La ricostruzione del mercato di Aleppo, il vecchio souk, patrimonio dell’umanità

“Sono il mercato di Aleppo. Ho resistito alla morte. La luce nasce dalle profondità delle tenebre.”

Testo di Leyla Antaki – (Traduzione dal francese di Gb.P. per OraproSiria)

Sono il Souk di Aleppo. Sono . Racconto la storia di un Paese.
Sono il mercato di Aleppo, sono il vecchio mercato. Racconto la storia di un Paese, di una città, dei suoi abitanti, la storia di un tempo e un’era. Le mie mura custodiscono i sussurri dei commercianti e si odono nei miei vicoli gli andirivieni delle famiglie e dei visitatori. Sono di Aleppo e ad Aleppo sono rimasto. All’interno delle mie mura, la gente viveva, lavorava sodo e le serate si prolungavano. I miei hammam avevano un buon odore, si provava felicità e piacere. Le mie moschee e le mie chiese lodavano il loro Creatore. Intorno all’albero di cedro nei cortili delle mie case si ritrovavano quelli che si amavano.
Un giorno, qui è piombato lo spettro della guerra. La sua faccia nera, la sua violenza e ferocia.
I miei sono fuggiti, lasciando le loro bancarelle, lasciando i loro cuori e tesori. Le mie strade si sono svuotate, le mie case si sono chiuse. Io il Souk, sono rimasto solo e spaventato. Ho visto la morte in faccia. Hanno distrutto le mie pietre, hanno rubato i miei caravanserragli. Un silenzio mortale ha invaso questo luogo. Non permetterò loro di annientarmi. Non diventerò un pezzo da museo. Non voglio che voi parliate di me al passato. La vita resta più forte. Un giorno, l’odore di sapone e spezie profumerà i miei muri. Non pensate che l’odio possa prevalere. La luce scaturirà dalle profondità dell’oscurità. La vita rinasce, la vita riprende i suoi diritti. Ad ogni alba, scriveremo una nuova pagina della mia storia anche su pezzi di tessuto salvati da sotto le macerie.
Voglio vivere. Voglio amare. Voglio cantare. Voglio che voi torniate da me.


I Souk di Aleppo (continua)

Dove sono?
Oggi non è un giorno come gli altri
Oggi ho sentito qualcosa di strano
Appena ho sentito delle voci tra le mie pareti, ho pensato:
Sono tornati, i miei genitori, i miei amici, quelli che amo
Poi, ho sentito delle mani accarezzare le mie pareti, come una madre accarezza il suo bambino
Ho sentito tornare la vita e tutto rifioriva ai miei occhi
Ho visto la piscina di “Khan al Goumrok” e la sua piccola fontana che schizzava …
Ho visto “Souk al Zerb” pieno di voci della gente di campagna che veniva a far compere
Ho visto un gruppo di donne uscire da “Hamam Al Nahassin” accompagnando una giovane ragazza che si sposerà domani
Ho visto “Souk al Atterine”, “Souk al Abi”, “Souk Al Nisswan” e “Souk al Dahab”
Da lontano, ho ascoltato la musica della troupe di “Darawichs” che veniva da “Bimarestan Al Arghouni”
Ho sentito l’odore del sapone, di olio, pistacchi e carne
Ho annusato l’odore di “Ejjé” e ho assaggiato la “Halawe Tahiniyé”
Ho visto questo mondo vivere …
I turisti parlano inglese, tedesco, francese, giapponese… e i commercianti, con umorismo, che rispondono: oui, yes, bienvenido e altre parole ancora …
Le regine, i presidenti e i grandi di questo mondo erano abbagliati dalla mia architettura, dalle mie porte e dalla decorazione delle mie pareti
Dei rumori, la vita … I vecchi tempi sono tornati a cantare e ballare
Mio Dio, che spettacolo: la vista del commerciante che si aggrappa a una piccola fune per rientrare nel suo bazar pieno di merce
E la voce di questo cieco, in piedi all’angolo della strada, che grida: “Abou Fass per mal di testa e mal di denti”
E le macchine fotografiche che fotografano ogni angolo della mia strada
E quando il Muezzin ha chiamato alla preghiera, ho rivisto i commercianti chiudere i loro negozi con un velo leggero
Hanno ragione: tra le mie mura, la sicurezza e l’amore sono i maestri.
Ma tutto ciò era ai bei vecchi tempi prima che accadesse ciò che è accaduto
La voce che ho sentito è la tua voce, tu, l’eletta del mio cuore, tu figlia di Aleppo che hai osato venire, hai rischiato, hai camminato, sei caduta, sei salita nelle soffitte dei negozi, hai cercato tra le macerie e tirato fuori i tesori sepolti, ti sei sporcata, i tuoi vestiti hanno preso l’odore del tempo …
La tua voce, figlia mia, il tuo tocco magico, il tuo sguardo di tenerezza, i tuoi delicati passi mi hanno risvegliato il cuore, aperto gli occhi e liberato la mia voce
E quando hai raccolto i pezzi di tessuto, l’hai trasformato in un’opera d’arte, un capolavoro

Oh oh
Dov’è la gente? dove sono gli altri? perché non tornano? Cosa stanno aspettando?
Tu lo sai, sono 6 anni che aspetto; la cosa più dura della vita è attendere
E mi dicevo:
Domani torneranno sicuramente
Domani, la mia vita tornerà
Domani la mia anima vivrà di nuovo
Figlia mia, tu che hai l’età delle mie pietre, con te, vorrei chiamarli
Metterei i miei migliori vestiti fatti con i resti di tessuti sepolti sotto le macerie, voglio urlare, voglio dire loro:
Tornate! Tornate indietro! Ritornate!
Ridatemi la mia anima

Leyla Antaki

Aleppo: alcune donne si mobilitano attorno a un laboratorio di cucito, Heartmade, per far rivivere l’anima del souk

 

L’immagine può contenere: strisce”Ogni pezzo di tessuto che trovo nel souk mi parla, ognuno di loro ha un proprietario che lo amava e io volevo attraverso questo lavoro rendere omaggio sia al souk che a quelli che vivevano lì”: Leyla Antaki, fondatrice del progetto Heartmade.

Ad Aleppo è giunta l’ora della ricostruzione, quella della città ma soprattutto quella dei suoi abitanti traumatizzati da 8 anni di guerra e distruzioni che hanno generato migliaia di vittime e sfollati. Consentire alle donne di riprendersi, di vivere degnamente dal proprio lavoro e di occupare un ruolo centrale nella città, è un elemento fondamentale per il futuro della società siriana.
Heartmade è un gruppo di undici donne guidate dalla fondatrice Leyla Antaki, membro dei Maristi Blu , partner dei Baroudeurs de l’Espoir e da Jessica Samman, stilista e designer. Lavorano in un laboratorio ad Aleppo e trasformano abiti o tessuti riciclati in pezzi unici.
I loro obiettivi sono nobili:
– Sviluppare la creatività delle donne che hanno subito il massimo della guerra e far emergere la loro visione della bellezza
– Offrire opportunità di lavoro
– Aumentare la consapevolezza del rispetto per l’ambiente combattendo contro i rifiuti tessili
– Produrre pezzi unici fatti a mano
– Risuscitare l’anima dei souk di Aleppo, distrutti da anni di combattimenti.

Questo progetto è iniziato a settembre 2017. Riunisce donne che realizzano abiti con scorte di tessuto riciclato ma anche pezzi trovati nelle rovine del souk, anima della città, ora completamente distrutto. Attualmente, 11 donne lavorano 5 giorni alla settimana, in un ambiente accogliente e per un salario dignitoso. Abiti, borse, pantaloni … tutto è reinventato, in linea con la moda locale e internazionale, e impreziosito da ricami interamente fatti a mano. La produzione viene venduta a prezzi moderati in modo che la popolazione locale possa accedervi. Questo progetto dunque consente sia di sviluppare le capacità delle donne che lottano per trovare lavoro, sia di creare pezzi unici, interamente fatti a mano ed eco-responsabili. Ogni pezzo è creato con il cuore, la creatività e la volontà di dare libero sfogo all’espressione della bellezza.

Vengono anche realizzati anche pezzi più singolari e simbolici, come un patchwork di tessuti del souk che fa vedere una poesia scritta dalla fondatrice del progetto Leyla Antaki.

“Volevamo impegnarci nel rafforzare il legame sociale e valorizzare il lavoro delle donne che sono stati i pilastri durante questa guerra, dimostrando un coraggio esemplare per sostenere le loro famiglie.” Diane Antakli, Presidente della ONG Baroudeurs de l’Espoir.

Leyla Antaki, fondatrice di Heartmade, circondata da Diane Antakli e Maria de la Bastida, fondatrici dei Baroudeurs de ‘Espoir

Questo laboratorio, istituito dai Maristi, è supportato oggi dai Baroudeurs de l’Espoir. Per quasi 5 anni la ONG ha assistito i Maristi nei programmi di emergenza medica, nella rieducazione dei bambini e nella distribuzione di cesti alimentari e sanitari. Solo nel 2018, grazie a questa collaborazione, 170 bambini sono tornati a scuola ad Aleppo, è stata messa in circolazione una biblioteca mobile e 675 sfollati hanno ricevuto e ancora ricevono due volte a settimana, cesti alimentari e per la salute.

Sostieni il progetto

A causa della guerra, molte fabbriche di abbigliamento sono state distrutte. Oggi, il progetto Heartmade ha bisogno di fondi per il proseguimento delle sue attività e la sostenibilità del laboratorio. Senza il sostegno finanziario, sarà impossibile pagare le sarte e continuare la produzione. È stato lanciato un appello a donazioni e sono state sollecitate alcune fondazioni, affinchè le ultime 4 frasi del testo di Leyla che fa parlare il souk di Aleppo possano ricevere una risposta: Io voglio vivere. Voglio amare. Voglio cantare. Voglio che torniate da me.
Informazioni sul Souk di Aleppo.
Il souk di Aleppo, o souk al-Madina, è un souk coperto situato nella Città Vecchia di Aleppo, classificato patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1986. È il più grande mercato coperto del mondo, con una lunghezza totale di circa 13 chilometri. La maggior parte del souk risale al 14° secolo. Durante la guerra civile siriana e la battaglia di Aleppo, gran parte del souk viene distrutto. Ora è vuoto e abbandonato. Quasi settecento botteghe non sono altro che ceneri, specialmente nel souk delle donne, nel souk dell’oro e delle spezie.

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