Riforma dell’elezione papale: cambiamento scelto “per affrontare alcune sfide” o per condizionare la prossima elezione del Papa?

Il blog di Sabino Paciolla riporta un interessante articolo di The Pillar che anticipa la proposta di papa Francesco di una “riforma sinodale” del processo di elezione papale.

Papa Francesco ha delegato il cardinale Gianfranco Ghirlanda per rivedere il processo di elezione papale
– Sono in discussione emendamenti alla Universi Dominici Gregis, costituzione apostolica del 1996.
– Due riforme chiave riguardano le “congregazioni generali” dei cardinali.
– Una proposta limiterebbe le congregazioni ai cardinali sotto gli 80 anni.
– Un altro cambiamento riguarderebbe il formato delle congregazioni.
– L’approccio sinodale riprende la recente decisione  di cambiamenti per affrontare alcune sfide..
– Alcuni esponenti del clero romano suggeriscono l’invito di laici alle congregazioni. Non è chiaro quando le bozze di revisione saranno presentate al Papa o chi sia stato consultato.
– Il card. Ghirlanda, scelto dal Pontefice per fare la bozza di modifica,  è stato consigliere di Papa Francesco e ha avuto idee controverse.
– La Universi Dominici Gregis è stata modificata l’ultima volta da Papa Benedetto XVI.

L’annuncio del Papa Francesco di delegare il cardinale Gianfranco Ghirlanda a sviluppare una bozza di revisione del processo di elezione papale è motivo di preoccupazione per molteplici ragioni. Questa iniziativa sembra essere ispirata dall’approccio al dialogo utilizzato durante il sinodo sulla sinodalità, un approccio che alcuni vedono con scetticismo.

Uno dei punti chiave di discussione riguarda la proposta di limitare le “congregazioni generali” ai cardinali di età inferiore agli 80 anni. Questo solleva dubbi sulla possibilità di escludere i membri più anziani del collegio cardinalizio, che portano con sé un’ampia esperienza e saggezza. La tradizione cattolica ha sempre posto un’enfasi speciale sulla continuità e sulla consultazione tra le generazioni, e questa proposta potrebbe essere vista come un allontanamento da tali principi.

Inoltre, la modifica del formato delle congregazioni generali, che prevede sessioni simili al sinodo di sinodalità, potrebbe sollevare preoccupazioni sulla perdita della formalità e della solennità associate a tali importanti incontri ecclesiastici. I lunghi discorsi pronunciati durante le congregazioni generali, sebbene criticati da alcuni, rappresentano un’opportunità per i cardinali di esprimere le loro prospettive su questioni cruciali della Chiesa.

La possibilità di coinvolgere i laici nelle congregazioni generali è un altro aspetto di questa proposta che potrebbe suscitare preoccupazione. Sebbene la partecipazione dei laici possa portare prospettive nuove e importanti, potrebbe anche sollevare dubbi sulla diluizione dell’autorità del collegio cardinalizio, il quale tradizionalmente è stato investito dell’importante compito di eleggere il Papa.

Infine, la figura del cardinale Ghirlanda, noto per alcune dichiarazioni controverse, potrebbe generare ulteriori dubbi tra i cattolici. La sua affermazione del 2022 riguardo all’origine del potere di governo nella Chiesa è stata fonte di polemiche e sembra divergere da alcuni insegnamenti chiave della Chiesa cattolica.

In sintesi, questa proposta di riforma sinodale del processo di elezione papale solleva diverse preoccupazioni e interrogativi, che vedono in essa un potenziale cambiamento significativo nei processi e nelle tradizioni ecclesiastiche che hanno radici profonde nella storia della Chiesa cattolica.

Qui tutto l’articolo di The Pillar sul blog di Paciolla: Papa Francesco pensa a una “riforma sinodale” del processo di elezione papale.

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