Wikileaks su Hamas

VOLEVAMO HAMAS” 

ASSAD / (WikiLeaks): “Yadlin voleva la presa del potere da parte di Hamas”.
Un dispaccio diplomatico rivela che l’ex capo dell’intelligence militare, considerava la presa del potere islamica di Gaza nel 2007 come un passo positivo; ha affermato che “consentirà a Israele di dichiarare la Striscia di GAZA come entità ostile”.

“Qualche istante prima che Hamas prendesse controllo di Gaza, l’ex direttore dell’intelligence militare, generale Amos Yadlin, ha detto che sarebbe stato “felice” se fosse successo”, ha rivelato lunedì un dispaccio diplomatico pubblicato su WikiLeaks. All’inizio di giugno 2007, l’ambasciatore americano Richard Jones ha incontrato Yadlin in seguito ai violenti scontri tra Fatah e Hamas nella Striscia di Gaza.

Secondo un cablogramma inviato dall’ambasciata a Washington, Yadlin ha classificato Gaza come la quarta minaccia più grande per Israele – dopo Iran, Siria e Hezbollah. Il capo dell’intelligence militare, recentemente in pensione, ed era molto stimato tra i vertici politici e militari di Israele, ha sottovalutato il coinvolgimento dell’Iran nella Striscia “fintanto che non hanno porti (aerei o marittimi)”. Secondo il documento, Yadlin ha affermato che la presa del potere da parte di Hamas sarebbe stato un passo positivo, perché Israele potrebbe allora dichiarare Gaza, un’entità ostile. Pochi giorni dopo, la sua previsione si è avverata quando Hamas prese il controllo della Striscia. L’ambasciatore americano ha osservato che se Fatah avesse perso il controllo della Striscia, Abbas sarebbe stato invitato a formare un governo separato in Cisgiordania.

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BENEFATTORI DI HAMAS
– WIKILEAKS HAMAS

Hamas canalizza il sostegno finanziario dall’Iran a altre organizzazioni annotando materiale a sostegno ad Hamas. Un comunicato stampa del Dipartimento del Tesoro del 2007 affermava che Hamas aveva ingenti beni depositati alla Banca Saderat e che la Banca aveva trasferito diversi milioni di dollari a Hamas nel 2006. Nel maggio 2008, Asharq al-Awsat ha riferito che l’Iran era pronto a “fornire ad Hamas 50milioni di dollari”. L’anno successivo, l’allora capo dell’intelligence egiziana Omar dichiarò che l’Iran aveva fornito ad Hamas, 2milioni di dollari. Nel marzo del 2008, il Suny Times riferì che “Hamas aveva inviato combattenti in Iran per addestrarli. Gli USA hanno ricevuto segnalazioni. Nel 2011, le autorità israeliane salirono a bordo dell’Ictoria e sequestrarono armi iraniane, missili, destinati ad Hamas. Durante l’operazione Pilastro di difesa del 2012,Hamas lanciò missili Fajr 5 di ingegneria iraniana da Gaza verso Israele… (fonte telegram TV Official 3.0)

 

CONSIDERAZIONI

Pubblico quanto sopra con l’unico intento di fornire informazioni, evitando qualsiasi giudizio definitivo sulle tragiche situazioni in corso nella tormentata regione del Medio Oriente. La soluzione a questi problemi non può essere raggiunta attraverso l’adozione dei consueti schemi che si sono dimostrati inefficaci nel corso di decenni, ma che continuano ad essere utilizzati.

A mio parere, la risoluzione, innanzitutto, non può che scaturire da un cambiamento profondo nell’umanità stessa e dal superamento del concetto di “due stati”.  Solo l’istituzione di uno stato federale unificato, basato su principi di giustizia e laicità, potrà contribuire a superare le profonde divisioni attuali. Naturalmente, tutto ciò sarà vano senza un parallelo sforzo per abbattere l’odio e la sete di vendetta.

Inoltre sembra che Israele -il quale ha certamente il diritto di difendersi- debba farlo in modo proporzionato alle provocazioni e nel rispetto delle leggi internazionali in materia di conflitti, come previsto dalla Convenzione di Ginevra. Tuttavia, sembra anche che Israele tenda costantemente ad allargare il conflitto coinvolgendo stati vicini come la Siria e l’Iran, evitando di esplorare soluzioni diplomatiche. Ciò è sorprendente, considerando che negli anni sono state create opportunità per il dialogo e la diplomazia.

Consiglio, per un approfondimento ed una riflessione della postura umana che ritengo più vera e realistica in queste tristi circostanze, la lettura di un articolo di Vincent Nagle apparso ieri sul Sussidiario (qui: https://www.ilsussidiario.net/news/hamas-israele-sono-colpevole-perche-il-mio-cuore-ha-scelto-una-parte/2603207/ ).

Ne riporto la parte finale:

(…) Ed allora ho pensato che è esattamente qui che nascono le guerre nel mondo, da cuori che rifiutano di soffrire per tutte le creature di Dio, fatte a Sua immagine e somiglianza. Le guerre nascono da un cuore come il mio, che si schiera da una parte e non si lascia tormentare per tutte le vittime, chiunque esse siano. Scaturiscono da un cuore che, come il mio, non parte nel suo giudizio unicamente dalla misericordia di Dio, l’unica nostra speranza, l’unico nostro appoggio per non perdere la nostra umanità.

Quando anteponiamo qualcosa, qualunque cosa, qualunque considerazione alla misericordia di Dio, siamo colpevoli come tutti, non meno di chiunque. Sono colpevole non meno di chiunque delle violenze che stiamo vedendo straziare la terra di Gesù.

Che Dio abbia misericordia di me, di tutti noi, del mondo, dei palestinesi, degli israeliani. Che il sangue di Cristo ci salvi dalla dannazione eterna che stiamo meritando.

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