George Soros cede il controllo della sua fondazione al figlio Alex per continuare l’agenda liberale globale della famiglia.

Wall Street Journal riporta che il miliardario ungherese-americano George Soros ha annunciato di aver ceduto il controllo della sua fondazione e di tutti gli altri interessi commerciali al figlio di 37 anni, Alexander Soros. Quest’ultimo ha promesso di essere “più politico” di suo padre e di continuare a sostenere l’agenda liberale globale della fondazione.

In altre parole, sembra che Alexander voglia assumere un ruolo più attivo nelle questioni politiche e sociali, cercando di influenzare le politiche dei governi in tutto il mondo tramite il lavoro della fondazione. Più chiaramente: la fondazione continuerà a perseguire l’agenda liberale globale della famiglia Soros, sostenendo i candidati di sinistra e le ideologie progressiste in tutto il mondo e destabilizzando paesi sovrani per la concretizzazione delle agende progressiste globali.

Infatti, Alexander ha dichiarato di sostenere i diritti di voto e la libertà personale nonchè la causa della democrazia all’estero. E, inaspettatamente, ha anche espresso preoccupazione per la crescente restrizione alla libertà di parola in tutto l’Occidente sostenendo l’importanza di proteggere la libertà di espressione.

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È interessante che Alexander Soros abbia recentemente incontrato diversi leader liberali, tra cui il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, il primo ministro canadese Justin Trudeau e vari membri chiave dell’amministrazione Biden, tra cui il vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris. Ha inoltre visitato la Casa Bianca non meno di 17 volte da quando Biden è entrato in carica nel 2021, suggerendo che ha un invito aperto alla Casa Bianca.

La notizia è stata confermata da un portavoce della famiglia dopo un’intervista di Alexander al Wall Street Journal. Soros Sr., che compirà 93 anni entro la fine dell’anno, ha dichiarato che il figlio si è guadagnato il diritto di prendere il controllo dell’impero stimato 25 miliardi di dollari e che la fondazione continuerà a perseguire gli obiettivi progressisti della famiglia.

Il passaggio del controllo della fondazione da George a Alexander ha suscitato interesse e preoccupazione, sia in campo politico che nella società civile. La fondazione Soros ha subito l’accusa di promuovere l’immigrazione di massa, di favorire l’aborto e di supportare coloro che cercano di destabilizzare i governi conservatori. La decisione di George Soros di cedere il controllo della fondazione a suo figlio Alexander suggerisce che la famiglia Soros continuerà a sostenere gli stessi obiettivi progressisti e a promuovere la giustizia sociale e la democrazia, ma con una nuova generazione di leader.

In ogni caso, è importante notare che l’operato della fondazione Soros ha suscitato molte controversie negli anni. La fondazione ha finanziato molti progetti importanti, come la difesa dei diritti umani (nel senso della nuova concezione del termine) e la promozione della libertà di parola, anche se spesso quest’ultima è stata presa a pretesto per indebolire governi in quanto sovranisti, tanto che per questo ha ricevuto accuse di interferenza negli affari di stato, specialmente in quei paesi in cui la fondazione ha finanziato progetti legati a temi sensibili, come l’immigrazione o l’aborto e finanziato enti, gruppi e università per diffondere il proprio credo. In definitiva, ci sono molte voci critiche le quali sostengono che la fondazione Soros mira a creare una società globalista, priva di valori nazionali e culturali, e a questo scopo avrebbe finanziato l’immigrazione di massa in diversi paesi europei, allo scopo di destabilizzare le culture e le identità nazionali di queste nazioni.

Unica nota interessante l’accento sulla libertà di parola, per ora è giusto che abbia il beneficio d’inventario e la speranza che non l’intenda come certi circoli i quali impongono sempre di più il loro credo, per cui ogni opinione contraria alla loro è da considerare ‘fake news’.

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