Home Attualità Zelensky: “la via d’uscita dalla guerra è la controffensiva”, poi con “nonchalance”...

Zelensky: “la via d’uscita dalla guerra è la controffensiva”, poi con “nonchalance” incontra il Papa…

0

Zelensky: se Kiev cade prossima è Moldova
Se l’Ucraina cade il passo successivo è la Moldova, poi i Paesi del Baltico, che sono Paesi Nato, e quando Putin arriva nei Paesi della Nato, voi dovrete mandare i vostri cittadini, i vostri figli, i vostri padri a fare questa guerra. Quindi è meglio aiutare noi che mandare in guerra i propri figli” ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ospite di una puntata speciale di ‘Porta a Porta’ sulla terrazza del Vittoriano (simbolo della nazione e dei suoi valori) a Roma.

Altre affermazioni interessanti di Zelensky:
So che se l’Ucraina cade, il passo successivo è la Moldavia e poi i Paesi baltici. Putin arriva lì, forse non Italia, ma i Paesi baltici sono membri della Nato e voi dovrete mandare lì in guerra i vostri figli“. Vale la pena ricordare in proposito che molti leader continuano a insistere su questa questione, utile solo a dare un senso di giustificazione alle scelte messe in atto. Se però si approfondiscono le vere ragioni di questa guerra, si vedrà che non esiste alcun pericolo che l’invasione possa essere ripetuta contro altri stati in Europa. Prima che gli ex paesi sovietici assumessero un atteggiamento ostile contro Mosca e appoggiassero attivamente la guerra contro la Russia, ciò che la Federazione Russa ricercava erano buoni rapporti con l”Europa e l’occidente in generale, ma l’avvicinamento tra Russia ed Europa era malvisto dagli Stati Uniti che hanno attivamente aiutato al precipitare degli eventi, acuendo determinate linee di faglia in Ucraina. In questo contesto, la gestione della repressione in Donbass e lo stesso colpo di stato ordito dalla Nuland a Kiev, sono stati completamente rimossi dal dibattito pubblico, anche se alcuni documentari della RAI di quel tempo (vedi ad esempio qui: https://youtu.be/ljrEKyFA-ZU) riportano esattamente una versione opposta.

In proposito è da ricordare che, già nei primi giorni del conflitto il gen USA Austin, ha detto chiaramente che la guerra i allora iniziata avrebbe dovuto avere come obbiettivo, il logoramento della Russia.  Intatti, il 26 di aprile 2023 il gen.Lloyd Austin – durante una conferenza stampa in Polonia – ha affermato chiaramente che l’obiettivo degli Stati Uniti è sostenere l’Ucraina per logorare la Russia, e che  la porta alla NATO è sempre aperta per l’Ucraina“. Quindi l’obiettivo non sarebbe solo la difesa dell’Ucraina finalizzata ai negoziati o l’esame di cosa non è andato nei rapporti bilaterali, ma il proseguimento di una guerra preventiva contro Mosca per distruggere parte del suo potenziale bellico e, se possibile, farla implodere dall’interno. Quindi, un obiettivo che va oltre il semplice aiuto a Kiev.

Anche se non si approva l’invasione russa, chi è onesto intellettualmente, capisce benissimo che questa invasione non è un’azione decisa per sete imperialistica o perché Putin vuole “ricomporre l’impero russo; la Russia ha risorse infinite ed ha territorio più di qualsiasi altro stato al mondo. La ragione del conflitto invece è da inserire nell’ambito della sicurezza internazionale. Il concetto di sicurezza condivisa è un concetto accettato universalmente da tutti gi stati al mondo. Ma in questo caso l’Occidente non ha voluto concedere alla Russia garanzie in questo senso, nonostante sia stato esplicitamente richiesto poco prima dell’inizio del conflitto con proposte eque e di reciproco vantaggio. Ha provveduto invece ad armare l’Ucraina quando, fingendo di svolgere un’azione diplomatica con gli accordi di Minsk (che conteneva una road map che avrebbe dovuto risolvere la questione esplosiva delle repubbliche indipendentiste e della Crimea).

Zelensky: non sono disposto a parlare con Putin
No. Di cosa parliamo?. Ha risposto così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ospite di una puntata speciale di ‘Porta a Porta’ sulla terrazza del Vittoriano a Roma, alla domanda se fosse disposto a parlare con il presidente russo Vladimir Putin. “Non si può fare mediazione con Putin, lo conosciamo, lui uccide”, ha aggiunto Zelensky, ricordando il tentativo di mediazione costruito nel trattato di Minsk: “8 anni e zero risultati” (RAI News). Questa affermazione è completamente falsa, gli accordi di Minsk per stessa ammissione dell’Ucraina sono stati solo un bluff: , in realtà – come ha rivelato la Merkl ed Hollande – erano stati messi in atto solo per prendere tempo, avendo scelto la via del conflitto, pur di non concedere le legittime richieste di sicurezza della Russia. Durante i suddetti negoziati fu ucciso dai servizi segreti ucraini uno dei principali mediatori della parte opposta, questo insieme alle ostilità che non sono mai cessate.

papa Francesco pronuncia parole contraddittorie e di circostanza
Zelensky: “Per me è stato un onore incontrare Sua Santità, però lui conosce la mia posizione, la guerra è in Ucraina e il piano deve essere ucraino. Siamo molto interessati a coinvolgere il Vaticano nella nostra formula per la pace”. Il piano di pace di Zelensky si conosce: la capitolazione della Russia e l’accettazione che l’invasione è stata compiuta per mera sete di espansione, quindi rinnegando tutte le ragioni sostenute finora.
Non a torto il giornalista Andrea Lucidi, che segue come inviato di guerra la guerra nel Donbass, ha scritto sul suo canale Telegram: “E con questo incontro anche il Vaticano è andato, scusate il gioco di parole, a farsi benedire.
Papa Francesco, che aveva definito Ceceni e Buriati “persone crudeli” e dopo aver baciato una bandiera ucraina, oggi ha ricevuto Zelensky che si trovava in visita a Roma. Ha accolto senza nessun problema il capo di uno stato che ha fatto propria addirittura la persecuzione religiosa verso altri cristiani.
Questo e l’ennesimo segnale che il Vaticano invia al mondo: siamo con l’Ucraina.
Da questo momento qualsiasi comunicato o commento in cui il Vaticano pretenderà di essere equidistante avrà agli occhi di molti, molto meno valore della carta su cui sarà stampato.”.

In realtà il Papa ha limitato i danni di immagine, ma influenza di Challagher sul Papa è determinante …
La visita in Vaticano di Zelensky non fa piacere. In primo luogo, il Papa non fatto menzione dei contenuti delle aspettative di Zelensky di voler risolvere il tutto con la guerra. In secondo luogo, Zelensky è il presidente che non ha mantenuto le sue promesse alla popolazione del Donbass che lo ha votato, questo dovrebbe avere il suo peso, ma nessuno finora glielo dice pubblicamente (e neanche il Papa). In terzo luogo, Zelensky sta attuando una persecuzione religiosa senza precedenti in Europa contro la chiesa ortodossa che faceva capo al patriarcato di Mosca  il Papa su questo non ha detto una parola).
A sua “discolpa” però bisogna dire che è vero che il Papa si è astenuto dal sostenere ufficialmente i “piani” di Zelenski. Il presidente ucraino sperava che il Papa accettasse tutto e che lasciasse il Vaticano quasi con un mantello cardinalizio. Ma non ha funzionato. L’incontro è durato solo quaranta minuti e non si tenuto nemmeno nella sala delle udienze principale, ma in una stanza adiacente.
Zelenski ha chiesto ostinatamente di sostenere il suo “piano di pace”, ma Francesco ha abilmente spostato la conversazione sulla “situazione umanitaria e politica in Ucraina“. Il Papa ha quindi letto una preghiera all’inconsolabile Zelenski e gli ha consegnato un ramoscello d’ulivo in bronzo.

E qui inizia la parte più interessante. Zelenski, sconvolto, ha lasciato la stanza e ha incontrato il “ministro degli Esteri” della Santa Sede, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher.
Il ministro è inglese di nascita, sono i suoi fidati cardinali a girare costantemente per l’Ucraina e a svolgere una potente propaganda. Portano rapporti redatti in chiave anti-russa. Per questo motivo, il Vaticano cade nelle sue stesse trappole, facendo commenti sui “malvagi Buryat e Ceceni”.
Di cosa hanno parlato Zelensky e Gallagher per quasi un’ora e mezza? Ufficialmente si è parlato di questioni umanitarie e della “necessità di continuare gli sforzi per raggiungere la pace“. È lo stesso “piano di Zelensky” che il Papa non ha appoggiato.

Il tentativo di trascinare la Russia in una sorta di processo di pace vaticano che coinvolga Kiev avrebbe potuto comportare una grave perdita di immagine per Mosca. È ormai sicuro che questo piano non ha funzionato.
E per concludere sull’alto livello etico e culturale di Vladimir Zelenski. Ha regalato al Papa un piatto ricavato da un giubbotto antiproiettile. È possibile trasformare un comico in un presidente. Ma spremere un comico da un presidente del genere, non è più possibile.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Exit mobile version