‘Blood and Oil’ il libro sul principe saudita Mohammed bin Salman

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La controversa personalità del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (MBS) nel libro “Blood and Oil” (Sangue e Petrolio), che ha fatto tanto scalpore.
Il libro illustra Bin Salman come una persona aggressiva che non possiede una strategia chiara ed affidabile, senza l’esperienza necessaria per guidare il regno saudita e renderlo indipendente dal petrolio. Il quadro caratteriale del principe lo mostra come una persona messa al potere troppo frettolosamente, che non rispetta coloro che lo circondano, si racconta che una volta ha espulso la moglie del defunto zio, ed ex Re Fahd, dal palazzo e ha minacciato di tagliarle l’elettricità nel cuore della notte.
I due scrittori hanno sottolineato che durante tutto il periodo in cui hanno scritto “Blood and Oil”, erano preoccupati per la sicurezza delle loro fonti, soprattutto perché il sistema di intelligence vicino a Bin Salman utilizza tecniche che penetrano nella crittografia della corrispondenza e altre.
Il libro spiega che Bin Salman è dipendente dai videogiochi, ed era sempre solito uscire nervosamente dalla sua tenda invernale quando qualcosa non andava come voleva nel suo gioco preferito, “Game of Thrones” (Il Trono di spada).
Secondo uno dei due scrittori, Mohammed bin Salman non ha alcuna caratteristica o laurea distinta, né negli studi né nel campo del lavoro, e il suo unico vantaggio è che è l’unica persona vicina a suo padre (il Rè Salman).
Hope, coautore del libro, ha spiegato che la soppressione è la prima scelta di approccio estremista con i suoi avversari.
Nel libro, gli autori usano le loro capacità di reporting, estraendo informazioni da documenti governativi riservati, documenti finanziari e pratiche commerciali in gran parte infruttuose del principe ereditario. Gli autori hanno intervistato le persone che hanno interagito con il principe ereditario, la maggior parte in modo anonimo perché avevano paura di parlare di lui. Man mano che si è manifestata la spaventosa personalità del principe ereditario, e quindi si scopre che la loro paura “è molto giustificata”.
Il libro mostra l’evoluzione di Mohammed bin Salman da un confuso, sovrappeso e dipendente da panini del McDonald’s, a un giovane sempre più crudele e ambizioso.
 Nel 2017, il re Salman ha violato la tradizione consolidata legata alla nomina del principe ereditario quando ha apportato modifiche alla gerarchia, nominando Mohammed bin Salman, il suo figlio prediletto, come il principe ereditario.
Il racconto spiega come, poco dopo che il re Salman salì al trono, il figlio, Mohammed bin Salman iniziò a cacciare ed imprigionare i reali rivali della famiglia più allargata, incluso l’allora principe ereditario Muhammad bin Nayef. Con una velocità fulminea, Mohammed bin Salman, che all’epoca non aveva ancora trent’anni, raccolse nelle sue mani un enorme potere, diventando completamente responsabile della difesa e dell’economia, e guidò la compagnia petrolifera #Aramco, una delle compagnie più grandi e redditizie al mondo.
Secondo gli autori, il principe ereditario non è in grado di gestire e tanto meno guidare un paese. E così, si è affidato a consiglieri e funzionari occidentali sborsando somme esorbitanti e pagò decine di milioni di dollari l’agenzia di consulenze finanziarie McKinsey e Boston Consulting Group in cambio di piani e proposte.
Il libro presenta anche la politica del principe e dei suoi stretti consiglieri nel rintracciare gli avversari o chiunque lo critichi, minacciandoli e imprigionandoli, e a volte uccidendoli. Come l’uccisione di Jamal Khashoggi, un giornalista internazionale (del Washington Post) che è stato un critico pubblico del principe ereditario, che è stato ucciso per mano della squadra di appartenente alla cerchia più stretta del principe, il modo orribile in cui è stato ucciso, e le registrazioni che parlano di come il suo corpo è stato smembrato poco dopo essere entrato nel consolato saudita a Istanbul. Il libro presenta le posizioni della famiglia reale sul crimine, che ha negato la responsabilità del principe.
Gli autori presentano i dettagli della stravaganza delle avventure del principe alle Maldive, per le quali ha speso più di 50 milioni di dollari, con donne portate dal Brasile, dalla Russia e da altri paesi, e come la segretezza fosse la preoccupazione primaria del principe, che ha obbligato le ragazze importate a firmare su una dichiarazione di privacy oltre a ripere la stessa dichiarazione in video. Le feste si celebrano sul suo lussuosissimo superyacht personale acquistato al prezzo di mezzo miliardo di sterline.
Sullo stesso superyacht, è finito il capolavoro di Leonardo da Vinci Salvator Mundi, acquistato all’asta per 450 milioni di dollari.
Gli acquisti sfarzosi dell’erede al trono saudita non finiscono qui, dopo il mega-yacht e il “Salvator Mundi” di Leonardo, ha speso dalle casse dello stato altri 275 milioni di euro per quella che è considerata la ‘villa più costosa del mondo’. La residenza, costruita nel 2011, è stata soprannominata “Chateau Louis XIV” in riferimento al “Re Sole” che governò la Francia tra il XVII e il XVIII secolo.
Ma poi, per permettersi l’ingente spesa- il principe- taglia drasticamente la spesa pubblica del paese che amministra. Taglio netto al numero di dipendenti statali, congelamento dei contratti governativi, abbattimento della spesa pubblica: una serie di provvedimenti restrittivi (“lacrime e sangue”, diremmo noi in Italia) che Salman ha tentato di far passare come necessari – a causa del basso prezzo del petrolio, ma che ora appaiono del tutto ingiustificati. Soprattutto appare eccessiva la percentuale dei tagli, che ammonta al 71% nell’ultimo anno.
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