COP 28 e Ambientalismo la nuova religione mondiale

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Come previsto, la COP 28, che si è tenuta a Dubai, nel cuore di uno stato produttore di petrolio, ha dato luogo ad accese discussioni sulla natura più o meno restrittiva della “transizione energetica” di cui tanto parlano i globalisti. Abbandonare i combustibili fossili? Sì, ma quando? Se la COP 28 non ha risolto il tema, ha però permesso di introdurre una dottrina forse molto più fondativa, perversa e insidiosa: quella di una Madre Terra che dovrebbe organizzare la nostra vita quotidiana. Di nascosto, sta avvenendo una Grande Sostituzione Religiosa, sotto la copertura dell’ecologia e della salvezza planetaria.

Conclusioni della COP 28 a Dubai, dicembre 2023
Vi riportiamo qui la dichiarazione finale della COP 28 che si è tenuta a Dubai. Un articolo abbastanza ben fatto di France Info ripercorre la storia di questo testo e le sue battute d’arresto sulle ambizioni chimeriche di fissare una data per l’abbandono globale dei combustibili fossili.

In sostanza, la sfida dichiarata della COP 28 era quella di pianificare l’uscita definitiva dai combustibili fossili. Gli Emirati possono vantarsi di aver adottato un testo che affronta chiaramente questo argomento, indicando che è necessario raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050. Qualunque cosa si pensi dell’importanza di questo progetto, dobbiamo riconoscere al Sultano Al-Jaber l’abilità di aver ottenuto unanimità sul principio di questo abbandono dei combustibili fossili, anche se il suo Paese si arricchisce esclusivamente grazie ad essi.

Ma l’interesse della COP 28 è davvero lì, o non sta piuttosto in questa formulazione che incide nei testi una nuova religione?

“Madre Terra”… La nostra Madre Terra… beh! una nuova dea, a cavallo tra la Gaia politeista degli indoeuropei e il Dio monoteista. Questo strano sincretismo religioso guida ormai il destino dei popoli, e non sembra scandalizzare nessuno.

(da il Corriere delle Strategie)

La Gru di Madre Terra” by brunodalbello is licensed under CC BY-NC 2.0

Altro aspetto dell’accelerazione della road map per la decarbonizzazione

Ora l’alleato petrolifero degli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, sta collaborando con la Federazione Russa e la Cina per opporsi alla “eliminazione graduale” dei combustibili fossili. È chiaro che limitare la produzione di petrolio in sé non è la cosa più importante; la cosa principale per l’occidente è mettere nuovamente i bastoni tra le ruote a Russia e Cina. Pertanto, l’ONU ha accettato di prendere una decisione a “maggioranza” e non all’unanimità, e di punire con sanzioni coloro che hanno votato contro.

Tuttavia, dalla cop 28 all’Ucraina passando per il vicino oriente, tutti i piani strategici di ridefinizione economica e politica del mondo, progettati dalle èlite occidentali, stanno fallendo miseramente per la ribellione di quello che viene chiamato “sud del mondo”, e che ormai rappresenta la maggioranza della popolazione, della ricchezza e soprattutto della potenza militare del mondo.

Maria Zakharova sull’ipocrisia della Nato e la situazione ambientale

“Il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg si è presentato a Dubai per la Conferenza quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP’28). Ha parlato del gas russo e della responsabilità dell’Alleanza, ma non ha parlato degli sforzi della NATO per interrompere la catena di approvvigionamento della più ecologica delle fonti energetiche di idrocarburi con minime emissioni di CO2 dalla Russia.

E non ha detto una parola sul fatto che alla vigilia della COP’28 il quotidiano svedese Dagens Nyheter ha scritto dell’impatto dell’attacco terroristico ai gasdotti Nord Stream sull’ecologia della Scandinavia.

In una parola, è stato catastrofico.

L’esplosione ha causato il rilascio di 14 milioni di tonnellate di gas serra nell’atmosfera sopra Svezia e Danimarca, così gravi da causare cambiamenti nella rendicontazione annuale delle emissioni.”

Correlati:

COP 28: ELIMINARE I COMBUSTIBILI FOSSILI SARÀ IMPOSSIBILE – Che idea ti sei fatto?

L’accordo raggiunto alla Cop 28 prevede l’abbandono dei combustibili fossili entro il 2050. C’è però molto scetticismo rispetto a questa intenzione. Ne parliamo con Franco Battaglia, Michele Geraci e Francesco Giubilei.

➡️ https://www.byoblu.com/2023/12/13/cop-28-eliminare-i-combustibili-fossili-sara-impossibile-che-idea-ti-sei-fatto/

Patrizio Riccihttps://www.vietatoparlare.it
Con esperienza in testate come il Sussidiario, Cultura Cattolica, la Croce, LPLNews e con un passato da militare di carriera, mi dedico alla politica internazionale, concentrandomi sui conflitti globali. Ho contribuito significativamente all'associazione di blogger cristiani Samizdatonline e sono socio fondatore del "Coordinamento per la pace in Siria", un'entità che promuove la pace nella regione attraverso azioni di sensibilizzazione e giudizio ed anche iniziative politiche e aiuti diretti.

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