Sahra Wagenknecht (Die Linke): “dobbiamo aiutarli nel loro paese”

“Non puoi pretendere di avere uno  stato sociale forte e allo stesso tempo dare la possibilità ad ogni abitante della terra di poter ricorrere alle sue prestazioni”, dice Sahra Wagenknecht, capogruppo della Linke al Bundestag e leader del movimento Aufstehen, intervistata dalla Neue Osnabrücker Zeitung.
 
NOZ: Frau Wagenknecht, Lei recentemente ha annunciato il suo ritiro dalla prima linea del gruppo parlamentare della Linke in quanto si sentiva “esausta”. Quanto si sente liberata oggi dopo questa scelta?
Wagenknecht: mi sento molto meglio, non soffro piu’ per l’estrema pressione, anche se ho ancora un numero relativamente grande di appuntamenti, ovviamente, perché per ora resto il capogruppo. E anche dopo di ciò resterò attiva politicamente, perché ovviamente non mi è indifferente in quale direzione si sviluppa la politica del nostro paese. Voglio solo essere coinvolta su un altro livello, tornare a scrivere di più, portare nuove idee nel dibattito.
NOZ: perché lo stress è diventato così grande? E’ stato per la leadership del gruppo parlamentare e per la contemporanea fondazione di “Austehen”? O le lotte di potere interne le sono costate uno sforzo eccessivo?
Wagenknecht: tutto è arrivato insieme. “Austehen” per me è stata un’esperienza molto emozionante, è stato qualcosa di completamente nuovo e ho visto come molte persone che fino ad allora non erano mai state coinvolte dalla politica, improvvisamente si sono impegnate con una grande passione. Ecco perché questo movimento, nonostante tutte le difficoltà iniziali, ha una prospettiva per il futuro. Naturalmente c’è stato molto lavoro, oltre alla presidenza del gruppo parlamentare. E a ciò si aggiungono gli estenuanti conflitti nel partito. Ad un certo punto ero così esaurita da non poter piu’ andare avanti.
 
NOZ: dicono che lei intenda restare una “donna impegnata in politica”. Dove sarà il baricentro del suo lavoro?
Wagenknecht: se si guarda allo sviluppo della nostra società, bisogna avere paura del futuro, a causa del modo in cui molte questioni vengono trascurate e per la quantità di temi su cui ci si muove nella direzione sbagliata. Ciò riguarda ad esempio le tecnologie digitali utilizzate per spianare la strada al pericoloso capitalismo della sorveglianza. Oppure il continuo spreco di risorse naturali da parte dell’economia usa e getta. E riguarda anche la questione sociale in maniera abbastanza centrale. Tutti sanno che la società è profondamente divisa, socialmente, ma anche culturalmente. Ci sono ambienti diversi che non si incontrano quasi mai e hanno sempre meno da dirsi. Cosi’ crollano la coesione sociale e la democrazia.
NOZ: recentemente ha chiesto che ad Amburgo i proprietari di immobili vengano espropriati. Perché è così radicale?
Wagenknecht: il termine espropriazione richiama alla mente l’arbitrarietà dello stato e l’ingiustizia. Ma se si guarda più da vicino, oggi nel settore immobiliare  abbiamo già ogni giorno degli espropri, cioè quelli degli inquilini. Gli investitori finanziari acquistano centinaia di migliaia di case e aumentano i canoni di affitto per pagare rendimenti a due cifre agli azionisti. Per “Deutsche Wohnen”, ad esempio, il rendimento attuale è del 18%.Negli immobili invece, gli investimenti necessari spesso vengono omessi e le modernizzazioni di lusso vengono utilizzate per sfrattare migliaia di famiglie a basso reddito. Il diritto elementare all’abitazione è diventato un oggetto speculativo. Tutto ciò deve essere fermato. I beni di base come l’alloggio, la salute e l’assistenza non appartengono ai cacciatori di rendite senza remore. Questi sono beni pubblici. E laddove la proprietà è utilizzata a scapito della collettività, la Legge fondamentale prevede espressamente la possibilità di un’acquisizione da parte del settore pubblico.
NOZ: un altro problema oggetto di discussione: nel dibattito sui rifugiati lei hai parlato dei limiti dell’accoglienza. A differenza di molti altri uomini e donne di sinistra, lei continuerà a lottare per un corso più restrittivo in materia di politica migratoria?
Wagenknecht: i perseguitati hanno diritto alla protezione e il diritto di asilo non deve essere toccato. Ma quella di voler combattere la povertà nel terzo mondo promuovendo la migrazione è una grande bugia. Accade esattamente il contrario. Perché non sono i più poveri a lasciare i loro paesi, ma piuttosto la classe media e i più istruiti. In quei paesi ciò accresce la povertà locale, mentre da noi viene fornita alle imprese una manodopera a basso costo e quindi si mettono sotto pressione i salari.
NOZ: e quindi?
Wagenknecht: invece di dire: chiunque vuole può venire in Germania, dobbiamo aiutare le persone in quei paesi.Dobbiamo smettere di danneggiare le economie dei paesi in via di sviluppo con le nostre politiche agricole e commerciali. Per inciso, non puoi pretendere di avere uno  stato sociale forte e allo stesso tempo dare la possibilità ad ogni abitante della terra di poter ricorrere alle sue prestazioni. I problemi connessi con l’elevata immigrazione, inoltre, devono essere discussi apertamente invece di essere considerati un tabù. E’ ciò ha reso forte AfD.
NOZ: e il suo partito è d’accordo?
Wagenknecht: qualcosa è cambiato. Sulla questione dell’asilo c’è comunque consenso. E sulla questione della migrazione di manodopera condividiamo le critiche della DGB (confederazione sindacale) in merito al fatto che l’immigrazione nel settore a bassa retribuzione è un problema, perché facilita la compressione salariale.Questo è esattamente ciò che è accaduto con la cosiddetta “legge per l’immigrazione dei lavoratori qualificati”, perché al di sopra di un certo reddito, l’immigrazione nel mercato del lavoro già oggi è possibile senza problemi.
NOZ: ma ci sono dei critici all’interno del suo stesso partito. Lei viene accusata di essere vicina ad AfD.
Wagenknecht: questo genere di diffamazioni impediscono un dibattito oggettivo. Si tratta di un fenomeno ampiamente diffuso anche in altri partiti, non solo nel nostro. Se metti nell’angolo dei nazisti tutti coloro che sull’immigrazione chiedono una visione diversa, allora non capisci che questo è esattamente il modo migliore per rafforzare i partiti di destra. Molte persone in tali dibattiti si sentono trattate con un certo disprezzo. E se gli ripeti più e più volte che a causa delle loro opinioni sono dei “razzisti”, allora a un certo punto si identificheranno con questa opinione e alla fine per rabbia voteranno effettivamente AfD.
NOZ: i partiti di sinistra sono ancora abbastanza vicini alla loro base? Oppure hanno perso il contatto?
Wagenknecht: la politica di sinistra deve in primo luogo essere una politica per le persone comuni e per i piu’ poveri: per i lavoratori qualificati, per i piccoli lavoratori autonomi, ma soprattutto per i milioni di lavoratori del settore a basso salario – ma anche per chi ha una bassa pensione, o per chi ha paura di riceverne una molto bassa. Se la sinistra perde questa base, perde il suo diritto ad esistere. Essere di sinistra significa combattere i mali sociali, e non prendersi cura di un particolare Lifestyle che potrebbe anche essere abbastanza elitario. Il negozio di alimenti biologici se lo può permettere solo chi guadagna bene, e chi può pagarsi un appartamento in una zona costosa del centro città, per il quale di solito è anche facile andare a lavoro in bicicletta. E’ piu’ facile vivere in maniera “cosmopolita” se conosci il mondo, perché puoi permetterti di viaggiare. Se i tuoi figli vanno in una scuola in cui l’80% degli alunni della prima classe non parla una parola di tedesco, allora probabilmente penserai che la diversità non sia necessariamente un arricchimento.
NOZ: i Verdi hanno appena dimostrato quanto possa avere successo un partito quando conduce compatto una guerra di trincea e quando si concentra su obiettivi comuni. Anche le sinistre hanno bisogno di nuove figure al vertice che ne favoriscano l’integrazione?
Wagenknecht: i Verdi conducono le loro lotte, che come tutti i partiti hanno, al loro interno: questa è una decisione saggia, e su questo punto la sinistra può imparare molto da loro. Allo stesso tempo però, i Verdi dal punto di vista programmatico sono diventati completamente irrilevanti. Il loro picco nei sondaggi non deriva dal successo del loro profilo politico, ma soprattutto dalla debolezza degli altri partiti. Per molte persone la SPD e l’Unione semplicemente non sono più votabili, e per i milieau metropolitani, i Verdi rappresentano una valida alternativa. Se la SPD si fosse riorganizzata con delle personalità convincenti ai vertici, e se si impegnasse in maniera credibile in favore del progresso sociale, il boom dei Verdi finirebbe alla svelta.
NOZ: finora lei è stata scettica o addirittura ostile nei confronti di una cooperazione rosso-rosso-verde. Vede ora qualche spazio di manovra in piu’, visto che la SPD sta portando avanti la pensione di base e una riforma delle leggi Hartz?
Wagenknecht: ho sempre desiderato un governo con un profilo maggiormente sociale. E sì, la SPD  finalmente ha fatto dei passi nella direzione giusta. A proposito, la pensione di base proposta era già esistita, e allora si chiamava “pensione sulla base dei punti di reddito minimo”. In tal senso il teatro messo in piedi dall’Unione è abbastanza disonesto. È anche positivo che la SPD stia finalmente discutendo del superamento di Hartz IV, il quale ha brutalmente espropriato milioni di persone. Tuttavia, per molti elettori, la SPD diventerà credibile in termini di una maggiore giustizia sociale solo se riuscirà a portare al vertice persone che non sono legate ad anni di collusione nella grande coalizione.
NOZ: se si guardano i numeri dei sondaggi della SPD e della Linke, lo Zeitgeist attuale è tutto fuorché di sinistra…
Wagenknecht: abbiamo sicuramente uno Zeitgeist sociale. C’è un’ampia maggioranza in favore di più uguaglianza sociale, salari migliori, pensioni più alte. I socialdemocratici tuttavia per molti anni nella realpolitik hanno fatto il contrario. E la Linke si è parzialmente allontanata dalle classi più povere perché ha smesso di parlare la loro lingua e viene percepita come professorale e altezzosa. Entrambi i partiti devono cambiare in modo da poter riconquistare una maggioranza di sinistra al Bundestag.
NOZ: che ne sarà di “Austehen” ora? Recentemente c’è stato uno scontro e i vertici del movimento sono stati accusati di aver fallito
Wagenknecht: alcuni mi hanno incolpato di non aver discusso il mio ritiro con i vertici. Ma quello è stato il risultato della mia malattia prolungata, semplicemente non c’è stato modo di farlo. E a prescindere dalla mia situazione personale, resto sulle mie posizioni: i politici di professione ora devono ritirarsi e affidare la responsabilità della guida agli attivisti della base. Nel frattempo è diventato chiaro: le migliaia di persone attive in “Austehen” credono nel progetto e vogliono continuare. E naturalmente anche io continuerò a sostenere il movimento.
NOZ: Oskar Lafontaine ha lamentato la mancanza di apertura da parte degli altri partiti nei confronti del movimento. Non è forse l’inizio della fine per Aufstehen?
Wagenknecht: no. Abbiamo bisogno di un movimento sociale. I progetti non sono finiti, al contrario. Certo, è stato deludente il fatto che i partiti si siano chiusi ermeticamente. Invece di approfittare dell’opportunità implicita in un movimento di 160.000 persone, i leader di partito ovviamente non hanno sentito alcun bisogno di riposizionarsi, sebbene non riescano piu’ a raggiungere gran parte del loro ex-elettorato. È triste.
NOZ: quindi Aufstehen potrebbe ancora contribuire a formare una nuova maggioranza politica?
Wagenknecht: io lo spero e spero anche che “Aufstehen” riesca a portare più gente nelle strade, come accade in Francia con i Gillet Jaunes. Allora la pressione sarebbe molto più forte – sia sui partiti che sulla politica.
NOZ: un altro sguardo oltre i confini. L’immigrazione e il nazionalismo restano grandi questioni anche in vista delle elezioni europee. Quali strategie consiglia di seguire?
Wagenknecht: l‘Unione europea deve finalmente interrogarsi. Se molte persone considerano l’Unione europea prima di tutto come un’associazione per le grandi aziende e le banche, non sorprende allora che in molti le stiano voltando le spalle. Abbiamo bisogno di un’Unione europea che promuova la sicurezza sociale e un’economia sostenibile piuttosto che essere un motore per le privatizzazioni, i tagli al welfare e il lobbismo. L’UE nell’ultima crisi ha sostenuto le banche con miliardi di euro, ma se un piccolo comune vuole sovvenzionare i prezzi dei biglietti del trasporto locale, viene sanzionato perché è considerato un aiuto di stato. Molti politici tuttavia non hanno capito niente. L’onorevole Kramp-Karrenbauer, ad esempio, recentemente ha affermato che ciò di cui la coesione europea oggi ha bisogno è una bella portaerei franco-tedesca per le future guerre comuni. Tanta perdita di contatto con la realtà può farti restare senza parole…

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