I simboli di Optor anche in Libano

Il vaccino dell'occidente non ha bisogno di altre formule, oppure i test precedenti miravano specificatamente proprio a questi risultati?

I simboli di Optor anche in Libano 5

Ancora non erano spenti gli incendi per la devastante esplosione che già individui equipaggiati di tutto punto , scendevano nelle strade di Beirut sconvolta ed ancora in lutto.

Anche un orbo capirebbe che a Beirut, secondo il vecchio schema, le forze esterne stanno cercando di organizzare un colpo di stato, in un paese con una situazione economica difficile, e che anche dopo l’esplosione è più facile organizzarsi per raggiungere questo fine.

Ovviamente gli aiuti esterni porteranno molta gente a Beirut ed anche gente che poco ha a che fare con gli aiuti umanitari e che è parte del problema.

Non per nulla in Egitto al Sisi aveva cacciato tutte le Ong dopo che – sostenuto dalla maggior parte della popolazione – aveva cacciato Morsi.

Ovviamente il Libano ha bisogno di aiuti e non può cacciare proprio nessuno, anzì ora il bisogno è più grande. Ma l’aiuto se sarà accompagnato con il cavallo di Troia vorrà dire meschinità più grande.

E proprio il simbolo di Optor non mi piace per nulla. Non dico nulla sul casino delle vicende libanesi ma questo modo di fare – di chi sa e si muove spedito verso ciò che desiderava sin dall’inizio – , non mi piace.

Andiamo… non si preoccupano neanche di nascondere o dissimulare i simboli di Optor, il noto ‘movimento d’opposizione’ creato dalla CIA e sostenuta da George Soros, con Freedom House e Open Society Institute, …Soros è quello delle Rivoluzioni Colorate o Colpi di Stato morbidi. Ricordiamo che Optor è riuscita a provocare il rovesciamento del legittimo governo, in Serbia, Georgia, con l’imposizione del guerrafondaio Mikhail Saakashvili, in Ucraina, in Kirghisia, in Egitto ed ha tentato anche in Russia. In Italia si fece conoscere come Movimento Viola contro Berlusconi. In America è il movimento Occupy Wall Street e più generalmente conosciuto ora come Occupy.

Fa un certo effetto vedere una manifestazione di questo tipo in una città devastata dove 300.000 persone hanno perso la propria abitazione.

Non fa un certo effetto vedere questo simbolo in Libano?

Non fa un certo effetto  che l’ambasciata americana a Beirut abbia affermato di “sostenere il diritto libanese alla protesta pacifica” (sequestro di edifici governativi = protesta pacifica) e sollecita le autorità libanesi a non usare la forza?

In Libia gli USA hanno detto, giustamente che devono uscire tutti gli stranieri, peccato che gli ‘stranieri’ non comprendono mai gli USA.

Non sono un nemico degli Stati Uniti ma la politica mediorientale cosa ha portato a questi popoli?

Ed anche a proposito dell’ Iran – così odiato dagli USA e da gran parte dell’occidente -, ci ricordiamo che la situazione attuale viene appunto per una seguela di ingerenze e colpi di stato?

Ovviamente non sono cose che si possono cancellare con una spugna. Ma non ditemi che questo pugno alzato è il simbolo del pentimento.

Comunque la polizia e l’esercito libanese hanno ripreso oggi i ministeri occupati e distrutti dai manifestanti.

Non entro nel merito delle vicende interne libanesi ma questo non è il modo di accompagnare il paese verso un futuro migliore. Lo abbiamo già visto in Libia ed altrove. Quando impareremo noi occidentali dai nostri errori e muteremo il nostro approccio?

Quindi nessun problema interno il Libano? Beh quelli sono noti, mi sembra centrata la sintesi di giudizio di Ale Aramu, esperto di politica mediorientale e giornalista presso ‎Centro Italo Arabo e del Mediterraneo:

[su_quote style=”flat-light”]Succede che il paese è allo stremo, la popolazione affamata e l’architettura costituzionale basata su equilibri confessionali non esprime più la geografia politica di un paese la cui classe politica è tutta, nessuno escluso, accusata di incapacità e corruzione. Un paese che ha dovuto sostenere il peso della guerra in Siria e dei suoi profughi con un costo per lo Stato, il terzo più indebitato al mondo, non più sostenibile.

C’è una resa dei conti anche tra sunniti e sciiti che inevitabilmente si trasforma in uno scontro anche geopolitico con attori internazionali che vogliono approfittare del caos per regolare vecchie partite. Sullo sfondo anche quello tra Israele ed Hezbollah.

Proprio Israele insieme a Trump soffiano sulle proteste per depotenziare la potenza politica e sociale di Hezbollah, un modo per screditarlo anche agli occhi dei suoi elettori e sostenitori che ritengono non più accettabile l’impegno e il coinvolgimento del partito di Dio nella guerra in Siria, una guerra che ritengono non loro. Una partita complessa dove riemergono forti tendenze colonialiste come quella francese, altro attore interessato in questa vicenda.[/su_quote]

patrizioricci by @vietatoparlare

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