Il governo italiano ed media italiani sono corresponsabili della distruzione della Siria

La Siria era tre anni fa uno dei paesi più democratici e liberali nell’area del medio oriente.  L’insurrezione è stata innescata dall’esterno armando le componenti salafite presenti nel paese che più volte nel passato hanno cercato di prendere il potere.

Il succedersi degli avvenimenti siriani sono  la fotocopia dell’agenda usata in Libia. La campagna contro Gheddafi è stata preceduta da alcuni episodi violenti compiuti da agitatori subito repressi dal governo libico. Ma la repressione è stata ingigantita per giustificare un intervento esterno.

Si tratta di una repressione che impallidisce se paragonata agli avvenimenti di oggi , a ciò che la popolazione subisce dai terroristi in Siria ed i Iraq. Sta di fatto che per giustificare l’intervento la Nato ha letteralmente ‘spianato’ la Libia (ha continuato i bombardamenti per mesi, anche quando Gheddafi era pronto a scendere a condizioni): l’indomani della ‘liberazione’ il paese è stato consegnato al caos ed a 1700 milizie armate. Il resto è davanti ai nostri occhi, storia di tutti i giorni.. Cosa fa questi due conflitti simili? L’elemento che li unisce è che  in emtrambi i casi la situazione politica non centra nulla.

‘Amici’ che creano catastrofi

In azione gli stessi ‘amici’ che creano catastrofi; ora ‘amici della Libia’ (coalizione dei volenterosi) ora ‘amici della Siria’: cambia il luogo ma il risultato è sempre lo stesso..  La morale è che se si vuole si può innescare un colpo di stato ovunque senza dichiarare guerra direttamente.

La lotta per la democrazia e le accuse di repressioni non centrano nulla:  prova ne è che per esempio in Ucraina , un governo democraticamente eletto è stato sostituito da una giunta decisa dalla piazza con il ‘placet’ occidentale. Immaginate se nel nostro paese si potrebbe accettare una cosa del genere… La verità è che basta essere alleati e fare gli interessi dei paesi che ‘contano’, in questo caso si chiudono entrambi gli occhi.

Manipolazione della realtà per propri comodi

La guerra in Siria è cominciata con accuse deboli verso Assad,  (premiato dall’Italia per la laicità dello stato siriano e per il rispetto di tutte le componenti sociali e religiose nel paese) capo di stato di un paese con cui avevamo ottime relazioni e intensi scambi commerciali.

All’inizio del conflitto abbiamo visto un’opera di contenimento di un esercito non attrezzato per la guerriglia urbana. Per contro l’altra parte si è macchiata di premeditate atrocità e si è contraddistinta per le ruberie e per colpire anche le infrastrutture necessarie per la vita del paese. Sono all’ordine del giorno attentati, decapitazioni, crocefissioni, assassini premeditati di intere famiglie per accuse settarie dovute ad odio ed ideologia.
FireShot Screen Capture #456 - 'Ecco le prove_ Obama verso l'attacco_ Kerry_ _Assad è criminale e assassino_ - Repubblica_it' - www_repubblica_it_esteri_2013_08_30_news_siria_30_agosto-65538140

Le domande che sorgono più spontanee, adeguatamente nascoste e mai proferite dai media mainstream

La domanda mai sentita dai nostri media è: perché nessuno in occidente solleva obiezioni sulla prosecuzione dell’appoggio a coloro che stanno compiendo una carneficina? Come mai si continua a chiamare ‘ribelli’ coloro i cui  atti descrivono come terroristi? Di cosa si accusa il governo siriano? Sanno i nostri governi contro chi combatte l’esercito di leva che essi chiamano ‘l’esercito del regime’?

Gruppi di bambini Yezidi in fuga sulle montagne da morte certa, inseguiti dalle bande di ISIS appoggiate dalla comunità internazionale.
Gruppi di bambini Yezidi in fuga sulle montagne da morte certa, inseguiti dalle bande di ISIS appoggiate dalla comunità internazionale.

Lo sanno: in Siria si combatte per la sopravvivenza! Per la sopravvivenza delle proprie famiglie e per la libertà! Perciò non hanno scusanti ed hanno la responsabilità morale e materiale del corso degli eventi.

Alcuni fatti di vita quotidiana che quotidianamente apprendo.

Oggi a Damasco un bambino è stato ucciso da uno dei colpi di mortaio sparati a casaccio dei ribelli. La colpa di chi muore è solo di abitare in quartieri in mano al governo legittimo siriano.
Il bambino abitava nello stesso palazzo dove abita un mio caro amico siriano:

mortai

Ad Aleppo la gente rischia di morire di fame e di sete per la situazione causata dalla guerriglia che usa come scudo la popolazione civile. I terroristi (dai nostri media vengono chiamati ‘ribelli’) non hanno alcuna considerazione della popolazione civile. Tant’è che hanno tolto l’acqua potabile ad Aleppo, una città di 2.000.000 di abitanti.

Isis, Fronte Islamico, Esercito Libero Siriano e varie sigle hanno un comune una cosa i metodi che usano ed il trattamento verso chi non sposa la loro ‘causa’. E chi non sposa la loro causa sono la stragrande maggioranza dei Siriani.

Non esiste differenza tra ribelli moderati e i radicali islamisti

I media vogliono farci credere che esistono ribelli moderati e ribelli estremisti. E’ falso: non c’è alcuna distinzione tra un massacro compiuto da una formazione rispetto ad un’altra!

Ciò che è stato compiuto in Siria è sotto gli occhi di tutti e non è più possibile non vedere.

Iraq: estensione della catastrofe siriana

Ciò che sta accadendo oggi in Iraq è ciò che ha subito da tre anni la Siria. La  differenza è che il premier iracheno Maliki non ha saputo resistere a ISIS in quando ha la società frammentata. L’esercito siriano come quello curdo resiste perchè è motivato (nonostante tre anni di sanzioni e che i terroristi accorrono da tutto il mondo per fare il ‘califfato islamico’ , per servire comunque le monarchie del Golfo e realizzare così i progetti di disintegrazione americana e dei suoi alleati).

Ecco alcune immagni segnalatemi oggi. Descrivono il trattamento che questi ‘ribelli’ riservano ai cristiani e chi non sposa la loro causa. Le foto mostrano alcune delle esecuzioni dei 500 prigionieri cristiani e della minoranza religiosa degli Yazidi uccisi da ‘squadroni della morte’ di ISIS negli ultimi giorni.

Circa 40 bambini sono tra i morti, dopo essere stati cacciati dalle loro case a causa della brutale offensiva islamica nel nord dell’Iraq“. Vox News

Questo video invece testimonia l’uccisione di soldati iracheni fatti prigionieri dalle bande di ISIS. La notizia è stata ripresa sia da TIME che dal Washington Post.

LE IMMAGINI SONO FORTEMENTE SCONSIGLIATE A UN PUBBLICO NON ADULTO: