COVID-19 vera emergenza anche geopolitica oltre che medica

La situazione non sta migliorando nel mondo fatta eccezione per la Cina, dove a seguito di un rigoroso periodo durato circa un mese e mezzo, di quarantene per moltissime zone del Paese, il virus pare quasi del tutto debellato.

Non da noi, dove dalla scorsa settimana le misure restrittive ai movimenti stanno susseguendosi senza soluzione di continuità.

Abbiamo iniziato con la dichiarazione della Lombardia intera e con essa alcune province come zone rosse in quarantena.

Le vergognose scene di decine di migliaia di persone che non volendo restare bloccate in città si sono precipitate verso treni ed autostrade per fuggire verso il centro ed il sud Italia ci hanno lasciati attoniti, non solo questi sciagurati hanno vanificato all’istante il provvedimento ma ne hanno di fatto causato l’immediato ampliamento a tutto il Paese. E subito dopo questo abbiamo visto una nuova corsa ai supermercati, che sono riusciti a vendere persino le penne non rigate, permettetemi una battuta per sdrammatizzare.

Ho potuto vedere personalmente anche nella mia città Alessandria, che rientrava nelle prime province oggetto di provvedimento restrittivo, come i banchi e gli scaffali effettivamente fossero mancanti di molti generi a lunga conservazione, come latte, interi bancali visti il giorno prima colmi, interamente svuotati, uova, pasta riso, ecc ecc.

Corsa finora inutile e senza senso, gli scaffali sono stati nuovamente riempiti due giorni dopo con l’arrivo dei camion di rifornimenti.

Assistiamo in alcuni punti vendita della grande distribuzione come l’Esselunga, a code per entrare nel magazzino, in quanto il numero delle persone all’interno è contingentato per ragioni di sicurezza, una volta raggiunto si attende, tanti escono e solo altrettanti possono entrare.

Le mascherine chirurgiche, parlare di altro tipo è fare utopia, mancano ovunque, farmacie e parafarmacie ne sono totalmente privi, e anche persone anziane, ne sono sprovviste pur recandosi a fare la spesa, presumo anche per prendere aria e fare movimento, e li capisco, ma sarebbe stato meglio impedire che se ne facesse incetta.

Ora anche i grossisti risultano privi di scorte, inviate a ospedali e forze dell’ordine e non si sa se e quando potranno arrivare nuovamente rifornimenti. Il piano del governo, l’ultimo, di ieri 11-3, ha portato un nuovo inasprimento delle restrizioni, chiudendo anche altre attività e rafforzando la limitazione ad uscire per i cittadini.

Sono segnalate unità dell’esercito in movimento nel Paese, si stanno posizionando un po’ ovunque, dalla Sicilia al Veneto, non sappiamo bene perchè ma credo sia per ordine pubblico. Notizia importante di oggi è stata senza dubbio la qualifica di Agenti di pubblica Sicurezza conferita a TUTTI i militari di ogni ordine e grado.

Provvedimento che ne estende appunto i poteri e doveri in materia di sicurezza e di ordine pubblico oltre ai normali di difesa.

I morti per corona virus, hanno in poco più di un mese superato le mille unità  a fronte di “soli” 15.000 casi accertati di contagio, i reali contagi sono di certo in numero molto superiore, ma il numero dei decessi  anche di persone assistite con intervento medico avanzato, è davvero preoccupante.

Stasera la Francia è passata dal “qui s’en fout” al dichiarare l’emergenza nazionale, poco fa il Presidente Macron alla tv francese, chiusura scuole, preghiera ai cittadini di non muoversi ecc ecc stesso copione italiano, peccato che solo ieri il governo francese criticasse come inefficaci i provvedimenti presi dall’Italia, come se non sapessero che di fronte ad una epidemia, se funzionano o no lo si saprà solo tra diversi giorni, circa una decina per i primi e poi gli altri.

Pessima prova anche per la Presidente della BCE la francese Lagarde, che ha causato con le sue imprudenti dichiarazioni un improvviso rialzo di tutti gli spread sui titoli di stato e a poco sono servite le successive dichiarazioni e toppe.

Cose così pressapochiste , mi perdonerete, ma da Draghi non sarebbero mai arrivate.

Anche la Lagarde rientra nel preciso progetto di spartizione tra Francia e Germania di tutta la ricchezza ed il potere interni alla UE.

Come capisco e invidio i Britannici.

Nessun aiuto concreto dalla UE per l’Italia, solo soldi in prestito da restituire, provvedimenti concreti ci saranno solo quando li richiederà e consentiranno la Francia o la Germania e solo perchè ne avranno bisogno anche loro.

Un solo esempio su tutti, in Italia mancano mascherine e le poche ancora prodotte sul territorio nazionale non bastano per tutti e forse nemmeno per gli ospedali se l’emergenza dovesse estendersi ad altre zone d’Italia. Di fronte a questo Francia e Germania stanno facendo incetta di questi materiali sui mercati internazionali e hanno bloccato ogni commercio interno, ed esportazione da fabbriche o magazzini all’ingrosso, impedendo all’Italia di approvvigionarsi.

La UE non è quindi solo un ostacolo, ma anche causa del problema, molte ditte italiane di certo si sono spostate in questi anni con la produzione all’estero e pertanto non ne abbiamo a sufficienza sul nostro territorio. Frutto amaro di decenni di scelte e politiche sbagliate, guidate da cieco neoliberismo e dal rifiuto categorico dello Stato come controllore delle produzioni, vedi dismissioni e privatizzazioni.

Nel piano del governo, che ha nominato, non a caso Domenico Arcuri, capo di InvItalia, Agenzia del ministero dell’Economia che si occupa di investimenti e attività produttive, ex IRI , ha una lunga esperienza nell’amministrazione sia pubblica che privata, e a lui sarà demandata la specifica gestione della crisi anche nelle parti che riguardano le carenze produttive per il nostro Paese.

In tutta questa situazione chi ci sta dando vero aiuto sono le comunità cinesi in Italia, che donano decine e centinaia di migliaia di mascherine ai nostri ospedali, e lo stesso governo cinese che sta inviando almeno 1000 respiratori per le terapie intensive vitali per i nostri ammalati.

Nel momento del bisogno si vedono i veri amici e intorno a noi ,non pare ve ne siano molti, dovremo rivedere bene i nostri impegni e la nostra posizione nella UE e se sia davvero il caso di proseguire in questo calvario.

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IRAN

Abbandoniamo l’Italia e guardiamo ad un altro Paese che necessita di aiuti, l’Iran, che si trova in una situazione molto simile alla nostra, ma in più deve far fronte ad uno spietato regime di sanzioni e blocco economico che si ripercuotono inevitabilmente sulle forniture mediche, con tutte le conseguenze del caso che ben immaginate.

In Iran i contagi sono ormai più di 10000, e anche loro hanno adottato provvedimenti simili a quelli italiani, ma con qualche giorni di anticipo rispetto a noi, spero per la prossima settimana di riuscire a fornire dati precisi sulla loro situazione.

Per ora, anche se siamo in grande difficoltà noi, abbracciamo i nostri amici iraniani in questa difficile prova cui siamo sottoposti e siamo certi che la supereremo se sapremo trovare il modo di aiutarci l’un l’altro.

Per oggi è tutto, restate a casa e abbiate cura di voi.

Stefano Orsi (Sud Est)