FRANCIA – Natale, spot pubblicitario vietato perchè contiene la parola ‘cristiano’ –

E' quanto è successo all'associazione Œuvre d'Orient, che si è vista rifiutare uno spot pubblicitario di raccolta fondi per i cristiani in Oriente da Radio France

FRANCIA - Natale, spot pubblicitario vietato perchè contiene la parola 'cristiano' - 5

Il Natale crea imbarazzo.  Intendiamoci, non creano imbarazzo i mercatini di Natale, la Merkel anzi li ha citati al Bundenstag ieri, quando ha detto, commuovendosi, che non si diverte a tenere chiusi ai tedeschi i mercatini di Natale. Pochi istanti prima aveva detto di essere ‘fiera’ di questa Europa: “Io credo nella forza dell’illuminismo , che l’Europa deve ringraziare perchè ci ha insegnato che esistono verità scientifiche che sono reali ed alle quali dobbiamo attenerci”.

Dunque, nel nuovo credo politically correct, il Natale è identificato con i mercatini di Natale. Gesù bambino, il Dio cristiano, è da adorare privatamente, è un fatto spirituale. Un fatto da celebrare ‘in modo sobrio’, come ha detto Conte. In realtà, il discorso della Merkel è il manifesto del nuovo pensiero europeo, ovvero del paese che insieme alla Francia, è a guida dei 27.

Quindi, per Natale, è l’illuminismo ad essere richiamato come apice e stella polare della moderna Europa. Peccato però che l’illuminismo significava anche libertà di espressione e, in questo campo, vediamo restrizioni e manipolazioni sempre più estese e stringenti sui diritti fondamentali: a proposito di restrizioni, lo stiamo vedendo anche in Italia, nel contesto delle più ampie norme di restrizione per il Covid, molte norme  che stanno proliferando come funghi, non esprimono una preoccupazione in campo sanitario ma opportunismo politico.

In linea, la Francia – come fanno tutti i governi europei – sta imponendo limitazioni per introdurre quei cambiamenti in agenda che vengono più facilmente portati in porto, in periodi di crisi. Vede questo come un tempo propizio per realizzare progetti a cui vogliono dare l’imprimatur indiscusso della scientificità (e questo è il problema più grande). Ma il governo francese si è portato un po’ più avanti.

India

La politica di Parigi

Parigi si trova tra due esigenze: da un lato è alle prese con il radicalismo islamico; dall’altra è preda della sua ossessione di non discriminare e difendere la laicità. Alla fine, si trova a discriminare tutti: ha cominciato dall’educazione vietando le scuole genitoriali per arginare le scuole islamiche estremiste che inculcano ideologie contrastanti la Costituzioni. Molto prima è stata alle prese con il movimento ‘manif pout tous‘. Ovviamente, a farne le spese sono sempre i cristiani.

Macron in nome della laicità ed equità sta colpendo tutte le religioni per limitare l’estremismo di una sola religione, quella islamica. Il governo francese sa bene che se intervenisse solo nei riguardi dell’Islam radicale, la Francia sarebbe messa a ferro e fuoco. In definitiva, Macron per non stigmatizzare i musulmani preferisce stigmatizzare tutte le religioni, in nome della laicità e dell’equità. Forse i cristiani pagano sempre più facilmente perchè sono miti. Così, piuttosto ipocritamente da parte dello stato, i cristiani  sono indirettamente colpiti a causa del progetto di arginare il radicalismo islamico che si trova nei primissimi posti dell’agenda governativa. 

Tutto questo si trova sullo sfondo della vicenda capitata all’associazione Œuvre d’Orient (vicenda fortunatamente ora rientrata, perchè ci sono ancora forze di buona volontà nella società).

Œuvre d’Orient

Forse occorre in insight. Per chi non lo sapesse, Œuvre d’Orient “è un’antichissima associazione umanitaria cattolica francese, creata il 4 aprile 1856, al servizio dei cristiani orientali. Finanzia progetti umanitari in ventitré paesi, in particolare in Iraq, Siria, Libia, Libano e Armenia, nel Nagorno-Karabakh. Si tratta di 400.000 studenti aiutati, 70 volontari in missione, 1.250 progetti all’anno”. Riconosciuto come pubblica utilità, L’Œuvre d’Orient è diretto dal 2010 da mons. Pascal Gollnisch, vescovo equivalente della Chiesa cattolica (anche fratello dell’ex deputato europeo FN Bruno Gollnisch). Christians d’Orient “ha l’obiettivo principale di aiutare I cristiani orientali a restare a casa, in Medio Oriente, fornendo loro un aiuto concreto e soprattutto umano attraverso una presenza permanente di volontari nei nostri paesi di missione ”. Regolarmente, questa ONG propone richieste di donazioni tramite messaggio pubblicitario su Radio France (si noti che la polemica non riguarda France Inter ma Radio France la cui pubblicità è comune a tutte le emittenti del gruppo pubblico). Questo è stato il caso del Natale 2017, 2018 e 2019, della Quaresima 2020 e di un messaggio speciale il 30 settembre 2020 per raccogliere un fondo di emergenza per i libanesi dopo il disastro di Beirut.

Cosa è successo?

E’ successo che in nome di questa pretesa ‘equitè’, la famosa associazione cristiana Œuvre d’Orient, dedita all’aiuto dei cristiani in Oriente, si è vista rifiutare  da Radio France (precisamente France Inter e France Info) la trasmissione di “un messaggio pubblicitario (a pagamento), in occasione del Natale 2020, indirizzato a raccogliere fondi.

Il problema? Radio France ha rifiutato di trasmettere un messaggio con la parola “cristiano” perchè ‘scioccava’ gli ascoltatori. La cosa curiosa è che prima d’ora questo non era mai accaduto: l’associazione fino ad adesso aveva sempre usato l’espressione cristiano nei suoi messaggi pubblicitari.

Ma questa volta no. La Radio pubblica francese ha obiettato che il messaggio conteneva la parola ‘cristiano’ e ciò era discriminante rispetto alle altre confessioni. Non importa che lo spot pubblicitario proposto mirava molto chiaramente a sensibilizzare le persone per ricevere donazioni in modo che fosse possibile alla Ong continuare l’adempimento della propria missione.

A seguito della controversa vicenda , Œuvre d’Orient ha pubblicato il 7 dicembre 2020 un comunicato stampa per protestare contro un rifiuto da parte della direzione di Radio France per il suo messaggio pubblicitario:

[su_quote]“[su_highlight background=”#fffccf”]L’associazione ha voluto mandare in onda su Radio France inviti a donazioni, in pubblicità a pagamento, come fa da diversi anni a dicembre su France Inter senza incontrare alcuna obiezione. Quest’ultimo ha rifiutato il principio (…) L’Œuvre d’Orient non vede come la menzione dei cristiani d’Oriente e della loro missione umanitaria, al servizio di tutti, possa scandalizzare le convinzioni degli ascoltatori. L’Oeuvre d’Orient è fermamente attaccata alla laicità repubblicana, al rispetto di tutte le religioni e anche alla libertà di espressione. L’Œuvre d’Orient non ha voluto alcuna polemica pubblica e si rammarica dell’impossibilità di dialogare e di farsi capire. I suoi appelli al mediatore sono rimasti senza risposta. ” .[/su_highlight][/su_quote]

Successivamente, si è scatenato un gran polverone.

“La Croix” del 7 dicembre 2020 nonché da “Le Figaro” del 7 dicembre 2020 non esita a parlare di “censura” (titolava: “France Inter censure una pubblicità per i cristiani orientali ”) e le Figaro’, il maggior giornale francese, si è schierato decisamente con Œuvre d’Orient.   Ma non solo, secondo “Le Figaro”, il direttore generale dell’associazione si è rivolto anche a parlamentari che hanno molti amici di cristiani orientali (almeno 47 deputati e 117 senatori. Anche la pubblicazione La Croix ha citato un argomento molto interessante: ha scritto che la laicità deve intervenire quando c’è qualcosa che può scioccare il sentimento religioso ma non può scioccare un riferimento religioso.

Conseguentemente, Radio France ha fatto ‘marcia indietro’ ed ha ammesso il messaggio pubblicitario, ma ha preteso alcune precisazioni.

Nel comunicato stampa del 7 dicembre 2020, Radio France ha infatti precisato:

[su_quote]“[Il] quadro [che si applica a tutti i messaggi ea tutti gli inserzionisti del servizio pubblico] è stabilito dai testi in vigore e dalle specifiche missioni e cariche di Radio France. Uno dei suoi principi è di tendere a una pubblicità neutra su questioni religiose, morali o politiche sul servizio pubblico. La scelta della parola “shock” nell’articolo 37 delle specifiche e dei doveri di Radio France adottata con decreto del 13 novembre 1987, che specifica “I messaggi pubblicitari non devono contenere alcun elemento suscettibile di scioccare le convinzioni religiose o filosofiche o le politiche degli ascoltatori “, non appartiene a Radio France ma alle autorità competenti. . Tutto però è questione di interpretazione e applicazione dei testi.[/su_quote]

Radio France ha poi spiegato:

[su_quote]“Radio France si preoccupa di non trasmettere pubblicità riferita a una comunità religiosa, filosofica o politica, qualunque essa sia, sulle sue antenne. Sensibile all’impegno associativo e ansiosa di sostenerlo, Radio France ha tuttavia dato una risposta positiva a L’Œuvre d’Orient proponendo un’alternativa, consistente nel parlare dell’Oeuvre d’Orient al posto dei cristiani di Oriente nel suo messaggio pubblicitario. [/su_quote]

In questo senso, Radio France ha tenuto a dire che nel messaggio pubblicitario di due mesi fa per la giornata speciale di sostegno al Libano a seguito dell’esplosione che ha devastato Beirut, ha fatto una eccezione: “Vista la natura molto dettagliata di questo messaggio, Radio France aveva eccezionalmente accolto favorevole questa richiesta. Gli ascoltatori di Radio France, molto attenti al rispetto del principio di neutralità religiosa, filosofica e politica del servizio pubblico, numerosi hanno reagito e interrogato Radio France per questa scelta. .

E’ evidente che la giustificazione non ha senso, un’associazione cristiana interviene soprattutto sulla minoranza cristiana, non è mai esistito mai nulla di scioccante in questo. La prassi è che comunque le Ong cristiane non hanno mai negato aiuto ai bisognosi, indipendentemente dal loro credo. Questo lo capiscono molto bene gli stati islamici, un po’ di meno quelli tradizionalmente cristiani.

 

Se L’Œuvre d’Orient si è concentrato fin dalla sua creazione sui cristiani d’Oriente, non è per “ostracismo religioso” né per una sorta di “discriminazione religiosa”, ma soprattutto perché da circa quindici anni ( e anche per centocinquanta anni), i cristiani d’Oriente costituiscono minoranze particolarmente oppresse, cacciate, massacrate in molti paesi dell’Est e che nessuna organizzazione nazionale dei paesi in questione le sostiene (a differenza dei musulmani).

Ovviamente Mons. Pascal Gollnisch ha criticato l’argomentazione di Radio France e difendendo la propria libertà, ha inteso difendere quella di tutti:

[su_quote]“Questo modo di interpretare i testi è inammissibile. Trasforma un laicismo lodevole in ateismo aperto. L’Oeuvre d’Orient non può accettare questa caricatura del secolarismo inviata alle minoranze discriminate in Medio Oriente “. [/su_quote]

Coerentemente chi accetta di festeggiare il Natale non può ignorare che è una festa cristiana, svuotarla del proprio significato non è ragionevole, è vuoto a perdere, è ateismo, non laicismo.

Molto semplicemente, la pretesa equità se si accetta di festeggiare il Natale è impossibile. Il Natale è bello per ciò che comunica perchè è cristiano, questa è la verità, senza togliere niente alle altre religione. Ma il Natale non offende nessuno e non odia nessuno. Ciò è rilevante.

La polemica si è conclusa in questo modo, Radio France l’8 dicembre ha pubblicato un comunicato che sembra aver riscosso la piena soddisfazione di tutti:

[su_quote]“Dopo nuovi scambi con la ‘L’Œuvre d’Orient e dato il contenuto del messaggio pubblicitario attuale nel senso desiderato, che chiede donazioni per azioni umanitarie a beneficio di tutte le popolazioni bisognose qualunque esse siano, Radio France è in grado di soddisfare la richiesta dell’associazione per una campagna sulle sue antenne a fine anno. [/su_quote]

Da parte sua,  L’Œuvre d’Orient ha pubblicato una versione leggermente sfumata:
[su_quote]“lo spot sarà proprio quello previsto inizialmente da L’Œuvre d’Orient” . In un nuovo comunicato, l’associazione ha infatti espresso la sua soddisfazione: “I funzionari di Radio France hanno deciso martedì 8 dicembre 2020 di accettare la pubblicità de L’Œuvre d’Orient, che chiede donazioni per i cristiani. L’Œuvre d’Orient e la sua missione è al servizio di tutti. L’Œuvre d’Orient ne prende atto ed è soddisfatta. . Tuttavia, l’ente di beneficenza ha insistito sull’importanza della natura laica del suo annuncio:“L’Oeuvre d’Orient difenderà sempre un secolarismo di convivenza, inclusivo, e sarà sempre ostile a un secolarismo di esclusione. Preoccupata per il rispetto reciproco, esprime il suo attaccamento al servizio pubblico e continuerà ad aiutare i popoli del Medio Oriente nella loro ricerca di un certo secolarismo e piena cittadinanza per tutti”.[/su_quote]

Un compromesso, ma il quadro è chiaro. La vicenda per questa volta si è conclusa positivamente per l’intelligenza di alcuni, ma il problema non è risolto. Secondo gli illuminati, un’associazione creata per specifiche esigenze di uno specifico gruppo sociale o categoria, dovrebbe aiutare comunque tutti ed non fare riferimenti particolari. E’ evidente che se non chiarito il principio, il problema si ripresenterà.  

patrizioricci by @vietatoparlare


per donazioni a Œuvre d’Orient , qui il link



uno spot per la Siria del 2019

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