Benedetto XVI: “Perché la pedofilia ha raggiunto tali proporzioni? Perché ci siamo allontanati da Dio”

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Centratissimo questo commento del prof. Pecknold, dell’Università Cattolica d’America, Washington, sulla testimonianza del papa emerito Benedetto XVI sugli abusi sessuali nella Chiesa e la conseguente crisi.

Scrive Pecknold: “I teologi morali si erano incamminati su una lunga missione esplorativa per sconvolgere il luogo della legge naturale e divina e per ‘aggiornare’ la morale in modi più concilianti con la rivoluzione. Benedetto ammette che questi teologi erano sofisticati nei loro sforzi, ma lo scopo era semplice: gli innovatori insegnavano che ogni atto morale era giustificato se la persona avesse le migliori intenzioni. Era una prima versione dell’argomento ‘love is love’ (quello di Obama, ndr).”

Ecco l’articolo nella mia traduzione.

Cosa c’è alla radice della crisi che colpisce così fortemente la credibilità della Fede? Siamo tutti in attesa di una risposta a questa domanda. E poi una lettera rara appare sulla nostra porta di casa da un anziano vescovo che una volta era seduto sulla sedia di Pietro. In qualche modo nascosta al nostro sguardo, la sua voce è inconfondibile. È la voce di un padre. Benedetto XVI ci ha scritto sulla domanda che ci stiamo ponendo.

La sua risposta più fondamentale è semplice in maniera disarmante: L’uomo si è allontanato da Dio.

Eppure Benedetto si occupa proprio di come l’uomo si è allontanato da Dio nei dettagli morali, sessuali e culturali.  Egli si concentra principalmente sul periodo in cui i casi di abuso hanno raggiunto il culmine, “nei 20 anni dal 1960 al 1980”, poiché è stato anche in quel periodo più intenso di abusi che “sono crollate del tutto le norme vincolanti sulla sessualità, e si è creata una mancanza di norme”.

La rivoluzione culturale del 1968, a differenza delle rivoluzioni precedenti, ha inaugurato un nuovo permissivismo sessuale che ha scardinato il mondo.  Come una qualche rottura maniacale post-traumatica dalla realtà, il crollo culturale si è combinato con le innovazioni distruttive della teologia morale, rendendo i seminari ancora più impreparati ad affrontare la sfida.

I teologi morali si erano incamminati su una lunga missione esplorativa per sconvolgere il luogo della legge naturale e divina e per “aggiornare” la morale in modi più concilianti con la rivoluzione. Benedetto ammette che questi teologi erano sofisticati nei loro sforzi, ma lo scopo era semplice: gli innovatori insegnavano che ogni atto morale era giustificato se la persona avesse le migliori intenzioni. Era una prima versione dell’argomento “love is love” (quello di Obama, ndr). Secondo Benedetto, la spinta centrale è arrivata con Veritatis Splendor nel 1993, che ha decisamente rifiutato questa sofisticata forma di etica della situazione, talvolta chiamata “proporzionalismo”. San Giovanni Paolo II intervenne insegnando autorevolmente il realismo morale, “che c’erano azioni che erano sempre e in ogni circostanza da classificare come cattive”.

In quelle che saranno sicuramente alcune delle righe più citate della lettera di Benedetto, egli si occupa di come questa rivoluzione morale e sessuale abbia contagiato i seminari: “In vari seminari sono state istituite cricche di omosessuali, che hanno agito più o meno apertamente e hanno cambiato significativamente il clima dei seminari”.

Ricorda come un vescovo, ex rettore del seminario “fece in modo che ai seminaristi fossero proiettati film pornografici, presumibilmente con l’intenzione di renderli così resistenti a comportamenti contrari alla Fede”. Furono organizzate visite di seminari che non produssero nulla o molto poco, ammette Benedetto, perché chi li dirigeva era collusivo nel coprire le nuove gerarchie permissive della liberazione sessuale.

Egli nota come i seminari reclutassero attivamente uomini adatti e scoraggiassero coloro la cui comprensione della vocazione non fosse sufficientemente amichevole verso il club. In un inciso umoristico egli nota: “non pochi studenti sorpresi a leggere i miei libri erano considerati inadatti al sacerdozio. I miei libri erano nascosti, come cattiva letteratura, e si leggevano solo sotto banco”.  Ma alla fine degli anni Ottanta le gerarchie omosessuali che regnavano ora cominciavano a discendere, con maggiore frequenza, nella pedofilia.

A proposito di questa discesa, Benedetto dice solo un po’. Tranne che per unire il dolore delle vittime con Cristo stesso sulla Croce, e nell’Eucaristia, poiché i sacerdoti che abusavano sessualmente dei giovani spesso usavano le parole sacramentali dell’istituzione nei loro atti più odiosi, rivelando tutta la portata del loro carattere diabolico. L’abuso dei bambini, egli suggerisce, era parte integrante di un abuso della liturgia, che faceva parte integrante dell’abuso clericale del Signore stesso.

Pensando presumibilmente a quei gruppi che dagli anni Settanta hanno sostenuto l’abolizione delle leggi sull’età del consenso, Benedetto scrive che la pedofilia è stata teorizzata come “abbastanza legittima” in un arco di tempo relativamente breve in cui anche la società si è allontanata da Dio. Quando Dio si perde, anche l’umanità si perde. “Una società senza Dio – una società che non lo conosce e lo tratta come inesistente – è una società che perde la sua misura”. Questa è stata l’epoca che ha proclamato la morte di Dio, eppure stiamo solo iniziando a capire che se ci siamo allontanati dalla Presenza di Dio, questo significherà qualcosa di terribile per l’immagine di Dio, per i nostri figli, per le nostre famiglie, società e sì, per i nostri sacerdoti e vescovi.

Benedetto pone direttamente la nostra domanda:  “Perché la pedofilia ha raggiunto tali proporzioni?” La sua risposta non è politica, ma teologica: “In definitiva, la ragione è l’assenza di Dio”.

Poiché non siamo più abituati a parlare bene di Dio nella società, questa risposta è destinata ad incontrare una certa indifferenza. Ma ho il sospetto che, dopo che tutti gli studi saranno stati fatti, dopo che le commissioni di revisione saranno state formate, i casi ascoltati, dopo che saranno stati introdotti nuovi protocolli e salvaguardie, la risposta di Benedetto sarà quella che resisterà. Quello che sarà ricordato come il seme del rinnovamento, come la radice della restaurazione, è proprio il consiglio di Benedetto di volgere il volto a Cristo che è l’immagine perfetta dell’amore del Padre.

Fonte: Catholic Herald

L’articolo Benedetto XVI: “Perché la pedofilia ha raggiunto tali proporzioni? Perché ci siamo allontanati da Dio” proviene da Il blog di Sabino Paciolla.

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