Ma #Salvini è ‘con noi o contro di noi’? (Ma gli ‘intransigenti misericordiosi’ neanche si fanno questa domanda… )

Ma #Salvini è con noi o contro di noi?

domenica 30 settembre 2018
Autore:Mangiarotti, Don GabrieleFonte:CulturaCattolica.it

Papa Francesco: «… Gesù oggi ci chiama a non pensare secondo le categorie di “amico/nemico”, “noi/loro”, “chi è dentro/chi è fuori”, “mio/tuo”, ma ad andare oltre, ad aprire il cuore per poter riconoscere la sua presenza e l’azione di Dio anche in ambiti insoliti e imprevedibili e in persone che non fanno parte della nostra cerchia. Si tratta di essere attenti più alla genuinità del bene, del bello e del vero che viene compiuto, che non al nome e alla provenienza di chi lo compie.»

Nella liturgia di oggi, XXVI domenica del tempo ordinario, la prima lettura dal libro dei Numeri e il Vangelo di Marco suggeriscono l’atteggiamento di Mosè e di Gesù rispetto alle preoccupazioni dei discepoli. Se da un lato Giosuè vorrebbe silenziare Eldad e Medad che profetizzano nell’accampamento degli ebrei senza essere andati all’appuntamento nella Tenda del Convegno, dall’altro Giovanni vorrebbe che Gesù impedisse a colui che aveva fatto miracoli nel suo nome di continuare nel suo proposito. E Mosè vorrebbe che tutti fossero profeti, nel suo popolo, mentre Gesù afferma che «chi non è contro di noi è con noi». Esempio di grandezza d’animo, contro i purismi dei seguaci!
Mi è venuto in mente, proprio a questo riguardo, un articolo che tempo fa riportava le reazioni scandalizzate dei benpensanti cattolici rispetto al fatto che Salvini, in un comizio, si fosse espresso mostrando Rosario e Vangelo come riferimento alla sua preoccupazione per il popolo italiano.

Ecco quanto veniva riportato: «Durante il suo comizio in piazza Duomo a Milano Matteo Salvini dice di giurare sul Vangelo e sulla Costituzione italiana, brandendoli in mano e mostrandoli alla folla, immaginandosi futuro presidente del Consiglio, e subito la comunità cattolica democratica si mobilita per prendere le distanze, o quantomeno per raddrizzare la mira del leader leghista.

Il primo a farlo è stato infatti proprio l’arcivescovo di Milano Mario Delpini: “Nei comizi si parli di politica”, ha commentato laconico poche ore dopo l’irreale giuramento. Oggi, invece, è arrivata la sciabolata del direttore de La Civiltà Cattolica, il gesuita padre Antonio Spadaro, rilanciando il rumoroso articolo comparso sulla sua rivista e scritto assieme al pastore protestante argentino Marcelo Figueroa, in cui viene duramente attaccato l’ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon, e si lancia l’allarme per la formazione di inediti “fondamentalismi evangelicali e integralismi cattolici”, in cui la politica si arrogherebbe la pretesa di esternare giudizi morali di carattere sempre più assoluto.

“Questo nostro articolo – purtroppo – si rivela utile anche oggi per capire perché un uomo politico usi il #Vangelo e il #Rosario come strumento di propaganda”, scrive infatti il gesuita su Twitter, senza lasciare alcuno spazio alle interpretazioni. O meglio, come ha commentato il giornalista di Avvenire Nello Scavo: “A buon intenditor…”. L’attacco infatti, come rilancia su Facebook il teologo della Villanova University Massimo Faggioli, è sferrato verso “l’uso blasfemo di simboli cristiani da parte della ‘politica della paura’”. […]

Ma sono molti anche gli esponenti del mondo cattolico che fanno sentire la loro voce, tra intellettuali, sacerdoti, e ovviamente politici, la maggior parte a conferma delle esternazioni di padre Spadaro. “L’ossimoro vivente… ma ha letto cosa c’è’ scritto dentro? Siamo tutti un po’ cauti nel pensare di avere la verità in mano… c’è chi non ha dubbi”, scrive infatti sempre su Twitter l’economista Leonardo Becchetti, firma del quotidiano Avvenire. “#Salvini giura sul #Vangelo: peccato che così facendo mostri di non conoscerlo bene. Perché, proprio nel Vangelo, Gesù dice di non giurare. Su nulla”, è la dura reprimenda di don Mauro Leonardi, opinionista e volto televisivo per vari quotidiani e trasmissioni. “Non nominare invano. Gli ultimi saranno i primi. Ero straniero e mi avete accolto (Tutto il resto viene dal maligno) #Vangelo”, scrive invece la sociologa Chiara Giaccardi, con hashtag e allusione velata ma non troppo, visto che il tema del Vangelo domenicale, quello vero, è la Trasfigurazione. [https://formiche.net/2018/02/vangelo-salvini/]

Non c’è che dire, se citi anche solo il Vangelo o mostri il Rosario, questo non ti è permesso, perché sappiamo bene le ragioni per cui lo fai. Non ne hai alcun diritto. Salvo poi a sentire coloro che rimproverano Salvini con tutta quella prosopopea riportata dal sito citato che non si peritano di citare a conferma delle loro preferenze politiche il Vangelo a man bassa.
Sarà la solita storia dei due pesi e delle due misure? O non piuttosto la meschinità degli intransigenti misericordiosi per cui solo loro hanno diritto di concedere la parola a chicchessia?
Per fortuna, anzi, per grazia, nostro Signore aveva un animo e un cuore più grande. Il cuore di un Dio.

Quindi, come oggi ci ricorda Papa Francesco, «… Gesù oggi ci chiama a non pensare secondo le categorie di “amico/nemico”, “noi/loro”, “chi è dentro/chi è fuori”, “mio/tuo”, ma ad andare oltre, ad aprire il cuore per poter riconoscere la sua presenza e l’azione di Dio anche in ambiti insoliti e imprevedibili e in persone che non fanno parte della nostra cerchia. Si tratta di essere attenti più alla genuinità del bene, del bello e del vero che viene compiuto, che non al nome e alla provenienza di chi lo compie.»

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