La Chiesa tra presente e passato

“La Chiesa non solo sopravvisse a una serie di problemi apocalittici, ma prosperò. Nessuna istituzione umana avrebbe potuto sopportare le persecuzioni, le eresie e gli scandali che la Chiesa cattolica ha sopportato, non solo nel XVI secolo, ma per più di 2.000 anni. Dio non ha abbandonato la sua Chiesa nel passato, per quanto terribili siano le circostanze, e non lo farà ora”.

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Di seguito un articolo di Lawrence Grayson, nella traduzione del Blog di Sabino Paciolla.

I leader delle Conferenze episcopali mondiali e delle Chiese cattoliche orientali si incontreranno dal 21 al 24 febbraio in Vaticano per affrontare “il problema mondiale degli abusi sessuali sui minori“.

Papa Francesco ha dichiarato che questo è “uno dei crimini più vili e più odiosi che si possa immaginare”. L’incontro è un passo positivo, ma, per quanto grave sia la pedofilia, è solo una parte di un problema più ampio di attività omosessuale clericale e di sfruttamento sessuale di minori e adulti. Casi di abusi clericali sono stati segnalati in tutta Europa, Stati Uniti, Sud America, Sud America, India, Filippine, Australia e altri luoghi.

Questo, purtroppo, è solo uno dei tanti problemi globali che la Chiesa deve affrontare. Un secondo problema è l’ampia mancanza di adesione dottrinale e di diserzione dei cattolici dalla fede. Il Centro Benedetto XVI per la Religione e la Società ha rilevato che in 12 dei 22 paesi europei presi in esame, più della metà dei giovani adulti, di età compresa tra i 16 e i 29 anni, non si identificano con nessuna religione.

Tra coloro che si dichiarano cattolici, la proporzione che va a Messa regolarmente è pietosamente piccola. In Francia, solo il 23% dei giovani adulti si identificano come cattolici, e di questi solo il 10% partecipa alla Messa almeno settimanalmente. I numeri non sono più incoraggianti in Spagna, Portogallo e Irlanda, tutti paesi tradizionalmente cattolici.

La situazione è simile negli Stati Uniti. Secondo il Pew Research Institute, mentre il 21% della popolazione statunitense dichiara di essere cattolica, un altro 15% è stato cresciuto in ambiente cattolico ma non si considera più tale. Per quanto triste, il problema è più profondo.  Solo il 23% dei cattolici americani assiste alla messa settimanale, afferma il Center for Applied Research in the Apostolate (CARA) della Georgetown University.

Inoltre, molti cattolici che si dichiarano tali vogliono che la Chiesa cambi le sue dottrine. Lo studio Pew ha trovato che sei cattolici su 10 sostengono che la Chiesa dovrebbe permettere ai sacerdoti di sposarsi, ordinare le donne come sacerdoti e permettere ai cattolici divorziati e risposati di ricevere la Comunione; quasi la metà dice che la Chiesa dovrebbe riconoscere i matrimoni di coppie gay e lesbiche. La Chiesa oggi esiste in una cultura in cui l’appartenenza religiosa e la presenza in chiesa sono irrilevanti e dove molte persone vogliono che la dottrina religiosa tenga conto delle tendenze della società.

Una terza questione globale è la persecuzione dei cristiani a causa della loro fede. L’ultimo “World Watch List” di Open Doors riporta che in tutto il mondo 215 milioni di cristiani si trovano attualmente ad affrontare livelli significativi di oppressione.

In 35 dei 50 paesi della lista, “l’estremismo islamico rimane il motore globale e dominante della persecuzione” e del conflitto religioso. In India, la violenza e l’ingiustizia stanno crescendo a causa del nazionalismo radicale indù. In Cina, i governanti vogliono che la religione sia autenticamente cinese e libera dal controllo straniero. In Corea del Nord, i cristiani sono soggetti a brutalità atroci, tra cui il lavoro forzato, la fame e l’aborto obbligatorio. Uno studio di Aid to the Church in Need conclude che “la persecuzione dei cristiani è oggi peggiore che in qualsiasi momento della storia”.

Può essere questa un’apocalisse moderna per la Chiesa cattolica? I problemi spirituali e temporali mondiali che essa si trova ad affrontare saranno fatali? No, la Chiesa ha vissuto gravi crisi in passato ed è sopravvissuta – e lo farà di nuovo.

Nel XVI secolo, la Chiesa ha affrontato problemi paragonabili, se non maggiori. I laici capivano a malapena la fede. I sacerdoti erano generalmente poco istruiti, lassisti nei loro doveri, e molti conducevano una vita immorale. I cardinali e i vescovi erano nominati per clientelismo, detenevano un significativo potere temporale e agivano come gli altri con autorità mondana.  Non c’era una liturgia comune, con elementi della Messa che variavano con le abitudini locali.

Inoltre, c’è stato lo sviluppo e la crescita del protestantesimo. Nel 1517, Martin Lutero sfidò pubblicamente la pratica della vendita delle indulgenze.  Quello che iniziò come sforzo di riforma della Chiesa divenne uno scisma. Quando il Papa non concesse al re Enrico VIII un annullamento (del suo matrimonio, ndr), il Parlamento nel 1534 riconobbe il re come capo della Chiesa di Stato in Inghilterra. Negli anni attorno al 1560, la Germania settentrionale e la Scandinavia erano luterane, l’Inghilterra stava stabilendo una Chiesa di stato, la Francia era in tumulto, e c’erano incursioni protestanti in Polonia.

Esternamente, un impero islamico ottomano militarmente aggressivo e in espansione minacciava l’esistenza dell’Europa cristiana. Nel 1541, la Siria, l’Arabia, la Palestina, l’Egitto, la maggior parte dell’Ungheria e l’intera costa del Nord Africa erano sotto il controllo ottomano. Mentre la minaccia cresceva, i principi cristiani combattevano tra di loro. La caduta dell’Europa sembrava inevitabile.

Ma non doveva essere così.

Una serie di papi lavorarono per riformare la Chiesa, arginare l’avanzata del protestantesimo e proteggere l’Europa. Nel 1540, Papa Paolo III fondò la Compagnia di Gesù con 10 membri. Quarant’anni dopo, 5.000 gesuiti altamente istruiti, che si concentrano sulla ricostruzione della vita della Chiesa e sull’insegnamento della fede, si occuparono dell’ignoranza e del materialismo dei sacerdoti e dei laici in tutto il mondo.

Il Concilio di Trento, conclusosi nel 1563, fece numerose dichiarazioni per chiarire la dottrina cattolica e riformare la disciplina interna della Chiesa.

Quando Papa Pio V fu eletto nel 1566, si occupò del completamento de Catechismo cattolico, predispose un nuovo Breviario Romano, regolarizzò il Rito Romano della Messa, rese obbligatoria la preghiera dell’Ufficio Divino, nominò cardinali e vescovi per merito piuttosto che per clientelismo, insisté che i sacerdoti indossassero abiti clericali, riformò le case religiose e fece insegnare le opere di San Tommaso d’Aquino nei seminari.

Di fronte alla sfida protestante, Pio V scomunicò la regina Elisabetta d’Inghilterra, rimosse otto vescovi francesi per eresia e entrò in contrasto con l’imperatore di Germania e il re di Polonia. Di conseguenza, la Polonia, la Baviera, l’Austria e la Francia furono in gran parte assicurate al cattolicesimo, anche se l’Inghilterra e parte della Germania rimasero protestanti.

Per far fronte alla minaccia ottomana, Pio V organizzò una coalizione di principati cattolici come la Lega Santa e mise in azione una flotta cristiana per contrastare una potente armata ottomana che cercava di controllare il Mediterraneo. Le due marine si scontrarono in un’epica battaglia a Lepanto nel 1571. Gli ottomani furono sconfitti in maniera schiacciant, fermando così i loro tentativi di espansione per oltre un secolo.

La Chiesa non solo sopravvisse a una serie di problemi apocalittici, ma prosperò. Nessuna istituzione umana avrebbe potuto sopportare le persecuzioni, le eresie e gli scandali che la Chiesa cattolica ha sopportato, non solo nel XVI secolo, ma per più di 2.000 anni. Dio non ha abbandonato la sua Chiesa nel passato, per quanto terribili siano le circostanze, e non lo farà ora.

 

Fonte: National Catholic Register

 

Lawrence Grayson è uno visiting scholar alla scuola di filosofia della Catholic University of America.

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