La scelta è Planned Parenthood e Open Society oppure sovranismo e idendità, non c’è poi molta scelta…

Che all’origine della ”politica di genere’ vi sia una rete di organizzazioni ”senza scopo di lucro” che operano sotto la protezione zelante del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione non è, in generale, più un segreto.

Di queste organizzazioni, la più grande operante operante negli Stati Uniti si chiama ”Planned Parenthood” (che in realtà è un insieme di più organizzazioni racchiuse sotto questa sigla). Planned Parenthood è ufficialmente registrata come una ONG che fornisce servizi di ”salute riproduttiva” non solo negli Stati Uniti ma anche in tutto il mondo. La società è considerata come una Ong, infatti è esente da imposte con 159 affiliate mediche e non mediche che gestiscono più di seicento cliniche solo negli Stati Uniti.

Planned Parenthood è membro dell’Associazione della International Planned Parenthood Federation (IPPF) e collabora con altre organizzazioni in 12 paesi che forniscono direttamente vari servizi nel campo della ”salute riproduttiva” e dell’educazione sessuale, partecipano alla ricerca nelle tecnologie riproduttive,  difendono attivamente la protezione e  si battono negli Stati Uniti in favore della legislazione abortista, dell’educazione sessuale, dell’accesso a certi servizi medici anche contrastando la libertà all’obiezione di coscienza.

Queste società e ONG svolgono forti pressioni presso le Nazioni Unite, principalmente attraverso il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), che, a sua volta, esercita pressioni sui governi nazionali, anche attraverso la società civile, nonché funzionari a vari livelli. In cambio, ricevono finanziamenti per i loro programmi e parte del profitto. Un’altra parte del profitto va allo sviluppo e alla promozione della teoria del genere. Questa teoria è stata raccolta dai cosiddetti governi “progressisti” di molti paesi e si riflette in varie convenzioni delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa.

Quest’anno è stato fissato di portare avanti il confronto tra i sostenitori della “modernità” e della “tradizione”. Il 13 marzo 2019, 63 organizzazioni a difesa dei diritti di genere si sono riunite al Palazzo di Vetro dell’Onu per il vertice sponsorizzato dalle Nazioni Unite ” I fondamentalismi religiosi e di mercato minacciano la parità di genere al vertice delle Nazioni Unite “. Un resoconto di quell’incontro è stato pubblicato su Open Democracy, un sito Web con sede nel Regno Unito per la politica internazionale sponsorizzato dalla Ford Foundation, dalla Atlantic Philanthropies Foundation, dalla Rockefeller Brothers Foundation e da altre organizzazioni .

Dopo aver presentato i problemi (condivisibili) circa la discriminazione delle donne nel mondo del lavoro  e – in alcuni paesi – nella sanità pubblica, il documento critica decisamente i commenti delle delegazioni nazionali che contrastano le raccomandazioni progressiste e soprattutto il non aver adottato la parola ”genere”:

Gli Stati Uniti, il Bahrein e la Malesia hanno ribadito che la famiglia – non lo stato – è l’unica fonte di protezione sociale per molte donne

Gli Stati Uniti, il Bahrein e la Malesia hanno ribadito durante le discussioni  di questa settimana che la famiglia – non lo stato – è la principale fonte di protezione sociale per molte donne. Questo è ciò che definirei un approccio di “ricaduta familiare” che, combinato con tagli ai servizi pubblici, richiede alle donne di espandere i loro ruoli materni per colmare il ritardo.

Un insieme di circa 25 paesi si allinea dietro questa posizione, inclusi paesi con potenti comunità religiose ed ex stati socialisti come la Russia e i paesi dell’Europa orientale. Le posizioni degli Stati Uniti sembrano ora allinearsi con questo gruppo, che è anche supportato da una serie di grandi e rumorose organizzazioni ultra-conservatrici della società civile tra cui C-Fam, CitizenGo e International Organization for the Family.

Questi paesi e ONG – che in genere si oppongono ai diritti sessuali, all’educazione sessuale anche per gli adolescenti e ai diritti riproduttivi – hanno sfidato la parola “genere” nel documento finale, preferendo il binario “donne e uomini”.

E così conclude:

I “fondamentalisti” cristiani degli Stati Uniti, alcuni legati a Donald Trump e Steve Bannon, hanno versato almeno 50 milioni di dollari di “denaro oscuro” in Europa negli ultimi dieci anni , aumentando l’estrema destra .

Questa è solo la punta dell’iceberg: abbiamo molti altri indizi da inseguire.

Ciò vuol dire che chi oggi è sovranista o conservatore, immediatamente è etichettato come fondamentalista religioso, retrograda e chi più ne ha più ne metta.

E’ stupefacente che a fronte degli attacchi continui ai sovranismi e al desiderio di voler difendere la propria identità, si contrappongano solo argomentazioni proprie del mondo e dell’ideologia progressista , ovvero di quella ideologia che proviene da luoghi specifici.

@vietatoparlare

 

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