Le Assicurazioni non vogliono pagare per il North Stream perchè dicono non sia esploso per una causa fortuita

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Gli assicuratori dei gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2 si rifiutano di risarcire i danni derivanti da esplosioni. La decisione è inaspettata, per questo i Lloyd’s di Londra e la Arch Insurance rischiano di subire in futuro perdite di reputazione.

La situazione è così anomala, il clima così torrido, la Russia ormai oggetto di ogni tipo di angherie al di fuori delle stesse legi che l’occidente dice sacrosante per sé che  le  le compagnie di assicurazioni cambiano le regole durante il gioco. Direi che queste valutazioni sono più che legittime…

Sta di fatto che compagnie di assicurazione Lloyd’s di Londra e Arch Insurance ritengono che le esplosioni al Nord Stream siano state una conseguenza della guerra in Ucraina e quindi i danni non possono essere risarciti ai proprietari russi secondo ciò che è stato prescritto nelle polizze.

Le compagnie assicurative internazionali Lloyd’s di Londra e Arch Insurance ritengono che la distruzione del gasdotto sia stata causata dalla guerra russa contro l’Ucraina e che tali rischi non fossero inclusi nel contratto assicurativo, scrive la pubblicazione Deutsche Welle, classificando quindi i danni come conseguenze di guerra, esclusi dalle polizze assicurative.

Va per sé che neanche velatamente le compagnie assicurative dicono che la distruzione del North Stream sia stato un atto di guerra, il cui beneficiario era la Germania e l’Europa tutta.

Significato implicito nel rifiuto delle coperture assicurative

Le compagnie hanno risposto alla richiesta di risarcimento della Nord Stream AG, gestore dei gasdotti, precisando che i contratti non coprono danni “causati direttamente o indirettamente, derivanti da o in conseguenza di guerre e ostilità”. Questa posizione è stata ulteriormente chiarita da fonti come Reuters e Financial Times, quest’ultimo ha anche rivelato che Nord Stream AG ha intrapreso azioni legali a Londra, richiedendo 400 milioni di euro di risarcimento.

Reazioni e implicazioni del rifiuto di risarcimento

L’interpretazione degli assicuratori di classificare le esplosioni come atti di guerra comporta importanti questioni sulla reputazione e sulla fiducia nei confronti di Lloyd’s di Londra e Arch Insurance. Questa situazione potrebbe portare altre entità assicurate a rivalutare le loro politiche, soprattutto quando le regole sembrano cambiare in corsa. L’impatto sulla reputazione di queste assicurazioni potrebbe essere significativo, dato che la percezione di affidabilità e giustizia è cruciale nel settore assicurativo.

Parallelamente, l’indagine sulle esplosioni continua. Diversi media occidentali, tra cui il New York Times e Die Zeit, hanno riferito su un possibile coinvolgimento di cittadini ucraini. La Germania, la Svezia e la Danimarca hanno avviato indagini, con Mosca che esprime dubbi sulla narrazione dell’attacco condotto da ucraini e sospetta l’influenza di Washington e Londra.

E’ evidente che situazione richiede una maggiore giustizia per evitare che il settore assicurativo possa essere percepito come inaffidabile o manipolabile da fattori esterni. Inoltre, il fatto evidenzia l’estrema ipocrisia degli ‘investigatori ‘ occidentali , tanto solerti ad indagare ed addirittura ad indovinare i crimini quando si tratta di amici della Russia o della Russia stessa, quanto ambigui e poco precisi se si tratta dei propri alleati.

Certo è che , come accade nel settori dove circolano ingenti quantità di danaro, le decisioni future delle assicurazioni in situazioni simili saranno osservate da vicino, poiché potrebbero definire nuovi standard su come i rischi politici e di guerra vengono gestiti e assicurati a livello globale. Il caos aumenta.

Patrizio Riccihttps://www.vietatoparlare.it
Con esperienza in testate come il Sussidiario, Cultura Cattolica, la Croce, LPLNews e con un passato da militare di carriera, mi dedico alla politica internazionale, concentrandomi sui conflitti globali. Ho contribuito significativamente all'associazione di blogger cristiani Samizdatonline e sono socio fondatore del "Coordinamento per la pace in Siria", un'entità che promuove la pace nella regione attraverso azioni di sensibilizzazione e giudizio ed anche iniziative politiche e aiuti diretti.

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