Bus dirottato ed incendiato: per il Vescovo di Crema autore del blog “cose variegate” il punto è la paura della società civile

Il Vescovo di Crema Daniele Gianotti – a proposito del dirottamento dello scuolabus tra Crema e San Donato Milanese con conseguente sequestro dei bambini e tentativo di strage – ha inviato un messaggio alla scuola Vailati dicendo che si è trattato di un gesto “folle e delinquenziale” mentre carabinieri e bambini hanno mostrato prove che si tratta di un episodio eseguito con premeditazione criminale e la Procura indaga per atto di terrorismo.

Ma la minimizzazione dell’accaduto non è la sola anomalia che si rileva rispetto alla gravità del fatto.  Nei suoi due successivi interventi , il  Vescovo – particolarmente legato all’Africa e attivo nel campo dell’ecumenismo e del dialogo inter-religioso e sostenitore della Teologia della Liberazione ( lo si legge dal suo blog con un titolo emblematico “le cose variegate  ” – è totalmente assente un accenno al pericolo reale che incombe sulla nostra società per precise politiche europee, nessuna parola sul fatto che tutto ciò che succede è l’esito della globalizzazione, ovvero di precise scelte mirate verso profitti sempre più illimitati  con conseguente impoverimento dei popoli, aumento dei conflitti nel mondo e incentivazione delle migrazioni.

Ecco due stralci di due distinti interventi di mons Gianotti :

“…Purtroppo, l’impegno che gli studenti, con la guida di docenti preparati e motivati, hanno messo in atto per crescere nella conoscenza reciproca della diversità culturale e religiosa, con la quale siamo inevitabilmente confrontati, deve scontrarsi con un crescente clima di ostilità e incomprensione, che avvelenano il clima sociale e culturale del nostro paese, e che gesti come questo di oggi alimentano insensatamente…” (Agensir)

“Sono sicuro – ha spiegato il Vescovo – che il dramma di oggi non farà diminuire, ma rafforzerà l’impegno che la vostra scuola mette in atto per far crescere generazioni di uomini e donne sempre più animati da sentimenti nuovi: capaci di prendere sul serio la complessità del mondo in cui viviamo, e di affrontarla con l’impegno della conoscenza, della volontà di pacifica convivenza, della comprensione reciproca. Non si tratta di un impegno semplice, e non può essere certo risolto a colpi di facili slogan…” (Crema Oggi)

Ovviamente si tratta di commenti che richiamano certamente ad un positivo. Ciò che si nota però è che le parole sembrano essere sostenute da una unica ‘linea guida’: non esiste alcun problema per l’immigrazione illegale, né esistono fenomeni di mancata integrazione (eppure le esperienze belghe,francesi, svedesi dovrebbero insegnare qualcosa…). 

Quella che ne scaturisce, come commenta anche la Nuova Bussola Quotidiana è “… un’immagine di una Chiesa che si perde nell’ideologia buonista per continuare ad alimentare una idea di società multi tutto: religiosa, civile, sociale, culturale. Ma priva della sua vocazione universale alla santità e della sua specificità cristiana che passa in secondo piano“.

In altri termini, è singolare che tutta la preoccupazione del  Vescovo si giochi solo nel dire “simili gesti avvelenano il clima”, mentre andrebbe approfondito ciò che la realtà  indica al di la dei sentimentalismi: in realtà sono proprio i sentimentalismi che causano l’esacerbazione dei problemi e generano l’avvelenamento del clima. Ma uno sguardo leale sulla realtà e il desiderio di cambiarne le distorsioni derivate dalla brama di potere di pochi, viene stigmatizzata come negativa, ‘paura’,avvelenamento del clima sociale e culturale del nostro paese con facili slogan’.

Ovviamente il riferimento alla politica del governo è chiara: era meglio tutto come prima, sembra dire mons Gianotti.

Nella nostra società si sta facendo molta confusione: proiettare sugli altri i buoni sentimenti non è né fede , né ragione, né umanità. E’ solo la proiezione di ciò che ognuno di noi è più propenso ad essere. Fede e ragione mai come oggi sono diventati due inquilini di un condominio dove non ci si parla.

patrizio ricci by @vietatoparlare