SIRIA – Relazione dell’OPCW dimostra che gli attacchi chimici sono messinscena dell’opposizione armata

Il 21 di maggio un documento fondamentale dell’indagine compiuta dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW)  è stato reso pubblico dallInstitute for Public Accuracy.  Questo documento è di estrema importanza in quando attribuisce la responsabilità dell’ attacco chimico a Douma – avvenuto nel mese di aprile 2018, in Siria – all’opposizione armata siriana e non ad Assad.

Contrariamente all’incarico ricevuto, il contenuto del documento  non non è stato mandato al Consiglio di sicurezza. Il sospetto fondato è che sia stato tenuto nascosto perché contraddice la narrativa ufficiale e gli stessi risultati della relazione ufficiale dell’OPCW presentati all’ONU che senza questa appendice sono facilmente interpretabile ‘dual use’.

Le conseguenze di quanto è accaduto ha avuto conseguenze pesanti: i contenuti del report che avrebbero sollevato il governo siriano dalla responsabilità dell’attacco chimico non sono stati mostrati, cosicché la mancata pubblicazione, ha permesso  agli Stati Uniti di giustificare la rappresaglia aerea punitiva compiuta in Siria, pochi giorni dopo il presunto attacco chimico governativo.

Ovviamente fino alla pubblicazione di questo documento interno l’opinione pubblica è stata lasciata del tutto ignara della realtà dei fatti ed anche ora nessun media si preoccupa di smentire le vecchie tesi.

Comunque affinché tutti voi possiate sincerarvi di ciò che sto dicendo, ho caricato sul mio server il documento dell’OPCW che scagiona il governo siriano (DICHIARATO AUTENTICO):Engineering-assessment-of-two-cylinders-observed-at-the-Douma-incident-27-February-2019-1   che potete visionare anche nel commento del gruppo di lavoro britannico  Syrianpropaganda media.

Inoltre, il giornalista Caitlin Johnstone nel suo articolo “CONFIRMED: Chemical Weapons Assessment Contradicting Official Syria Narrative Is Authentic” , così commenta il report su Medium:

Il rapporto mette da parte la fisica e le narrazioni estremamente traballanti dell’analisi ufficiale dell’OPCW sulle bombole di gas che presumibilmente sono state sganciate dagli aerei del governo siriano nell’attacco Douma, e conclude che “Le dimensioni, le caratteristiche e l’aspetto dei cilindri, e la scena circostante del incidenti, erano incoerenti con quello che ci si sarebbe aspettato nel caso che uno dei due cilindri venisse consegnato da un aereo “, affermando invece che il posizionamento manuale dei cilindri nelle posizioni in cui gli investigatori li hanno trovati è” l’unica spiegazione plausibile per le osservazioni sulla scena. ”

Per essere chiari, questo significa che, secondo la valutazione firmata da un esperto addestrato dall’OPCW, i cilindri che hanno dichiarato di aver propagato gas tossico che hanno ucciso decine di persone a Douma non sono arrivati ​​nei luoghi che avrebbero dovuto arrivare via via aereo lasciata dal governo siriano, ma attraverso il collocamento manuale da parte di persone sul terreno, dove le fotografie sono state poi prese e fatte circolare in tutto il mondo come prova contro il governo siriano che è stato usato per giustificare attacchi aerei da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Francia.

Solo le forze anti-Assad potevano collocare manualmente i cilindri di gas nell’area occupata dalle forze antigovernative.

La cosa più sconcertante è che – nonostante queste evidenze  – il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti in questi giorni sta  ripetendo esattamente la ‘road map’ già sperimentata l’anno scorso a Douma per reiterare la rappresaglia. Infatti ha diramato una dichiarazione in cui  dice  domenica scorsa il governo siriano ha compiuto un attacco chimico utilizzando gas clorino e subito dopo  avverte che gli Stati Uniti e gli alleati risponderanno militarmente se emergeranno prove che le armi chimiche sono state utilizzate.

La dichiarazione statunitense è stata resa pochi giorni dopo che il Centro di riconciliazione siriano del ministero della Difesa russo ha avvertito che i terroristi stavano preparando una provocazione con l’uso di armi chimiche nella provincia siriana di Idlib. Anche questo caso il Dipartimento di Stato USA ha preso per attendibili le notizie del presunto attacco chimico nel villaggio di Kabani (Latakia), diramate  dal gruppo Tharir al Sham (ovvero al Qaeda in Siria) sui portali Internet di proprietà del gruppo terroristico.

Insomma una replica della vicenda pregressa, ora smascherata ma adeguatamente non pubblicizzata dai media maistream.

patrizio ricci by @vietatoparlare.it

 

Pubblicità