Il Free Syrian Army ha derubato la città di Aleppo

“La mia fabbrica era la sede dello Stato islamico in Aleppo”

Farès el-Chehabi, uomo d’affari aleppino sunnita, presidente della Camera di Commercio e d’industria della Siria, racconta delle devastazioni causate da quattro anni di guerra sulla sua città e i dintorni. Dal settembre 2011 Il suo nome è fra coloro che sono stati colpiti dalle sanzioni dell’Unione Europea, per aver dato sostegno al governo siriano.

L’Orient Le Jour -« Mon usine était le quartier général de l’État islamique à Alep » –  Traduzione Alessandra Nucci

Quali sono state le conseguenze della guerra nella zona industriale di Aleppo ?

Aleppo era la capitale economica della Siria. Noi avevamo più di 80mila fabbriche. Molte di più di qualsiasi altra città del Medio Oriente. Nel 2011, dal secondo mese di guerra, sono cominciati i saccheggi e le distruzioni. Fin dai primi mesi, i ribelli ci hanno distribuito delle istruzioni che esigevano la chiusura delle nostre imprese, a pena di vederle incendiare.

Hanno mandato queste minacce a tutte i magazzini e a tutte le imprese. La gente si è presa immediatamente paura. Una ventina dei miei amici industriali, membri della Camera di Commercio, sono stati assassinati per il loro rifiuto di cedere le loro fabbriche.

Nel 2011 i ribelli avevano ridotto in cenere più di 100 manifatture.Una delle mie fabbriche si trovava a Cheikh Najjar, la più grande zona industriale.

I ribelli se ne sono impadroniti nel 2011. Mi hanno detto che non mi apparteneva più e che non avevo il diritto di reclamarla se non volevo rappresaglie.La mia fabbrica, che produceva dell’olio d’oliva, credevo fosse nelle mani del Libero Esercito Siriano, ma in realtà era divenuta il quartier generale dello Stato Islamico (ISIS).

Una volta liberata questa zona nel luglio 2014, ho potuto constatare i danni. Sui muri avevano dipinto la bandiera dell’ISIS, avevano lasciato le divise dei jihadisti, i loro opuscoli. Nella zona ho constatato che c’erano quasi 500 bambini che erano stati privati della scuola per due anni. Allora ho deciso di trasformare questa fabbrica in una scuola gratuita.

Voi avete accusato la Turchia di essere dietro al saccheggio delle fabbriche di Aleppo…

Sì. E ho delle prove serie. Ho depositato due reclami contro il governo turco ai tribunali di Strasburgo e dell’Aia. Ho raccolto delle prove solide, dei video, delle confessioni e dei testimoni. Molti industriali mi hanno chiamato presi dal panico per dirmi che ribelli erano nelle loro fabbriche e che degli esperti turchi erano con loro.

Gli uomini armati non fanno distinzioni fra le diverse linee di produzioni di una fabbrical Non sanno come smantellare delle macchine dena danneggiarle.

E’ per questo che erano presenti gli esperti turchi, per scegliere il loro bottino e inviarlo a Gaziantep, ad Adana… Io ho ricevuto oltre 5 000 reclami di industriali, vittime di furti.Il bottino è partito per la Turchia con la complicità della polizia turca. Impossibile altrimenti che passasse facilmente del materiale di fabbrica. Certi macchinari sono lunghi 20, 30 metri.

Hanno usato dei camion, sono passati ai blocchi di frontiera, non attraverso dei campi di ulivi. E’ un contrabbando organizzato. Hanno svuotato le zone industriali di Aleppo, che sono diventate un campo di rovine.

Oggi come si organizza Aleppo per sopravvivere ?Da nove mesi non abbiamo più Internet. Da quando la è stata liberata la strada Hama-Aleppo, i prodotti quotidiani arrivano facilmente. L’acqua controllata da al-Nusra (il ramo siriano di al-Qaëda), dichiarata organizzazione terrorista dell’Onu nel 2014.

La Coalizione nazionale siriana cerca di rendere accettabile al-Nusra, premendo perché tagli i legami con al-Qaëda, perché possa unirsi ai moderati. Il Fronte controlla in gran parte l’elettricità. E la grande centrale elettrica è sotto il controllo dell’ISIS. Dunque noi non abbiamo che pochissima elettricità ad Aleppo.

 

Il governo sta trattando con loro. « I terroristi » vi dicono : « Si donna ad Aleppo il 5 % dell’elettricità e il resto ce lo prendiamo. » Il che equivale a 5 mégawatts per 3 milioni di persone.

Non è una trattativa, è un ricatto sull’elettricità e sull’acqua. Noi stiamo aspettando la liberazione del più grande impianto elettrico vicino all’aeroporto di Kweires. Nessuno può attaccarlo, poiché ci sono dei rischi di contaminazione, da radiazioni….. Abbiamo un’altra centrale a Zorba che dovrebbe essere liberata nei prossimi giorni.

Il motivo per cui gli aleppini abitano tutte zone indicate dal governo è forse che temono che il regime non permetterà loro di cadere ?

Molti all’inizio erano frustrati e furiosi, poiché si erano sentiti abbandonati. Non non eravamo affatto in condizioni di difenderci dai ribelli. Ci trovavamo a un bivio: distruggere da noi quel che resta di Aleppo e combatterli, oppure farli accomodare senza distruggere la città.

E’ questa seconda opzione che è in corso.La gente svende le loro ville aleppine all’antica, solo per poter partire. E quelli più coperti sono i cristiani e gli armeni. Non restano che 10mila armeni ad Aleppo, mentre prima della gerra ce n’erano 200mila.

Ho fatto visita ai patriarchi e ai preti di tutte le comunità, e tutti tengono lo stesso discorso: coloro che li attaccano sono degli islamisti che vogliono costringerli a lasciare il paese.

Ma gli islamisti dimenticano che la comunità cristiana ad Aleppo non è un’invitata esterna. Sono gli abitanti originali della città. Erano lì prima dei musulmani. E si spera che un giorno i cristiani ci ritornino.

Voi criticate i ribelli, ma da parte sua il governo siriano acquista il petrolio dall’ISIS…

Intanto questo petrolio non appartiene all’ISIS, appartiene ai siriani. Dunque, se un gruppo controlla la mia produzione di grano, di cotone o di olio, sta a me liberare la mia fabbrica o riscattare la produzione con tutti i mezzi possibili. Mi appartiene. Quindi è ipocrisia additare gli sforzi del governo siriano di riscattare questo petrolio dall’ISIS per ridarlo ai suoi cittadini. E peraltro il regime certi campi petroliferi li bombarda.

Che ne pensate delle future elezioni, decise a Vienna, che si dovranno tenere entro 18 mesi ?

Noi decidiamo chi ci deve governare attraverso delle libere elezioni. Per noi non c’è problema se queste elezioni sono controllate da una organizzazione internazionale, purchéP non sia corrotta.

Se voi vi augurate la partenza di un presidente, organizzate delle elezioni. Ma noi non accettiamo i gruppi ribelli come Jaïch al-islam o altre …

Lasciamo che i gruppi cosiddetti « moderati » partecipino alle elezioni. Se vincono, noi saremo obbligati ad accettarli. E’ la legge del voto. Ma nessuno vuole veramente delle elezioni e esigono che il presidente si dimetta. Perché sanno che se partecipa Bachar el-Assad vincerà. Avrà la maggioranza, magari non del 90 %, ma a lui basta il 45 % per vincere.

E al momento nessuno della parte dell’opposizione può rastrellare altrettanti suffragi.

Come vedete voi il futuro del vostro Paese, fra qualche anno ?

La Siria non sarà mai più come prima. E’ distrutta. Purtroppo abbiamo dappertutto degli sfollati. Nel 2010 non avevamo alcun debito estero. Penso che dieci anni dopo la fine della guerra saremo di nuovo considerati un paese forte. ma per guarire le nostre ferite ci vorranno generazioni e generazioni, come è ancora il caso del Libano.


L’Orient Le Jour -« Mon usine était le quartier général de l’État islamique à Alep » –  Traduzione Alessandra Nucci
 
Ad ulteriore controprova:  nel 2013 questo tipo di passaggio di camion verso la Turchia era all’ordine del giorno.
 
Secondo il video di Wikileaks che proponiamo ”FSA ha derubato ha derubato Aleppo di oltre 1.000 fabbriche di Aleppo e li ha trasferiti in Turchia con l’aiuto del governo turco”

”Il video del “Free Syrian Army” (FSA) – spiega il filmato – documenta il trasferimento di attrezzature e macchinari da Aleppo a Turchia. Secondo il narratore dal gruppo terrorista, si tratterebbe di camion ed attrezzature che appartengono al Qatar che vengono restituiti in Qatar attraverso la Turchia dopo essere stati ‘liberati dall’esercito di Assad’.(…)  http://www.liveleak.com/view?i=283_1448461411

 Vietato Parlare – Patrizio Ricci