di terreno 3D e informazioni che supportano una rappresentazione virtuale completamente accessibile della Terra attraverso la rete dell’U.S. Army.

Ebbene, dall’analisi delle immagini satellitari fornite dalla rete dell’US Army, è emerso che il traffico sul ponte è drasticamente diminuito, attestandosi a livelli minimi con solo sporadici passaggi di treni, segnale che la struttura ha perso gran parte della sua rilevanza strategica primaria. Prima degli attacchi del 17 luglio 2023, secondo Vasily Malyuk, capo del servizio di sicurezza ucraino, la Russia consentiva il transito di oltre 40 treni armati al giorno attraverso il ponte. Attualmente, il traffico si è ridotto a soli pochi treni passeggeri e treni merci per usi generali, riflettendo un netto cambiamento nella logistica e nell’uso militare del ponte a seguito degli eventi bellici recenti.

white round building under cloudy sky during daytime
Photo by Ben Wicks on Unsplash

Considerazioni

Nell’analisi presentata da The Independent, emerge una lacuna significativa: la mancanza di considerazione riguardo all’origine delle immagini satellitari. Queste immagini, capaci di catturare dettagli fini come il transito di un singolo treno, sono forniti dalla tecnologia satellitare militare occidentale, principalmente statunitense, che si avvale dalla rete satellitare militare. L’osservazione di un singolo ponte ogni giorno altrimenti comporterebbe un impiego di risorse altrimenti inspiegabile. Ovviamente l’analisi delle immagini è il lavoro più duro ed è svolto da aziende tecnologiche civili appaltate dal Pentagono per taluni compiti. Questo aspetto solleva interrogativi non indifferenti, soprattutto considerando che gli attacchi al ponte sono stati effettuati con armamenti britannici Storm Shadow.

In questo contesto, gli attacchi sembrano perseguire più un obiettivo di shock emotivo che non uno strategico, visto il valore simbolico del ponte come legame tra la Russia e la Crimea.

La persistenza di tali attacchi, nonostante la loro dubbia efficacia militare, suggerisce una prioritizzazione delle dimensioni emotive e simboliche del conflitto rispetto alle strategie militari. La situazione riflette un punto di irrazionalità nel conflitto che potrebbe portare a conseguenze imprevedibili, sottolineando l’urgenza di un rinnovato dialogo e di un ritorno alla razionalità nelle decisioni strategiche.

Patrizio Riccihttps://www.vietatoparlare.it
Con esperienza in testate come il Sussidiario, Cultura Cattolica, la Croce, LPLNews e con un passato da militare di carriera, mi dedico alla politica internazionale, concentrandomi sui conflitti globali. Ho contribuito significativamente all'associazione di blogger cristiani Samizdatonline e sono socio fondatore del "Coordinamento per la pace in Siria", un'entità che promuove la pace nella regione attraverso azioni di sensibilizzazione e giudizio ed anche iniziative politiche e aiuti diretti.

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