Il Segretario di Stato Vaticano Parolin ha discusso con il metropolita Hilarion della situazione in Siria e Ucraina

Il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin , che è arrivato lunedì per una visita ufficiale in Russia, ha discusso per due ore (il doppio del previsto) con il capo del Dipartimento per le relazioni esterne (Decr), della Chiesa ortodossa russa, il metropolita di Volokolamsk Hilarion sulla situazione dei cristiani in Medio Oriente e in Ucraina.

L’agenzia TASS riferisce: “Sono stati focalizzati le problematiche relative alle questioni del Medio Oriente e dell’Ucraina. È stato osservato la vicinanza delle posizioni della Santa Sede e la Chiesa ortodossa russa sulla ricerca della pace nella regione, in particolare in Siria. C’ stata intesa sul fatto che il ritorno alla vita civile è possibile solo dopo lo spostamento completo di tutti militanti dai territori occupati “.

Il porporato ha sottolineato che i cristiani stanno cominciando a tornare nelle città, liberate dai terroristi ISIS, ma nonostante gli sviluppi positivi, la situazione generale rimane molto difficile, soprattutto dal punto di vista umanitario. “In molte parti la popolazione siriana sta vivendo un grande bisogno di prodotti medicinali e altri prodotti essenziali per cui si è convenuto che la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa dovrebbero rafforzare la cooperazione in questa direzione.”.

Per quanto riguarda la situazione in Ucraina, il metropolita Hilarion ha ringraziato il cardinale per la posizione della Santa Sede che ha sempre espresso preoccupazione per il disegno di legge di Kiev che ha proposto la nomina di metropoliti e vescovi solo in accordo con le autorità governative. Inoltre, i progetti di legge n. 4128 e 4511, in esame alla Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino, ndr) prevede l’esproprio delle chiese della Chiesa ortodossa ucraina, e alla sua discriminazione. La discussione su questi disegni di legge è stata sospesa – anche grazie alle pressioni vaticane – ma non ci sono garanzie che non venga ripresa in una nuova stagione politica.

I due rappresentanti religiosi hanno  concordato sul fatto che questi disegni di legge, se adottati, porteranno ancora più spaccatura nella società ucraina, e violeranno i diritti dei credenti della chiesa più grande in Ucraina (Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca).

I rappresentanti delle due maggiori confessioni cristiane hanno condiviso il giudizio che la politica non dovrebbe interferire nella vita religiosa e la Chiesa deve fare tutto il possibile per portare la pace in Ucraina.

In precedenza nel 2014 Hilarion aveva criticato la chiesa greco cattolica di Kiev di impronta troppo nazionalista:

“L’impegno politico troppo evidenziato della Chiesa greco-cattolica ucraina, così come alcune dichiarazioni nazionaliste del suo clero e dei suoi fedeli. Gli ‘uniati’ non si sono limitati a sostenere i ribelli di piazza Maidan fin dal principio, ma con i loro fedeli e perfino loro sacerdoti hanno partecipato direttamente all’insurrezione”.

Diverso è stato però il clima dell’incontro ancora in corso che il Dipartimento per le Relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, ha definito “molto costruttivo” . 

Oggi pomeriggio, si terrà una riunione con i vescovi cattolici russi. Stasera il card Parolin sarà per la Messa nella cattedrale dell’Immacolata Concezione a Mosca, seguirà una cena con i rappresentanti del clero e del laicato.  La visita del card. Parolin proseguirà domani con l’incontro con il Patriarca Kirill; nei prossimi giorni invece il Segretario di Stato Vaticano incontrerà  il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e il Ministro degli Affari Esteri Sergey Lavrov. Tra i temi previsti per i colloqui, una particolare attenzione sarà rivolta al Medio Oriente e alla situazione drammatica della Siria e dell’Iraq, ma anche alla guerra in Ucraina e alle situazioni irrisolte nel Caucaso meridionale.

Hilarion e il cardinale Parolin, interverranno al Meeting di Rimini: il metropolita sarà presente il 24 agosto, il porporato sabato 26 per la cerimonia di chiusura.