Intervista al leader di Hay’at Tahrir al-Sham, Abu Muhammad al-Jowlani

Il leader di al Qaeda, in una intervista, commenta la disfatta di al Qaeda come direttamente connessa con il supporto russo alle forze siriane

Il leader di al Nusra (poi confluito in Hayat Tharir al Sham, ovvero al Qaeda in Siria) al-Jowlani ha rilasciato un’intervista  al noto giornalista Aymenn Jawad Al-Tamimi. al-Jowlani ha detto che se non fosse stato per i russi e l’Iran, Assad sarebbe stato rimosso in due settimane, la ‘rivoluzione’ si sarebbe trasformata in una lotta contro l’occupazione.

Secondo il capo del gruppo terroristico jihadista,  in questo modo, alla Russia non sarebbe stata riconosciuta alcuna zona di sicurezza, incluso nel nord. Il problema principale dei ‘mujaheddin’ sarebbe la mancanza di disciplina, formazione e fede. Quindi, non potranno resistere ai russi, superiori anche per armi e equipaggiamento: di conseguenza, è del tutto chiaro come andrà a finire.

Il leader di Hayat Tharir al Sham (HTS) aggiunge che HTS non ha avuto disponibilità di armi pesanti. Ad aggravare la situazione, tutti quelli che volevano combattere per Idlib, erano stati mandati in prigione solo per crimini e connessioni con l’ISIS, perciò lo stesso HTS è stato efficiente al 70%.

Abu Muhammad al-Jowlani – foto wikipedia

Sull’offensiva siriana, il comandante di al Qaeda afferma che i russi hanno organizzato un’offensiva in 6 direzioni da Aleppo e 5 nel nord-est di Idlib. 10 di questi settori erano difesi da HTS che corrisponde all’ 80% del fronte, ma  i russi hanno iniziato a bombardare, anche per due giorni consecutivi.

Ciò non ha permesso di ripristinare la difesa dopo che la prima linea è rapidamente crollata. “Circa la seconda e la terza linea, – afferma Jowlani – erano diventate del tutto silenziose”. “Solo ora – prosegue Jowlani – , il coordinamento tra i militanti è cresciuto, così che hanno iniziato a rafforzare la difesa”.

“Sotto Khan Sheikhun – soggiunge il leader di al Qaeda –   è successa la stessa cosa”. E così prosegue: “In generale, durante i 10 anni della rivoluzione, un milione di rifugiati è morto, 12 milioni sono fuggiti, in questo momento un altro milione è bloccato vicino al confine turco, in modo che la battaglia rappresenta il futuro dei sunniti, in modo che non diventino una minoranza dove erano la maggioranza, la lotta sarà lunga, il popolo turco è all’altezza, dal momento che il suo futuro è direttamente correlato, quindi è da  sfruttare”.

Quando gli è stato chiesto dei piani futuri, ha detto che erano costantemente pianificati e che il Corano si era ripetuto a lungo sulla chiamata degli ipocriti alla jihad.

Jowlani probabilmente ha la memoria corta, più probabilmente è un mentitore nato: la Russia è intervenuta in Siria nel 2015 soprattutto per l’Isis che era quasi arrivato a Damasco. Inoltre, il governo siriano godeva e gode del supporto della maggior parte del paese, dato che la brutalità del jihadismo ha fatto coagulare intorno al governo anche il dissenso.

Tra le affermazioni Jowlani, almeno un’altra merita una sottolineatura: non che la situazione non sia drammatica, ma naturalmente è per lui giocoforza gonfiare i numeri dei rifugiati, sulla falsariga di quanto fanno i media. Come pure è vantaggioso per lui omettere che HTS ha impedito prima in Aleppo e poi in Idlib che i civili fuoriuscissero in direzione delle linee delle forze siriane attraverso i corridoi umanitari e che nei centri abitati ha sempre usato la strategia degli scudi umani, amplificando così le conseguenze del conflitto.

@vietatoparlare