Paesi (e non “terroristi”) infliggono sofferenze ai siriani, paesi (e non “terroristi”) provocano esodi e distruzione

I droni che infliggono sofferenze al popolazione siriana distruggendo i gasdotti e le centrali petrolifere non sono dei terroristi ma di Paesi

Sul sito Ora Pro Siria viene riportata la seguente sconvolgente testimonianza:
La mia cara amica Lilly Martin Sahiounie scrive da Latakia:
6 febbraio 2019: “Soffriamo per la scarsezza dell’elettricità. Erogazione dalle 6 alle 8 am; dalle 12alle 2 pm; dalle 6alle 8 pm. 6 ore al giorno non sono sufficienti per svolgere le faccende domestiche e lavorative …
Non è disponibile gas di cucina. La Siria ha il suo gas vicino a Homs e la sicurezza è buona lì, senza terroristi. Ma i pozzi di gas sono stati ripetutamente attaccati dai droni che arrivano dal mare e sono di origine straniera. Non provengono da alcun gruppo terroristico, ma da un Paese.
 Produciamo elettricità in Siria, dal gas naturale che è un prodotto locale, ma quando gli impianti a gas vengono attaccati, significa che non c’è gas da cucina e meno elettricità. I due sono interdipendenti. 
Si annuncia un’ennesima carenza di benzina per le auto, poiché non ci è permesso importare benzina, petrolio, gas naturale o altri prodotti petroliferi. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno imposto sanzioni alla Siria che ci impediscono di vivere, cucinare e conseguire i materiali necessari per riedificare le case.
 Abbiamo ancora soldi, ma gli Stati Uniti e l’Europa ci vietano di importare gli articoli di cui abbiamo bisogno per ricostruire la Siria. 
L’esercito siriano sta compiendo enormi progressi nella sconfitta dei terroristi di al Qaeda a Idlib, ma il Segretario di Stato Mike Pompeo ha dichiarato di condannare la Siria per aver attaccato i terroristi e riguadagnato la propria terra. … È molto difficile sentire un ufficiale americano che difende apertamente al-Qaeda. Sembra la fine di ogni decenza nel governo degli Stati Uniti.”
   Maria Antonietta Carta
Sì avete capito bene: i droni che effettuano azioni di sabotaggio e che spesso vengono dal mare non appartengono ai terroristi o milizie varie antigovernative che dir si voglia ma a paesi. Questa versione è corroborata da molti elementi. Si parte dal’utilizzo di usati sciami di droni di difficile gestione fino ad attaccare i terminali petroliferi con cariche esplosive piazzate da uomini rana.

In tema, lunedì notte – secondo fonti russe –  le difese aeree presenti nella base russa di Hmemim (Latakia/Siria) hanno intercettato due droni statunitensi che si dirigevano verso la costa in direzione della base, e li ha abbattuti. Erano guidati da un aereo Boose P-8A Poseidon statunitense. In questo caso la fonte russa ha commentato che probabilmente si intendeva testare le frequenze radar delle difese S400 della base.

Il giorno dopo martedì invece è stato attaccato con 4 droni l’impianto di gas di Ebla e l’impianto di lavorazione nella provincia di Homs (Sana). Attacchi sincronizzati alle strutture governative di petrolio e gas siriani con droni avvengono regolarmente. E’ da segnalare che ieri addirittura le forze armate turche hanno sabotato direttamente con obici una centrale elettrica.

Il 5 settembre 2019 Il vice ministro degli Esteri russo Oleg Syromolotov ha affermato che i droni usati dai terroristi per attaccare le forze russe in Siria sono dotati dia tecnologia occidentale (agenzia Sana).

Sulla costa siriana sempre intensa è l’attività di sorvolo di aerei spia e di sorveglianza elettronica straniera ostile.

Anche il giorno prima alle 23:00 del 1 ° febbraio UAV ostili armati erano stati lanciati dalla zona di de-escalation di Idlib, questa volta dai terroristi di Hayat Tharir al Sham (che non dispongono di tale tecnologia). Tutti gli UAV erano disabilitati dai sistemi EW russi.

Sin dal  2018 si susseguono attacchi di droni contro la base aerea in Siria e contro installazioni dell’esercito siriano. A questi attacchi da settimane si registrano nuovi attacchi che mirano le installazioni petrolifere e di stoccaggio del gas siriano.

Questi attacchi necessitano di tecnologia e di supervisione aerea per essere guidati con precisione. E’ da ricordare che il 28 ottobre 2018 il vice ministro della Difesa russo (la Russia è solitamente prudente nelle accuse) accusò apertamente gli USA di aver coordinato un attacco con 13 droni sulla base russa di Hememim :

“Tredici droni si sono mossi secondo lo schieramento di battaglie di combattimento comuni, gestito da un solo equipaggio. Durante tutto questo tempo l’aereo da ricognizione americano Poseidon-8 ha pattugliato l’area del Mar Mediterraneo per otto ore” ( agenzia di stampa statale russa  TASS )

In particolare, in quella occasione, il vice-ministro osservava che i droni erano “passati alla guida manuale dopo aver incontrato  le contromisure elettroniche della Russia, indicando che non erano controllati dalle forze siriane, ma un paese tecnologicamente avanzato che ha accesso a tali strumenti; non possono essere realizzati nel deserto siriano”.

In sostanza, le attività di paesi terzi sulla Siria, nella Siria ed in mare sono ferventi. E’ illogico ed alquanto ipocrita continuare a dire che alcune migliaia di sbandati continuino a tenere testa all’esercito siriano ed alla Russia solo con il loro muscoli e ideologia radicale. E la popolazione ne è consapevole. Solo il pubblico occidentale è ignaro, mentre 9,7 milioni di italiani in Italia sono tutti concentrati su Sanremo con gli ‘artisti’ Achille Lauro e Junior Cally C.

patrizio ricci by @vietatoparlare