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Aprire una società a un euro, come funziona?

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di Martina Pennisi – Wired

Secondo la bozza del decreto liberalizzazioni del Governo Monti approvata dal Consiglio dei ministri, i giovani al di sotto dei 35 anni con velleità imprenditoriali potranno mettere in piedi una società con un capitale di un solo euro. Concretamente cosa vuol dire? Che facilitazioni e opportunità offre l ‘articolo 3 del decreto agli under 35? Per fare chiarezza ci siamo rivolti ad  Andrea Arrigo Panato, commercialista e docente attivo in Rete con articoli di approfondimento in materia fiscale e societaria.

I vantaggi:
Denominato Srl semplificata, il nuovo tipo di società non richiede l’intervento del notaio, è sufficiente rivolgersi al registro delle imprese della Camera di Commercio, è esente da diritti di bollo e di segreteria e non si è più vincolati da un capitale minimo di 10mila euro, basta un simbolico euro. Al momento, prima dell’approvazione del decreto, si devono in realtà versare solo 2.500 euro in prima battuta e, ricorda Panato, si tratta di soldi che l’imprenditore può subito spendere. Con una Srl ci si mette al riparo da eventuali scivoloni, in quanto si risponde a – per esempio – ai mancati pagamenti con il patrimonio investito e non con quello personale.

Gli svantaggi:
Una Srl richiede, a differenza della partita Iva (di questo parleremo dopo), il deposito di un bilancio al registro delle imprese ogni anno, con tutte le spese di gestione annesse e connesse. Venture capitalist e università, inoltre, non possono agire come socio interno in queste realtà, come spesso accade per le start up odierne, in quanto il tutto è legato alla giovane età di chi fonda la società. Secondo Panato, le banche stesse saranno meno incentivate a concedere un credito a imprenditori che non hanno un capitale depositato. Di fatto l’agevolazione non risolve quindi il problema principale: quello del sostegno economico per far partire l’attività, che gli istituti di credito sono appunto restii a concedere a chi non dà garanzie. Quando il fondatore o i co-fondatori spengono le fatidiche 35 candeline, inoltre, la costosa gitarella dal notaio (2mila euro circa) diventa necessaria.

Come procedere:
Con il supporto di un commercialista, di un avvocato o di chi mastica la materia, bisogna redigere una scrittura privata e recarsi al registro delle imprese. L’atto costitutivo deve contenere nomi e indicazioni anagrafiche dei soci, denominazione sociale, ammontare del capitale, attività che costituisce l’oggetto sociale, quota di partecipazione di ciascun socio, norme relative al funzionamento della società, persone a cui è affidata l’amministrazione e luogo e data di sottoscrizione.

L’alternativa:
L’alternativa per i giovani imprenditori è quella di affidarsi alla partita Iva: con il regime dei minimi, meno di 30mila euro all’anno, si paga solo il 5% di imposta sull’utile. L’unica garanzia in più che la Srl offre è la sopracitata protezione da una eventuale debacle.

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