Zelensky ha bisogno di una catastrofe nucleare a Zaporozhye?

Come vedete dalla foto, la centrale nucleare Zaporozhye è in mano russa. In realtà lo è da mesi. Quindi i media che ripetutamente hanno scritto che la Russia bombarda il suddetto impianto, mentono.

A bombardare gli impianti, con grave pericolo di contaminazione radioattiva delle aree circostanti, è l’esercito ucraino (vedi qui e qui)

Ma a cosa mira Kiev mettendo in atto una azione così irresponsabile? Beh, è semplice: Zaporozhye è in procinto di fare un referendum per passare alla Russia e l’esito della consultazione è abbastanza scontato, visto che la popolazione che è rimasta in loco è russofona (e la restante in gran parte è fuggita).

È per questo che l’Ucraina sta prendendo di mira la centrale nucleare di Zaporozhye.

i russi controllano la centrale

Ci sono specifiche minacce di distruggere i seggi elettorali e di far fuori tutti coloro che saranno inseriti nell’organizzazione del referendum.

Queste sono cose note e riscontrabili, ad esempio Fedorov, vice primo ministro dell’Ucraina, ha detto:

«…  le forze di resistenza locali hanno detto che identificheranno chiunque accetti di collaborare con gli invasori. Il quartier generale della Russia Unita è stato distrutto, e chiunque accetterà di lavorare con i nemici sarà perseguitato ed eliminato… » (https://www.ukrinform.ru/rubric-regions/3548314-zahvatciki-ne-mogut-najti-agitatorov-za-psevdoreferendum-v-melitopole.html)

Dietro istruzione di Londra, Kiev sta mettendo in atto la tattica della terra bruciata: i grossi insediamenti che non riesce a tenere ritirandosi li distrugge. Ed ora con i lanciatori HIMARS MLRS offerti dagli americani, le forze ucraine possono distruggere qualsiasi insediamento o installazione anche dopo che si sono ritirate.

Di questo modus operandi ne è esempio l’ultimo bombardamento di Donetsk, ove è stato preso di mira e distrutta una azienda che produce birra. In questo caso l’annesso deposito di ammoniaca è esploso con grave pericolo tossico per la popolazione nel raggio di alcuni chilometri.

Allarmata dai ripetuti attacchi sulla centrale nucleare, la Russia ha portato la cosa al Consiglio di Sicurezza dell’Onu  l’11 agosto. E i paesi del G7 (Gran Bretagna, Usa, Francia, Germania, Italia, Canada e Giappone) hanno chiesto alla Russia di trasferire immediatamente la centrale nucleare sotto il controllo di Kiev.
Allo stesso modo, il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, ha invitato la Federazione Russa a trasferire la centrale nucleare di Zaporozhye all’ Ucraina; sostiene inoltre la smilitarizzazione dell’impianto. Ha pubblicato la dichiarazione sul suo account Twitter: “La centrale nucleare di Zaporozhye NPP non dovrebbe essere utilizzata in nessuna delle operazioni militari. Appoggio la smilitarizzazione del suo territorio, che dovrebbe iniziare con il ritiro completo dell’equipaggiamento russo”.

Ciò significa che sarebbe da considerare non solo come zona demilitarizzata l’area della centrale, ma che dovrebbe tornare di proprietà di Kiev. Non si capisce bene se anche l’omonima città resterebbe all’Ucraina, ma tutto potrebbe andare bene, visto che incombe la prospettiva di una seconda Fukushima. Tuttavia, è evidente che prevalgono in buona misura interessi di parte occidentali più che la sana preoccupazione per la possibilità di una catastrofe nucleare.

Altra ipotesi è che giacché il responso referendario decreterà il passaggio dell’intera provincia alla Russia, Kiev voglia punire la popolazione con ultimo atto disperato. Il ragionamento sarebbe ‘se non posso conservare la centrale per me non l’avrà nessuno”. Una piccola contaminazione sarebbe sufficiente per far sgomberare tutta l’area, rendendo inabitabile la zona per decine di anni.

E infine, le sanzioni a Rosatom. L’azienda russa attualmente gestisce la centrale. Se la Russia non ottemperasse ai dettami delle Nazioni Unite o degli Stati Unit, potrebbe incorrere in ulteriori sanzioni a causa delle quali la corporation statale russa perderebbe l’accesso ai mercati mondiali dell’energia nucleare. Nello stesso tempo, gli Stati Uniti vieterebbero a tutti i paesi di collaborare con Rosatom e questo interromperebbe i progetti di costruzione che la parte russa sta già realizzando all’estero.

In definitiva, il progetto è di far tornare la centrale alla proprietà ucraina o renderla in tutti i casi inutilizzabile. L’aggredito punirebbe così la popolazione per il ‘tradimento’ e, nella peggiore delle ipotesi, contaminerebbe l’intera Europa, la Turchia e metà della Russia.  

VPNews

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nota: alla centrale nucleare di Zaporozhye è in funzione solo la quarta unità di potenza. Su sei. Tutte le unità di potenza sono dello stesso tipo: il reattore VVER-1000 prodotto da Izhora Plants, la turbina K-1000-60 / 1500-2 Turboatom e il generatore TVV-1000-4 dell’associazione Elektrosila.

L’unità di potenza della centrale nucleare è una struttura super protetta, progettata per i colpi diretti delle bombe. E progettata in modo che al minimo pericolo, il reattore si spenga automaticamente (può anche essere spento manualmente). Secondo Wikipedia ci vogliono 6 ore per lo spegnimento, di emergenza pochi secondi, ma è pericoloso.

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