Verità e segreti di Stato

Ma è possibile che noi italiani facciamo sempre “gli intrallazzatori”?

Quando avevamo cattivi rapporti con Gheddafi gli abbiamo salvato la vita avvisandolo che gli americani stavano per bombardare la sua abitazione, ora che avevamo buonissimi rapporti lo bombardiamo noi e aiutiamo i suoi oppositori golpisti,tutti con incarichi di responsabilità all’interno del governo Gheddafi (e perciò anch’essi responsabili di ciò che denunciano e combattono).

La Cina protesta durissimamente con Obama per aver ricevuto il Dalai Lama e Frattini in Cina dai cinesi (che posseggono il 13% del nostro debito pubblico) è messo alle strette altro che dire una parola per i diritti umani …dice che la Cina “non è solo un partner economico ma anche politico” mentre  un vescovo patriottico cinese viene scomunicato, e il Papa mostra tutta la sua preoccupazione per le crescenti persecuzioni …    –

Frattini si sta mostrando un burocrate, che vuol avere il massimo rendimento con il minimo sforzo e la minima esposizione. Fare politica estera non è solo avere buoni rapporti con tutti, quando conviene. Vuol dire avere una linea precisa e sopratutto che non confligga con quella che vogliamo che siano i nostri principi irrinunciabili.

In Pakistan ha cercato di convincerci (ve lo ricordate in TV?) di non preoccuparci che tanto Asia Bibi veniva liberata , si è mostrato sorridente con il suo omologo al TG “tanto nessuno è mai stato ucciso per blasfemia”  ed ora che è passato un altro anno, il governatore del Punjab ucciso, e così il ministro per le minoranze,  ed il ministero per le minoranze religiose è inusitatamente abolito: neanche una nota in riferimento a quel colloquio.  Berlusconi con il suo modo di fare basato sui rapporti personali invece aveva sbloccato più di una situazione con Gheddafi, intervenendo più volte e risolvendo crisi tra stati (vedi caso svizzera),  e con la Russia ha assunto, lealmente,  sempre posizioni conseguenziali a questi rapporti (vedi Georgia, mentre la NATO già mostrava i muscoli attraccando le navi da guerra nei porti georgiani in funzione anti Russia che difendeva i suoi interessi ) , quello che invece sta prevalendo è una casta di euroburocrati che fanno prevalere i soldoni su tutto!

Ed è in in corso ” UN’AZIONE PER PROTEGGERE I CIVILI “, non fanno che dircelo, mentre da quel poco che ci fanno vedere,  vediamo altro. Ora esce fuori che abbiamo mandato le armi ai golpisti e ci si dice che è segreto di Stato…

“La procura di Tempio Pausania indaga sulla scomparsa dalla Maddalena di un ingente quantitativo di armi sequestrate dalla Nato nei Balcani nel 1994.(…) svaniti nel nulla, che secondo alcuni sono finiti ai ribelli libici. Sulla vicenda il governo ha opposto il segreto di Stato. ”

fonte:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=156722

“Il “segreto di Stato” posto dal governo sulla vicenda dell’arsenale di armi ex sovietiche “girate” ai ribelli libici nel maggio scorso rende più difficile fare chiarezza sulla vicenda del traffico di armi russe dall’Italia alla Libia.

Una vicenda venuta alla luce solo a causa del trasferimento dei container dalla base della Marina militare della Maddalena a Civitavecchia utilizzando navi traghetto civili. (…)

La gigantesca fornitura di armi venne intercettata nel 1994 a bordo della nave maltese Jadran Express che stava trasportando il carico in Croazia (…) La magistratura dispose la distruzione dell’arsenale che invece pare abbia raggiunto nei mesi scorsi Bengasi per armare il nuovo esercito libico anti-Gheddafi. Si tratta infatti di 400 missili anticarro AT-4 Spigot con 50 lanciatori, 30 mila mitragliatori AK-47 con 32 milioni di proiettili, 5 mila razzi katiuscia e 11 mila razzi anticarro Rpg. Armi che secondo fonti ben informate sarebbero ancora in buona parte in ottimo stato di conservazione e facilmente impiegabili in Libia, dove le armi sovietiche sono circolate in abbondanza negli ultimi decenni e dove il carico sarebbe stato sbarcato (nel porto di Bengasi) “mascherato”da aiuti umanitari. La stessa tecnica utilizzata dai francesi per trasferire armi e munizioni ai ribelli.

Come hanno confermato al Sole24 Ore diverse fonti, l’addestramento degli insorti all’impiego delle armi (soprattutto dei missili anticarro), dirottate dal deposito in caverna dell’isola sarda di Santo Stefano ai campi d’addestramento del deserto a sud di Bengasi, è curato direttamente da consiglieri militari italiani. L’Italia, con la Francia e la Gran Bretagna, ha inviato ufficialmente in Libia dieci ufficiali che gestiscono lo stato maggiore dei ribelli, affiancando i loro vertici militari ma curando di fatto le funzioni di comando e controllo e coordinando i movimenti degli insorti e i raids aerei della Nato.

Oltre a questi consiglieri l’Italia ha inviato in segreto in Libia altri team di militari, per lo più appartenenti alle forze speciali (…) ”

fonte:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-20/istruttori-italiani-armi-russe-111542.shtml?uuid=AacqNfpD