Sanzionare ed umiliare: ecco come far unire sempre più strettamente la Russia con la Cina

Sanzionare ed umiliare la Russia è la sintesi della politica estera occidentale che non crede più a dialogo ma solo agli atti coercitivi e punitivi (anche al suo interno). Ciò comprende – nel caso della Russia – l’eliminazione alla partecipazione non solo alle prossime olimpiadi a Tokyo ma da qualsiasi competizione sportiva internazionale (questo sulla scia della precedente esclusione dove – nel settembre 2017 – l’agenzia mondiale antidoping (Wada) – come risultato dell’indagine – aveva sollevato dalle accuse ben 95 atleti russi su 96. Queste prove sono risultate poi per massima parte inconsistenti).

A tutto questo si aggiungono le sanzioni (sempre più stringenti), censura sulle pubblicazioni all’estero, occupazione dei paesi ai confini con la Russia – contrariamente agli accordi presi dopo la caduta del muro di Berlino-, riarmo, esercitazioni in cui puntualmente il nemico è la Russia, cancellazione degli accordi riguardanti il riarmo e limitazione della proliferazione delle armi nucleari, pattugliamenti al confine con la Russia.

Ed ancora: pianificazioni per espandere l’influenza Nato fin alle porte della Russia, pianificazione di colpi di stato come in Ucraina, implementazioni di guerre proxy dove viene utilizzata manovalanza radicale islamica (approfondendo le faglie di secolare divisione religiosa e malcontento dei popoli): tutto ciò non sono ipotesi ma fa parte della cronaca degli ultimi anni.

Alla luce di tutto ciò ci meravigliamo che la Russia si guardi intorno e intrecci accordi sempre più stringenti con la Cina? Certamente non c’è da meravigliarsi, forse però c’è da meravigliarsi del fatto che l’occidente veda questo atteggiamento come ‘aggressivo’ anziché realizzare che sono  le proprie azioni  ad aver aperto la strada ad una unione sempre più stringente tra Russia e Cina.

L’ultimo di questi accordi è un gasdotto che porta il gas russo direttamente dalla Siberia in territorio cinese . La conduttura è lunga più di 5.000 km ed è stata decisa dopo le ripetute bocciature dei gasdotti verso l’Europa.

Il gasdotto in questione è quello che vedete nella cartina che segue. E’ in cinese ma siccome i nostri Tg non ne parleranno, ve la propongo. La linea tratteggiata che vedete nella infografica che segue – come avrete capito – rappresenta il percorso del gasdotto dalla partenza in Russia sino all’arrivo in Cina.

Il gasdotto in questione , denominato “Power of Siberia” è stato messo in funzione appena oggi. Il Wall Street Journal scrive che grazie a questo straordinario progetto energetico, Mosca diventerà ancora più vicina a Pechino nell’ alleanza strategica. Il WSJ commenta – immancabilmente – “sfidando gli stati Uniti”. Speriamo che anche a noi italiani se mai decidessimo di usare qualcosa per noi conveniente non arrivi qualcuno che trasformi la tutela dei nostri interessi vitali come una sfida a chicchessia.

L condotta è lunga 1.800 miglia ed ha un valore di $ 55 miliardi ed è “un importante risultato in infrastrutture energetiche e ingegneria politica”, scrive il Wall Street Journal.

Secondo la pubblicazione,Il potere della Siberia è il progetto energetico più significativo di Mosca dal crollo dell’Unione Sovietica. Questa pipeline rappresenta una “connessione fisica che rafforza una nuova era di cooperazione tra le due potenze mondiali, che hanno sfidato individualmente gli Stati Uniti”.

Ed ecco ancora ‘sfidare’: ciò che fanno gli uso è sempre legittimo. Quello che fanno gli altri , rappresenta sempre una sfida.

Dice il Blog russo ”Col Cassad” commentando la notizia dell’inaugurazione del gasdotto :

“Dopo molti anni di rivalità e sfiducia reciproca, Pechino e Mosca stanno espandendo il loro partenariato economico e strategico, influenzando la politica internazionale, il commercio e i mercati dell’energia. Parallelamente, la Cina sta conducendo una guerra commerciale con l’America e le relazioni tra Russia e Occidente stanno diventando sempre più tese. “La Cina e la Russia, unendo le forze, stanno inviando un segnale che ci sono alternative all’ordine mondiale sotto la guida degli Stati Uniti “, ha affermato Erica Downs, ricercatrice presso la Columbia University ed ex analista di energia della CIA.
La Russia, che ha le maggiori riserve di gas al mondo, ha bisogno di soldi, perché la sua economia “si sta piegando sotto la pressione delle sanzioni occidentali”. La Cina, la cui economia è seconda solo agli Stati Uniti, ha bisogno di carburante e vuole abbandonare il carbone.

La cooperazione tra i paesi è iniziata dopo che Washington e UE hanno deciso di punire Mosca per “aver preso il controllo della penisola di Crimea”  nel 2014 [non si tratta di una occupazione ma di un ritorno alla Russia di una regione tradizionalmente russa NDR]. Di fronte a “sanzioni dolorose”, il Cremlino si è rivolto a paesi “che non si sono chiusi verso la Russia”, spiega il WSJ.
Ufficialmente, la Crimea è diventata parte della Russia nel marzo 2014. Nel maggio dello stesso anno, i leader russi e cinesi hanno firmato un accordo sulle forniture di gas per un valore di $ 400 miliardi, ricorda il Wall Street Journal.

Da allora, la cooperazione economica è diventata militare. A settembre 2018, le truppe cinesi e russe hanno partecipato a manovre congiunte. Per la prima volta, Mosca ha invitato un paese al di fuori della “cerchia ristretta dei suoi ex alleati sovietici” alle più grandi esercitazioni annuali.

Quell’anno, il commercio tra i due paesi ha raggiunto un livello record di oltre $ 100 miliardi.Nel giugno 2019, la società cinese Huawei – che è stata inserita nella lista nera dagli Stati Uniti come una “minaccia alla sicurezza nazionale” – [sarebbe come dire che la Apple rappresenti una minaccia alla sicurezza nazionale per la Russia perché è americana – a titolo precauzionale, bastava da parte del governo USA non utilizzare appalti Huawei per aziende statali e settori strategici] ha concordato con l’operatore mobile MTS di sviluppare una rete di quinta generazione in Russia.

Mosca cerca di de-dollarizzare la sua economia e lo yuan cinese è diventato una parte più visibile delle sue riserve valutarie. La sua quota è salita al 14,2% , il che rafforzerà il commercio bilaterale, poiché la Russia cerca di espandere l’uso del ‘renminbi’ nelle transazioni con la Cina, ha detto il giornale.
Tuttavia, questa unione ha i suoi inconvenienti. La cooperazione tra i due paesi può essere messa in ombra dalla concorrenza, anche in Asia centrale. Nell’estremo oriente russo, sono state organizzate proteste contro progetti finanziati dalla Cina, ovvero contro imprese per l’imbottigliamento dell’acqua potabile sul lago Baikal e la deforestazione in Siberia. Inoltre la gente del posto ha definito il flusso di turisti e compagnie nella regione una “invasione cinese”, secondo il Wall Street Journal.

Secondo la pubblicazione, l’ economia cinese è otto volte superiore a quella russa. Ciò conferisce a Pechino maggiore leva nel commercio , ciò è motivo per cui alcuni in Russia lo considerano un partner junior in queste relazioni bilaterali.
Nello stesso tempo, il nuovo accesso al gas naturale russo fornisce alla Cina un’ulteriore influenza nella guerra commerciale con gli Stati Uniti, rendendola meno dipendente dal più costoso gas naturale liquefatto americano. Le spedizioni di GNL sono cresciute rapidamente fino a quando Pechino non ha introdotto una tariffa di importazione del 10% l’anno scorso. Dopo che le autorità dell’Impero Celeste hanno aumentato la tariffa al 25% a maggio: di conseguenza – come prevedibile –  la fornitura di carburante blu dall’America è stata completamente interrotta , osserva il Wall Street Journal.

“Se non ci fosse stata una guerra commerciale, gli Stati Uniti sarebbero stati una fonte molto promettente di crescenti forniture di gas in Cina”, ha dichiarato Hou Qijun, presidente del colosso dell’energia PetroChina, ad agosto. Secondo l’uomo d’affari, al momento la sua azienda sta aumentando gli investimenti in progetti russi sul gas.
L’ingresso della Russia nel mercato cinese del gas rimarrà un grave ostacolo per i produttori di GNL negli Stati Uniti , anche se Washington e Pechino concluderanno un accordo commerciale e abbasseranno i prezzi dell’energia. Dopo il lancio del gasdotto dalla Siberia, vendere carburante americano alla Cina potrebbe non essere redditizio.
Nel frattempo, la cooperazione energetica con la Russia sta aumentando l’influenza di Pechino nell’Artico, dove Stati Uniti, Canada e altri paesi competono per le rotte marittime e le risorse. La Cina, che non confina direttamente con la regione, è ora anche uno dei partecipanti a questa disputa.

Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, il prossimo anno la Cina diventerà il maggiore importatore di gas al mondo e rappresenterà oltre il 40% dell’aumento della domanda globale di carburante blu entro il 2024. L’AIE prevede che a questo punto la Russia, con l’aiuto dello sfruttamento delle fonti energetiche provenienti dalla Siberia, sarà in grado di soddisfare quasi il 10% del fabbisogno di gas della Cina.
Nel frattempo, le autorità dei due paesi stanno già discutendo della continuazione del progetto: un gasdotto attraverso la Mongolia. Le relazioni energetiche sono un segnale di un più ampio avvicinamento geopolitico, ha affermato Alexander Gabuev, ricercatore senior presso il Carnegie Moscow Center. “L’energia avvantaggia sia la Russia che la Cina sia economicamente che strategicamente”.

Tutto questo – come già detto – non farà che avvicinare due soggetti diversi in una unione strategica in un contesto mondiale in cui l’Europa come progetto ha solo l’avversione verso la Russia e la Cina ed il Green: tutto questo è lungimirante?

patrizio ricci by vietatoparlare

 

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