Siria: ribelli armati dal Pentagono si scontrano con quelli della CIA

Siria: ribelli armati dal Pentagono si scontrano con quelli della CIA 1

In un paese a pezzi è angosciante vedere che le grandi democrazie del pianeta non trovano di meglio che continuare armare soggetti indefiniti, incontrollabili, che agiscono in territorio siriano come al Far West.

di Patrizio Ricci  (pubblicato su LPL News 24)

Avveniva in territorio libico nel dopo Gheddafi:  1700 bande armate dettavano legge in quella che era stata la ‘Grande Giamahria’.  Sembra che quel progetto sia piaciuto e sia stato riproposto in Siria: Europa, Stati Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Giordania, tutti hanno i propri uomini sul terreno, ognuno supporta la ‘propria’ milizia per ‘alimentare la fornace della guerra’ e così poter esercitare la propria influenza a guerra conclusa.

L’inchiesta del Chicago Tribune  pubblicata oggi, ci fornisce un quadro esatto del modus operandi  del governo degli Stati Uniti (che è quello che indirizza tutta la politica estera dell’occidente) in Siria: il Pentagono e la Cia da ottobre dell’anno scorso, dopo una pausa di circa due mesi, addestrano nuovamente due diverse formazioni armate di ‘ribelli’.

Orbene,  visto che dopo ripetuti tentativi, è accaduto sempre che le reclute U.S.-backed   sono transitate in blocco con i jahadisti, il nuovo tentativo messo in atto da la misura della lucidità e della leggerezza con cui il governo americano mette in atto le proprie azioni.

Le due nuove formazioni armate sono le seguenti:

1)  ‘Fursan al Haq’, o ‘Cavalieri di Giustizia’: si tratta di una milizia messa su e addestrata in Turchia dalla CIA.
Si addestra nella base turca di ‘Musterek Operasyon Merkezi’  da cui ”fornisce aiuto diretto ai gruppi ribelli in Siria, fornendo loro missili TOW anticarro da Arabia scorte di armi arabi”. Riveve regolarmente la paga della Cia ed il supporto di USA, Qatar e Turchia. Nel dicembre 2014 c’è stata una breve interruzione di questa collaborazione a seguito inversioni di campo di battaglia nelle mani di al Nusra (affiliati ad al Qaeda). Il suo compito è combattere contro l’Esercito siriano.

2) Forze Democratiche siriane‘ o ‘SDF’: si tratta di un’ alleanza di arabo, assiri, armena, curda, e milizie turkmeni ma è completamente dominata per circa l’80% dal suo elemento curdo, il quale è una milizia potente e ben organizzata nota come unità di difesa popolare, YPG. E’ addestrata è supportata dal Pentagono. Il suo compito è combattere contro ISIS ed al Nusra.

Dice il  Chicago Tribune : ” mentre le azioni del Pentagono fanno parte di uno sforzo palese degli Stati Uniti e dei suoi alleati contro lo Stato islamico, il sostegno della CIA delle milizie è parte di uno sforzo segreto separato degli Stati Uniti volto a mantenere la pressione sul governo di Assad nella speranza di sollecitare il  leader siriano al tavolo dei negoziati”.

L’epilogo non si discosta dai precedenti fallimenti:  ”da due mesi – dice il Chicago Tribune – hanno iniziato a combattere tra di loro nella pianura tra la città assediata di Aleppo e il confine con la Turchia, mettendo in evidenza quanto poco controllo degli Stati Uniti funzionari dell’intelligence e progettisti militari hanno sui gruppi che hanno finanziato e addestrato nell’ amara guerra civile 5 anni”. I combattimenti sono avvenuti nei pressi della città di Marea, situata a 20 miglia a nord di Aleppo”.

Da metà febbraio le due fazioni combattono tra di loro. Il governo degli Stati Uniti ed i leader dei ribelli, hanno confermato che il motivo del contendere, è un territorio contestato nella periferia nord di Aleppo. Sempre il Chicago Tribune riferisce che gli scontri successivamente sono avvenuti anche nei pressi della città di Azaz (vicino al confine con la Turchia, punto di passaggio per i rifornimenti ai ribelli che transitano attraverso la Turchia) e nel quartiere di Aleppo ‘Sceicco Maqsud’.

Il  Repubblicano Adam Schiff,  membro del Comitato Servizi Segreti della Camera, che ha descritto gli scontri tra i gruppi supportati dagli  Stati Uniti  come un fenomeno abbastanza nuovo“.  (NdR: Naturalmente questa dichiarazione confligge con la realtà:  finora la Casa Bianca ha speso 500 milioni di dollari per addestrare 5.400 ribelli moderati, ma di questi solo 60 sono rimasti alle dipendenze degli Stati Uniti).

Ad ottobre il segretario della Difesa statunitense Ashton Carter , ha detto che gli Stati Uniti hanno sospeso  il programma di addestramento dei ribelli siriani ma che i rapporti con i ribelli siriani anti-Assad e gli Stati Uniti non sono cessati perchè il presidente Obama ha autorizzato nuovamente il  programma di addestramento.

Jeffrey White, ex funzionario della CIA riferisce al Chicago Tribune che le autorità statunitensi riescono a controllare i militanti solo finché sono in Turchia “una volta che attraversano il confine con la Siria, si perde una notevole quantità di controllo o la capacità di controllare le loro azioni”.

La nuova iniziativa del Pentagono fornisce un’idea esaustiva della aleatorietà e della pericolosità di queste forze: ”alla fine dell’anno scorso ha schierato circa 50 uomini delle forze speciali nelle aree tenute dai curdi nel nord est della Siria” allo scopo di ”garantire che i gruppi ribelli supportati dagli USA non stanno combattendo l’un l’altro”.  Ma ciò non è bastato perché le ”schermaglie sono diventati di routine”.

Il report del  Chicago Tribune  è esplosivo, si  delineano responsabilità gravissime; non meraviglia in questo magma di forze che agiscono senza alcuna legittimità internazionale  si possa essere insinuato il terrorismo fin nel cuore dell’ Europa.

Se questo ‘grande lavorio‘ messo in atto da parte della più grande superpotenza sembra ha avuto finora un risultato è quello di un negoziato di pace già fallito: è di ieri la notizia che il capo negoziatore “Mohammad Alloush” rappresentante politico del gruppo estremista  “Jaysh al-Islam” e capo negoziatore della delegazione dell’opposizione siriana presso l’ Alto Comitato di negoziazione a Ginevra che rappresenta i ribelli ha già lanciato alle milizie alleate un messaggio inequivocabile  ” vi invito a unirci e accendere le linee del fronte, che è l’unica lingua che possono comprendere”. Perchè infatti, quanto i mercanti di armi sono così generosi, gli avventurieri dovrebbero protendere per la difficile opera di ritorno alla normalità?

Ripensiamo alle parole del Papa alla Via Crucis, quando ricorda i potenti e i venditori di armi «che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli e danno da mangiare ai propri figli pane insanguinato».

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