Continuano le rievocazioni di padre Dall’Oglio sostenitore della rivoluzione di popolo siriana che non è mai esistita

Oltre 1800 daghestani sono partiti per la Siria per combattere dalla parte dei gruppi estremisti, ha dichiarato Umarosman Gajiyev, ministro dell’informazione e della stampa della Repubblica del Daghestan. Secondo il funzionario, circa l’1% dei Daghestani sostengono questa ideologia. Sui 3,1 milioni di abitanti, sono più di 30 mila i sostenitori dell’estremismo islamico. La propaganda dell’estremismo si diffonde attivamente nei social network, e gli utenti più attivi sono i ragazzi in età scolare. https://t.me/rtvimain/22516

Quanti siriani avranno ucciso 1800 daghestani? Estremisti radicali islamici sono convenuti in Siria da 60 paesi nel mondo.  Eppure l’Unione Europea crede ancora nella sua favola magnifica.

Ci credono anche giornalisti italiani che ad intervalli costanti parlando di Siria non possono fare a meno di parlare di padre Dall’Oglio.

dalloglio

Tutti siete a conoscenza che la guerra in Siria va avanti da più di 10 anni ed ancora oggi la Siria è nel mirino dei paesi occidentali. In tutto questo tempo i paesi occidentali non sono stati mai neutrali e sono coinvolti. Senza di loro la Siria sarebbe in pace e 500.000 persone non sarebbero morte. Tuttavia pochi sanno che c’è un altro campo di battaglia, quello costituito da guerriglieri altrettanto agguerriti, che insidiano il popolo siriano. Sono i mujaddin dell’informazione, quelli che dall’inizio del conflitto hanno assunto a tempo pieno una posizione del tutto protesa ad assecondare e sostenere la narrativa della ‘rivoluzione di popolo’, indispensabile per sostenere il regime change in Siria.

E’ chiaro che per sostenere un simile impegno disinformativo occorrono professionisti dell’informazione: si tratta di una guerra non meno importante di quella sul campo. In Italia questo gruppo di giornalisti particolarmente agguerriti costituisce la punta di diamante delle campagne disinformative.

Dispiace che adesso anche Fulvio Scaglione che ha fatto sempre una informazione professionalmente corretta, sponsorizzi incontri sotto l’egida di Dall’Oglio.

Non sta a me giudicare Padre Dall’Oglio come sacerdote, ma se il motivo per cui lo ricordano in convegni e simposi, è la sua posizione per la ‘rivoluzione siriana’, io dissento profondamente. E non dissento per antipatia personale, ma in virtù di fatti specifici che indicano che la rivoluzione siriana romanzata da padre Dall’Oglio è il progetto di regime change, ben descritto nel progetto USA ‘Timber Sycamore‘.

Tra le affermazioni ‘memorabili’ i padre Dall’Oglio ne ricordo uno tra le tante. Questa fu pubblicata su ‘Huffington post’  . Nell’articolo Dall’Oglio  auspica che il governo legittimo siriano sia sostituito da forze jihadiste  e critica la Comunità Internazionale e gli Stati Uniti per non aver attaccato subito militarmente la Siria.

Vedi anche qui: “c’è la  “necessità morale di un intervento diretto come avvenuto in Libia” (http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/24mattino/2013-06-06/gesuita-paolo-oglio-siria-102128.php )

Ma nell’articolo ospitato da ‘L’Huffington post’ Dall’Oglio si spinge ancora più in là: “Ma guardiamo alla cosa dal punto di vista etico della rivoluzione siriana. Ammettiamo per un istante che ci fossimo appropriati di armi chimiche sottratte agli arsenali di regime conquistati eroicamente. Immaginiamo di avere la capacità di usarle contro le forze armate del regime per risolvere il conflitto a nostro favore e salvare il nostro popolo da morte certa. Cosa ci sarebbe d’immorale?”

Ed ancora: ” … noi vi promettiamo di fare di tutto per riassorbire la deriva violenta, radicale, islamista, qaedista! È nel nostro interesse. Essa infatti costituisce una non soluzione proprio per i ragazzi che vi ci sono arruolati. Sono nostri figli e non ci interessa perderli. Nessuna soluzione alla Tora Bora, neanche per i jihadisti stranieri!

La Siria sarà capace di elaborare una strategia pedagogica islamica di riassorbimento dell’estremismo. Non è la prima volta nella storia. Abbiamo la teoria e conosciamo la pratica. Non si può giocare il futuro del mondo sull’ipotesi islamo-pessimista”.

Bene, rievocatelo ancora. Vi faccio i miei complimenti. Ed anche i daghestani, immagino.

Ciò che mi meraviglia è quando una bugia ripetuta possa effettivamente diventare vera all’interno del circo mediatico, a patto che si abbiano le risorse ‘giuste’.  Eppure se la confusione forse era possibile a distanza di pochi mesi dall’inizio della crisi siriana, ora con – confessioni di funzionari qatarioti, sauditi e con documenti statunitensi desegretati e resi pubblici, non capisco come possa essere possibile essere attaccati ancora al campanello, aspettando che qualcuno risponda per raccontare sempre la stessa menzogna.

@vietatoparlare

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