Il Papa sui migranti: “Un modo di risolvere il problema delle migrazioni è aiutare i Paesi da dove vengono migranti”

Nel viaggio di ritorno dalla Gmg di Panama, Francesco ha parlato tra le altre cose della crisi venezuelana, del celibato , educazione sessuale a scuola, dei giovani che si allontanano dalla chiesa, dell’aborto  e dell’immigrazione. Su quest’ultimo argomento ha esortato il cuore aperto ma con prudenza.

E’ importante sottolineare che per quanto riguarda quest’ultimo giudizio espresso dal Papa, esso è stato dato come risposta ad una domanda che quasi  ‘suggeriva’ la risposta, ovvero quasi obbligava il Papa a rispondere in un maniera critica ad una decisione politica, in modo da non mostrarsi ‘insensibile’.

Per questo è ancora più rilevante la risposta data. Vale la pena riportare qui di seguito sia la domanda che la risposta:

Manuela Tulli (giornalista Ansa):

Buona sera, Santo Padre. Lei, durante questa GMG, ha detto che è assurdo e irresponsabile considerare i migranti i portatori del male sociale. In Italia, le nuove politiche sui migranti hanno portato alla chiusura del CARA di Castelnuovo di Porto, che Lei conosce bene. Era un’esperienza dove si vedevano semi di integrazione, i bambini andavano a scuola, e ora rischiano – quelle persone – uno sradicamento. Lei appunto scelse di celebrare con loro il Giovedì Santo del 2016. Le vorrei chiedere cosa prova rispetto a questa decisione di chiudere il CARA di Castelnuovo di Porto, dove Lei è stato a celebrare il Giovedì Santo del 2016. E ora il rischio è una dispersione di quella esperienza, con i bambini che…

Papa Francesco:

Sì, io ho sentito voci di quello che succedeva in Italia, ma ero immerso in questo [viaggio], quindi precisamente non conosco bene la cosa, ma immagino. È vero che il problema dei migranti è un problema molto complesso, molto complesso.

È un problema che richiede memoria, ossia domandarsi se la mia patria è stata fatta dai migranti. Noi argentini: tutti migranti. Gli Stati Uniti: tutti migranti. Questa memoria. Un vescovo, un cardinale – non ricordo quale – ha fatto un articolo bellissimo su un problema di “mancanza di memoria”, così si chiamava. Questo è un punto. Poi, le parole che io uso: accogliere, il cuore aperto per accogliere; accompagnare; far crescere e integrare.

E dico anche: il governante deve usare la prudenza, perché la prudenza è la virtù del governante. Questo l’ho detto qui, nell’ultimo volo, queste parole. Sì, è una equazione difficile.

A me viene in mente l’esempio svedese che, negli anni Settanta, con le dittature – l’Operazione Condor in America Latina -, aveva ricevuto tanti migranti, tanti, tanti, ma tutti integrati. Vedo anche cosa fa Sant’Egidio, per esempio: integra subito. Ma gli svedesi l’anno scorso hanno detto: “Fermatevi un po’, perché non possiamo finire il percorso”.

E questa è la prudenza del governante. Ed è un problema di carità, di amore, di solidarietà, e io ribadisco che le nazioni più generose in questo, nel ricevere – per gli altri aspetti non sono tanto riusciti a farlo – sono state l’Italia e la Grecia. Anche un po’ la Turchia, un po’. Ma la Grecia è stata generosissima. E l’Italia, tanto. E quando io sono andato a Lampedusa, era all’inizio, l’anno 2013. Ma è vero che si deve pensare realisticamente.

Poi c’è un’altra cosa di cui è importante tenere conto: un modo di risolvere il problema delle migrazioni è aiutare i Paesi da dove vengono. I migranti vengono per fame o per guerra. Investire dove c’è la fame, l’Europa è capace di farlo, in modo da aiutare a crescere.

Ma sempre c’è – parlando dell’Africa – sempre c’è quell’immaginario collettivo che noi abbiamo nell’inconscio: l’Africa va sfruttata. Questo è storico e questo fa male. I migranti del Medio Oriente hanno trovato altre vie d’uscita; il Libano è una meraviglia di generosità: ha più di un milione di siriani. La Giordania lo stesso: sono aperti, e fanno quello che possono, sperando di reintegrare. Anche la Turchia ha ricevuto qualcuno. E noi in Italia abbiamo ricevuto qualcuno.

Ma è un problema complesso, di cui si deve parlare senza pregiudizi, tenendo conto di tutte queste cose che mi sono venute in mente.

Il testo della Conferenza Stampa di papa Francesco – che tocca anche altri argomenti – è stato pubblicato da Avvenire  e integralmente sul sito del Vaticano .

 

Comments

  • daria 31 Gennaio 2019 at 21:38

    Dopo 150 dall’unita’ d’Italia, e 50 di cassa del mezzogiorno, i 20 milioni di meridionali sono rimasti nel sottosviluppo.
    Come pensa il Papa, di sviluppare 1,2 miliardi di africani ?