Perché con Olaf Scholz alle finanze i tedeschi non potranno piu’ dare le solite lezioncine sui salvataggi bancari

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Il socialdemocratico Scholz per molti anni è stato il sindaco di Amburgo e quindi direttamente responsabile per i salvataggi miliardari e per gli oltre 20 miliardi di euro di denaro pubblico spesi per tenere a galla HSH Nordbank, la banca zombie di Amburgo al centro del piu’ grande scandalo finanziario tedesco. Come faranno i tedeschi alla prossima crisi bancaria ad alzare il ditino nei confronti del sud-europei  con un ministro delle finanze che dal 2011 copre gli errori e le collusioni della politica tedesca con una pioggia di miliardi pubblici? Ne parla Werner Marnette sulla Hamburger Abendblatt
Tra il 24 febbraio 2009 e il 28 febbraio 2018
grazie a HSH Nordbank sono stati bruciati oltre 13 miliardi di euro di denaro dei contribuenti tedeschi – oppure se preferite 4 milioni di euro al giorno. Cio’ sarebbe stato evitabile se i politici avessero adempiuto ai loro doveri di controllo. Proprio Olaf Scholz, dal 2011 corresponsabile per i salvataggi HSH, il 28 febbario di quest’anno ha affermato: “Non vediamo alcun errore nella nostra condotta su questa vicenda”.
 L’autorità di vigilanza bancaria tedesca già nel febbraio 2009 aveva fissato una scadenza minacciando la chiusura di HSH. I capi di governo Carstensen e Beust avevano poi annunciato che HSH Bank doveva essere salvata con oltre 13 miliardi di euro. Il pacchetto di salvataggio era senza alternative, almeno cosi’ dicevano.
Nove anni dopo siamo arrivati alla fine della storia. Già nel 2015 l’UE ne aveva ordinato la vendita oppure la liquidazione dopo che la banca nel corso dello stesso anno si era trovata di fronte alla bancarotta. Il 28 febbraio di quest’anno Daniel Günther e Olaf Scholz (presidenti delle regioni) si sono presentati davanti alla stampa a Kiel. “E’ un grande passo verso la fine del viaggio della nostra regione nel mondo delle banche commerciali”, ha detto in quell’occasione Günther. Sono seguiti discorsi impegnativi sul grande sforzo fatto per proteggere il patrimonio della regione e per evitare nuovi rischi causati dalla concessione di ulteriori garanzie. Affermazioni facilmente confutabili.
I presidenti delle regioni durante la conferenza stampa hanno spiegato che avrebbero venduto HSH come una singola banca e che avrebbero ottenuto “un prezzo di vendita inaspettatamente buono”. “E’ una linea di chiusura dopo gli sviluppi sbagliati negli anni fra il 2003 e il 2008”, ha detto Scholz in quell’occasione. Il costo complessivo sostenuto dai cittadini tuttavia è stato tenuto nascosto. Oltre alla frase fatta “il fantasma è qui, ma è imprigionato”, in quell’occasione Scholz non ha avuto altre parole per i cittadini.
In realtà la banca non è vendibile, e non è in alcun modo possibile ottenere un valore positivo dalla sua vendita. Il valore aziendale è negativo per diversi miliardi di euro. Il prezzo pagato, pari a un miliardo di euro, a causa del “meccanismo di aggiustamento del prezzo di acquisto” è puramente fittizio. Nei fatti le 2 regioni pagano ai “compratori” un importo pari alla somma delle garanzie di 10 miliardi di euro e gli lasciano una banca che è stata ripulita dai crediti inesigibili a spese dei cittadini. Olaf Scholz ha reagito in maniera alquanto irritata alle domande critiche della stampa sull’uso della garanzia da 10 miliardi di euro. “Avete fatto una ricerca non corretta”, ha rimproverato a un rappresentante della stampa.
L’irritazione del Bürgermeister è comprensibile, si sente preso di mira. Olaf Scholz già da anni sapeva molto bene che il pacchetto di salvataggio sarebbe fallito e i 10 miliardi di euro di garanzia sarebbero stati interamente utilizzati. Anche durante la sua presidenza HSH ha potuto continuare a scaricare indisturbatamente il peso dei suoi crediti deteriorati sui cittadini e a mostrare profitti, laddove in realtà non ce n’erano. Al piu’ tardi nel 2015 il perfido gioco della banca sarebbe dovuto finire, visto che le perdite accumulate dal 2009 ammontavano a oltre 5 miliardi di euro e il fallimento non era piu’ evitabile.
Olaf Scholz e Torsten Albig (presidenti delle regioni) hanno salvato la banca ancora una volta: si sono fatti approvare dai parlamenti regionali una garanzia di 16.2 miliardi di euro, hanno condonato agli armatori oltre 800 milioni di debiti e hanno scaricato sui cittadini crediti navali inesigibili per oltre 6 miliardi euro. L’UE con la decisione di imporre la vendita della banca entro il 28 febbraio 2018, o in alternativa la risoluzione della banca, ha reagito correttamente, ma ormai era troppo tardi.
E’ lecito avere qualche dubbio sul fatto che quella di HSH si tratti effettivamente di una vendita. Si tratta piuttosto di un accordo con i fondi hedge Cerberus e JC Flowers, mediante il quale i compratori e il consiglio di HSH sono riusciti ad imporre i loro interessi e quelli di alcuni  particolari clienti bancari a scapito di quelli dei cittadini. La “vendita” sarebbe piuttosto una risoluzione privata realizzata insieme agli Hedge-Fund, con la quale è stato garantito un livello massimo di opacità rispetto a quanto sarebbe accaduto con una risoluzione gestita secondo le procedure pubbliche. Per Cerberus e J.C. Flowers sarà invece un affare miliardario, soprattutto se ci dovessero essere accordi paralleli con il consiglio di HSH e con gli armatori.
La stretta interdipendenza fra la politica, le imprese e HSH Norbank probabilmente è la vera la ragione dietro questo disastro di dimensioni miliardarie. Si è costituito un cartello del silenzio che non ha alcun interesse a fare un chiarimento. Il Prof. Martin Hellwig, esperto di banche, ha trovato parole molto chiare sull’argomento: “i responsabili della banca e dei governi sono riusciti ad evitare con successo una discussione pubblica grazie alla copertura, la minimizzazione dell’accaduto e alla mancanza di risposte. Le decisioni sui salvataggi del 2009, 2013, 2015/2016 si basavano su previsioni evidentemente sbagliate. (…) la responsabilità in democrazia è un’altra cosa”.
 Come altri prima di lui, Olaf Scholz puo’ sentirsi sicuro davanti alla legge. Secondo l’ufficio del procuratore di Amburgo i membri del governo non “hanno la responsabilità delle decisioni prese, le hanno solo preparate”. Il ruolo dei deputati viene invece considerato in maniera diversa. Se commettono errori a causa di informazioni mancanti, si rendono passibili di azioni giudiziarie, in quanto avrebbero avuto il diritto “di pretendere ulteriori informazioni dal Senato”. Questo tuttavia è stato ripetutamente impedito sin dal 2009 dai governi regionali e dai vertici di HSH giustificando questa condotta con il segreto bancario.
Sarà ora interessante vedere come si comporteranno i due parlamenti regionali. Come nel 2009 i documenti relativi alle decisioni sono a disposizione dei deputati regionali. Documenti che non danno risposte ad alcune importanti domande e in cui si afferma senza una prova che una risoluzione ordinata della banca sarebbe stata la strada peggiore.
Il totale delle perdite causate da HSH Nordbank alla fine potrebbe essere di oltre 20 miliardi di euro, ma diventerà percepibile solo nel giro di qualche anno, grazie a politici come Olaf Scholz che sono riusciti a nascondere le perdite all’interno di altre società veicolo.
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