La verità è che il governo giallo-verde sarebbe stato impossibilitato a realizzare un vero cambiamento

Salvini e tutto il centro-destra prosegue nel mostrarsi sorpreso dal ‘trappolone’ che ha impedito le elezioni. In realtà, l’esperienza pregressa della nascita del governo Monti avrebbe consentito di prevedere cosa di lì a poco sarebbe accaduto. Inoltre, anche in considerazione degli orientamenti dell’attuale presidente della Repubblica, non era davvero difficile immaginare che non si sarebbe andati a nuove consultazioni elettorali.

Ora è abbastanza deludente che in questi giorni tutti i dibattiti proposti dalla TV e dai media ruotino solamente intorno a argomenti decorativi, del tutto di secondaria importanza. Allo stesso modo, è abbastanza surreale che i politici del M5S si siano concentrati soprattutto nel chiedere la diminuzione dei deputati in Parlamento.

Ciò è in parte comprensibile perché i grillini – come anche una buona fetta di italiani che hanno recepito il loro messaggio dei ‘vaffa day’ – hanno identificato i problemi che affliggono l’Italia, con il problema della ‘casta’ politica ‘corrotta’ e ‘disonesta’, mentre pochi hanno focalizzato che il problema sta nel ‘sistema’ globalista e promotore delle nuove teorie del ‘nuovo umanesimo’.   Questo è un bel problema: l’azione dei grillini è infatti molto concentrata sui temi del giustizialismo e della corruzione e sempre di meno nell’ esigere una riforma di quei poteri che sono contro le identità e le culture nazionali,  le comuni radici cristiane ed a favore del globalismo deteriore e dell’immigrazione incontrollata.

Diciamo molto chiaramente che – alla pari di quanto il ‘Deep State’ ha fatto con Trump negli USA – sono questi i  poteri che hanno interferito e continuano ad interferire sulle scelte sovrane del nostro paese, provocando disastri.

Queste interferenze si sono viste molto bene già all’inizio della preparazione della squadra del governo giallo-verde, quando  il presidente Mattarella ha rifiutato la candidatura di Savona come ministro dell’economia: era il segno evidente che era ciò che più il Deep State temeva. Successivamente abbiamo visto che tali azioni di ‘contenimento’ continuavano  con ogni mezzo anche dopo la formazione del governo ma soprattutto concentrate su Salvini, essendo economia , esteri e Difesa e trasporti ‘normalizzati’ ed al di fuori della sua influenza. E’ allora  abbastanza chiaro che procedendo per gradi, – nell’imminenza della presentazione del Bilancio –  la cosa più urgente e lungimirante sarebbe stata sfiduciare Tria che ha bocciato tutti i progetti di riforma presentati da economisti della Lega come Bagnai, Borghi e Rinaldi, anziché Conte.

Tria si è detto contro i Minibot, contro investimenti pubblici, contro il riposizionamento dei debiti in ambito domestico, è stato critico con la flat-tax e ha ammiccato sin da subito ai metodi della troika europea. Se fosse stato sfiduciato, si sarebbe potuto optare per un rimpasto di governo in preparazione dell’approvazione del bilancio: ora sappiamo che in una simile evenienza il M5S avrebbe accettato qualsiasi cosa.

Era invece prevedibile che l’altra opzione – quella della apertura della crisi di governo
– avrebbe trovato il M5S in posizione difensiva e che Mattarella ad ogni costo avrebbe cercato di cogliere l’occasione per portare avanti un governo ‘più europeista’, ovvero rappresentante dei veri poteri che guidano l’Europa che non sono espressi dalla elezioni democratiche , né dalle istituzioni europee ma dalle lobby e dalla grande finanza.

Ora le conseguenze della nascita del nuovo governo giallo verde saranno gravi ma non per una catastrofe economica (che probabilmente non ci sarà), bensì in termini di libertà e democrazia:  le istituzioni Europee – pur di presentate la Lega  come il vero pericolo per gli italiani   – con ogni probabilità consentiranno uno sforamento anche oltre il 3% ed attueranno un piano di liquidità per eliminare il problema dello spread. Da parte loro, i media bombarderanno soavemente i progressi che verranno fatti e compareranno continuamente i mesi di governo della Lega con i M5S con l’attuale compagine di governo, dando fondo ad ogni risorsa pur di conquistare la gente.

Ma quel che è peggio è che buona parte dell’azione politica sarà orientata a mettere le basi per consolidare il potere anche nel futuro:  l’anno prossimo si rinnoveranno circa 400 nuovi alti funzionari dello stato che saranno messi a capo di tutti i settori chiave per il funzionamento della macchina statale. Seguirà tra due anni  la nomina del nuovo Presidente della Repubblica, ed anche in questo caso abbiamo già visto quanto questa figura possa essere pericolosa per frenare, impedire qualunque tentativo che non rispetti i diktat di una Unione Europea che vuole preservare i propri catastrofici paradigmi.
Sono tutte pietre miliari che influenzeranno non solo l’esito delle prossime elezioni ma anche nel lungo termine, oltre le future elezioni.

patrizio ricci @vietatoparlare

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