SIRIA – Il leader dell’ISIS ucciso era un informatore degli americani

I media hanno pubblicato nuovi dettagli dell’operazione nel nord della Siria, durante la quale è stato ucciso il leader dello Stato Islamico, Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi.

Il Pentagono ha già dichiarato di non voler indagare sulle circostanze della morte di civili durante questa operazione. Il New York Times scrive che dieci civili, compresi bambini, sono stati evacuati dal luogo dell’operazione dall’esercito americano. Charles Lister, ricercatore presso il Middle East Institute di Washington, che ha parlato con i residenti locali, afferma che l’operazione è durata più di due ore. A suo avviso, lo scopo delle forze speciali era catturare vivo il terrorista.

Particolari interessanti sui trascorsi di al-Qurayshi.

Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi era considerato il successore di Abu Bakr al-Baghdadi. Tuttavia, si apprende che Abdullah Kardash (Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi, alias Taha Abd ar-Rahim Abdullah Bakr al-Ghassani, Haji Abdul-Nasser Kirdash, Abu Muhammad), è stato detenuto nel maggio 2020 in Iraq. In un modo o nell’altro, dopo l’arresto di Kardash, è stato al-Quraishi a essere il leader dell’ISIS. Anche se alcuni esperti hanno espresso dubbi sulla realtà dell’identità di Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi.

Il leader IS liquidato era stato un informatore delle forze statunitensi

Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi è nato nell’ottobre 1976 a Tal Afar, in Iraq (nome di nascita Amir Muhammad Abdul Rahman al-Mauli al-Salbi). I suoi genitori erano turkmeni iracheni. Ha ricevuto un’educazione islamica presso l’Università di Mosul. Poi ha servito come ufficiale nell’esercito iracheno. Dopo la caduta del regime di Saddam Hussein nel 2003, è entrato a far parte di al-Qaeda, in qualità di “commissario religioso” e “avvocato della Sharia”.

Nel 2004, al-Quraishi è stato arrestato dalle forze armate statunitensi e portato nella prigione di Camp Bucca, nel sud dell’Iraq, dove ha incontrato Abu Bakr al-Baghdadi.
La leadership degli Stati Uniti ha affermato che nel 2008, mentre era in prigione, al-Quraishi era un informatore dell’esercito americano (lo ricorda anche il NYT).

In proposito c’è da dire che alcuni documenti degli interrogatori iniziali sono state desegretati, è davvero stupefacente (vedi qui: This document is a Tactical Interrogation Report (TIR) of Amir Muhammad Sa’id ‘Abd-al-Rahman al-Mawla, Report A.).

È noto che nel 2014 ha lasciato le fila di al-Qaeda, giurando fedeltà al Califfo dello Stato Islamico.

Nel giugno 2014, al-Quraishi ha svolto un ruolo chiave nell’acquisizione da parte dell’ISIS di Mosul. Poco dopo divenne uno degli organizzatori del genocidio contro gli Yezidi, in particolare dietro al massacro di Sinjar. Dopo questi eventi, è diventato il vice leader dell’Isis.

Dopo l’eliminazione di al-Baghdadi da parte degli americani nell’ottobre 2019, il Consiglio della Shura ha eletto al-Quraishi califfo dell’ISIS.

Le autorità statunitensi avevano promesso 10 milioni di dollari in cambio di informazioni che avrebbero portato all’arresto di al-Qurayshi. Ma dubito che quei soldi li abbia presi qualcuno, troppi per essere veri e senza una reale esigenza e convinzione di farla finita con l’ISIS.

Ciò che si intravede è il sistema delle porte girevoli tipico dei servizi statunitensi, capaci di fare patti con il diavolo, pur di raggiungere dati obiettivi prefissati. In fondo tutta la guerra siriana è costruita su questo.

Tutto ciò è molto riprovevole, specialmente quando si pretende di dire che la propria azione è indirizzata, alla giustizia, equità, democrazia o cose del genere.

Non sfugge che la retorica del ‘cattivissimo Assad’, scrivendo pagine così poco coerenti e sanguinose, fa sempre più fatica a stare in piedi, anche davanti ad un occhio estremamente disattento.

negro21
J Negroponte

Infine ricordo, che l’ISIS in Iraq è stata una invenzione degli Stati Uniti, i militanti dell’ISIS sono uomini che furono istruiti, armati ed addestrati dagli Stati Uniti. Per la maggior parte furono tratti in gran parte nell’ex esercito di Saddam, in funzione antisciita.

Questa non è una notizia nuova. Anche se tenuta ben celata dai mezzi di disinformazione di massa, questa vertà è anche esposta in un’ampia intervista, dall’ex ambasciatore e direttore della CIA Negroponte. Egli parlando del suo servizio in Honduras negli anni ’80, ha confessato come gli Stati Uniti sono responsabili dell’ascesa dell’ISIS e altro ancora.

A proposito: anche il leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi era detenuto dalle forze statunitensi in Iraq e poi fu rilasciato. Ricordiamo anche che durante tutta l’avanzata in Iraq e gli Stati Uniti mai intervennero. Se ripercorriamo quei giorni, rivedremo non solo gli USA ma tutto il mondo girato da un’altra parte. O meglio, ricorderemo il cosiddetto mondo che ha principi e valori; quello che oggi non trova di meglio che fronteggiarsi con la Russia per portare avanti la sua macchina da stampa di denaro all’infinito.

Vp News

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