Le navi militari russe hanno lasciato il porto siriano di Tartus

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epa03311546 A picture made available on 19 July 2012 shows The Military Sealift Command fleet replenishment oiler USNS Henry J. Kaiser (T-AO 187), left, delivers a 50-50 blend of advanced biofuels and traditional petroleum-based fuel to the guided-missile cruiser USS Princeton (CG 59) during the Great Green Fleet demonstration portion of Rim of the Pacific (RIMPAC) 2012 exercise. In the background are the aircraft carrier USS Nimitz (CVN 68) and the guided-missile destroyer USS Chung-Hoon (DDG 93). Twenty-two nations, more than 40 ships and submarines, more than 200 aircraft and 25,000 personnel are participating in the biennial RIMPAC exercise from June 29 to Aug. 3, in and around the Hawaiian Islands. The world's largest international maritime exercise, RIMPAC provides a unique training opportunity that helps participants foster and sustain the cooperative relationships that are critical to ensuring the safety of sea lanes and security on the world's oceans. RIMPAC 2012 is the 23rd exercise in the series that began in 1971. EPA/MC3 Ryan Mayes / US Navy HANDOUT Released/Distributed by Navy Media Content Services 703-614-9154

Le Navi da guerra russe hanno inaspettatamente lasciato il porto siriano di Tartus, nel Mediterraneo, mentre le spedizioni russe di armi alla Siria sono state improvvisamente interrotti.
Lo rivelano fonti militari.

Questi fatti, e altri, indicano che la Russia si sta rapidamente allontanando dalla scena siriana, per evitare di essere coinvolti nei combattimenti che si suppone aumenteranno a seguito di un intervento militare degli Stati Uniti e/o della NATO, che sarebbe appoggiato da un certo numero di stati arabi.

La intelligence russa sembra aver deciso che questo intervento esterno è imminente e ora Mosca sembra ansiosa di prendere le distanze da Damasco.

Secondo fonti militari e fonti russe, questi drastici provvedimenti, Tartus è la base navale che la Russia ha scelto per perseguire i suoi interessi militari nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, devono essere stati personalmente ordinati dal Presidente Vladimir Putin.

Si ritiene che questi abbia deciso nonostante le obiezioni di alcuni dei suoi generali.

Questo spiegherebbe le dichiarazioni contrastanti provenienti da Mosca nei giorni scorsi in merito alla disposizione del personale russo presso la base navale di Tartus e dei militari russi presenti in Siria.

Lo scorso 22 agosto, il Vice-Comandante della Marina russa Ammiraglio Viktor Chirkov ha detto che se i combattimenti in Siria raggiungessero Tartus, Mosca potrebbe decidere di evacuare la base.

Egli ha sottolineato che questa decisione sarebbe del Presidente Putin.

Chirkov è stato il primo funzionario russo a suggerire la possibilità di una evacuazione russa dalla Siria.

Una settimana dopo, il 28 agosto, il Capo di Satto Maggiore russo Generale Nikolai Makarov ha negato qualsiasi modifica delle procedure operative del personale militare russo in Siria, o che vi fossero piani per evacuare la base navale russa a Tartus: “Penso che sia troppo presto per trarre conclusioni dalla situazione in Siria, nessuno sta scappando da lì.”

Fonti militari rivelano che, per quanto riguarda la Siria, nelle ultime due settimane i russi hanno preso significative iniziative militari.

La grande esercitazione navale denominato “Caucaso 2012″ che avrebbe avuto inizio a metà agosto nel Mediterraneo orientale, di fronte alla costa siriana, è stata cancellata.;

Le navi da guerra delle tre Flotte russe (del Mare del Nord, del Mar Baltico e del Mar Nero), che si erano concentrate di fronte la Siria si sono allontanate e sono destinate alle rispettive basi.

Mosca ha informato il Presidente siriano Bashar Assad che gli aiuti militari russi alle Forze Armate siriane sarebbero stati congelati, a eccezione degli aggiornamenti di intelligence e consigli sulla logistica dei consiglieri militari russi.

Mosca non ha tuttavia chiaramente annunciato il congelamento delle spedizioni di armi, comprese le parti di ricambio per le armi russe, che costituiscono la maggior parte delle armi delle Forze Armate siriane; i funzionari russi hanno solo detto che “Non ci sono grandi spedizioni di armi russe in Siria in programma nel prossimo futuro”.

L’unica nave militare russo rimasta a Tartus, il pontone/dock PM-138, ha a sua volta ricevuto l’ordine di abbandonare Tartus e tornare al Mar Nero nel mese di settembre.

Una fonte russa ha rivelato che tutto il personale russo rimasto a Tartus si è riunito sul PM-138, a eccezione di due agenti a terra.
La nave e il personale rimanenti sono evidentemente pronti a salpare in qualsiasi momento dal porto siriano.

 

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