Il card Sarah ha scritto un nuovo libro sul sacerdozio prendendo spunto dagli appunti di Benedetto XVI

C’ è un vasto clamore mediatico sul nuovo libro che sarebbe scritto a quattro mani dal papa emerito Benedetto XVI e dal card Sarah. Ovviamente si tratta di comunione di giudizio e di intenti ma la modalità con cui il libro è stato scritto, in realtà, è la visione concessa da parte di Ratzinger di suoi appunti sul tema del celibato sacerdotale. Il mite papa Benedetto XVI ora fa i distinguo, ma la sostanza non cambia. Ratzinger non ha criticato e nemmeno smentito il contenuto del libro ma le modalità e la forma con cui è stato pubblicato, perché lo infastidisce il clamore. Se poi il suo ‘discostarsi’ sia un atto dovuto in un gioco delle parti ispirato dalla prudenza, non lo sapremo mai.
Ricapitolando: Ratzinger gli ha dato i suoi appunti sul sacerdozio. Il contenuto non è contestato. E’ contestata la sua autorizzazione. Secondo me non è grave , può essere solo uno stratagemma ad indirizzo della corte, vista la gravità della situazione. Cioè qualcosa di deciso in comune accordo e precedentemente.
Preservando così il contenuto ma non la modalità. A me interessa il contenuto. E che sia vero.

Non ci resta che leggerlo. Fosse anche stato scritto solo dal card Sarah.

@vietatoparlare

Questa la traduzione dell’articolo di Le Figaro:

Quasi sette anni dopo la sua rinuncia al trono di San Pietro, l’11 febbraio 2013, il Papa emerito Benedetto XVI, 92 anni, esce dal suo silenzio per chiedere a papa Francesco di non intraprendere il cammino dell’ ordinazione al sacerdozio di uomini sposati. Insieme al cardinale Robert Sarah, di origine guineana, hanno scritto un libro intitolato Des Profondeurs de nos Cœurs,( Dal profondo dei nostri cuori) pubblicato inizialmente in francese, il 15 gennaio da Fayard’s. Le Figaro è stato in grado di ottenerlo in esclusiva per tutto il mondo.

Questa iniziativa assume un carattere storico a motivo della gravità delle parole del Papa Emerito Benedetto XVI e del peso della sua autorità di teologo. Due volte, nel 2017 su questioni liturgiche, poi nella primavera del 2019 sull’analisi della crisi della pedofilia, Benedetto XVI aveva pubblicamente – ma molto discretamente – preso la penna. Ciò che denuncia oggi ha una portata completamente diversa: considera compromesso il futuro della Chiesa cattolica latina se si toccasse il celibato sacerdotale, uno dei suoi pilastri.

Il libro è quindi un testo molto strutturato che giustifica il celibato sacerdotale, ma anche un potente messaggio di sostegno per i sacerdoti, che i due autori vedono “confusi dall’incessante messa in discussione del loro celibato consacrato”. A loro sono dedicate anche le 175 pagine: “In omaggio ai sacerdoti di tutto il mondo”. Presentano due testi, sostanziali, accessibili e molto robusti, uno per la penna del Papa emerito, l’altro per il cardinale, che co-firmano introduzione e conclusione.

Nessuna aggressività ne’ polemica traspare in queste pagine contro l’attuale pontefice romano. Il papa emerito e il prelato africano si presentano come due “vescovi” in “obbedienza filiale a papa Francesco” che “cercano la verità” in uno “spirito di amore per l’unità della Chiesa”. Scrivono, quindi, prendendo le distanze dall’”ideologia” che “divide”. O anche da “litigi di persone, manovre politiche, giochi di potere, manipolazioni ideologiche e aspre critiche che fanno il gioco del diavolo, il divisore, il padre delle menzogna”.

Ma non nascondono nemmeno la loro impossibilità di “tacere”: “Silere non possum! Non riesco a tenere la bocca chiusa”, affermano con fermezza, citando Sant’Agostino. In particolare dopo “lo strano sinodo dei media”, dedicato lo scorso ottobre all’Amazzonia, che ha effettivamente votato, a maggioranza dei due terzi, la proposta di ordinare diaconi permanenti al sacerdozio, quindi uomini sposati, per compensare la mancanza di ministri della religione in Amazzonia. In questo, chiedono a tutta la Chiesa di non essere “impressionata” da “cattive richieste, messe in scena teatrali, menzogne malvagie, errori alla moda che vogliono svalutare il celibato sacerdotale”.

Papa Francesco pubblicherà nelle prossime settimane l’esortazione apostolica post-sinodale che dovrebbe formalizzare questa misura. A meno che non faccia un passo indietro, sarebbe una sorpresa. Se Francesco ha sempre sostenuto pubblicamente il celibato sacerdotale, è anche aperto a una soluzione locale eccezionale per rispondere alla crisi delle vocazioni. Un’idea alla quale il cardinale Sarah, nelle sue conclusioni, lo invita a rinunciare: “Esiste un legame ontologico-sacramentale tra sacerdozio e celibato. Qualsiasi indebolimento di questo legame costituirebbe una riconsiderazione del magistero del concilio e dei papi Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Chiedo umilmente a Papa Francesco di proteggerci definitivamente da tale eventualità ponendo il veto a qualsiasi indebolimento della legge del celibato sacerdotale, anche limitato all’una o all’altra regione”.

Questo stesso cardinale – che ha seguito tutto il lavoro del sinodo sull’Amazzonia, poiché ne era membro – avverte anche: “La possibilità di ordinare uomini sposati rappresenterebbe una catastrofe pastorale, una confusione ecclesiologica e un oscuramento nella comprensione del sacerdozio”. Aggiunge con Benedetto XVI, nelle loro conclusioni, che “l’ordinazione sacerdotale porta all’identificazione con Cristo. Certamente, la sostanziale efficacia del ministero rimane indipendente dalla santità del ministro, ma non si può ignorare la straordinaria fecondità prodotta dalla santità dei sacerdoti”.

I due prelati non sottovalutano in alcun modo la difficoltà di vivere questo celibato. Lo riconoscono più volte e arrivano fino a dare consigli concreti ai sacerdoti. Ma questo non è ai loro occhi un motivo per abbandonare questa disciplina. Certo, non è un dogma, come sostenuto dagli avversari del celibato, che dimostrano, date dei concili alla mano, che la Chiesa cattolica avrebbe impiegato quindici secoli per imporre questa misura ai sacerdoti. E, secondo loro, è tempo di consentire loro di nuovo di sposarsi, soprattutto nel contesto di una crisi legata agli abusi sessuali.

La risposta a questa grande obiezione è il cuore pulsante del libro. E Benedetto XVI offre un magistrale argomento teologico. Attinge alle radici ebraiche del cristianesimo in cui i sacerdoti erano già “separati”, respinge en passant le tesi di Lutero e dimostra che il sacerdozio e il celibato sono uniti dalla “nuova alleanza” di Dio con l’umanità, operata da Gesù, la cui totale oblazione è il modello stesso del sacerdote.

Questa “astinenza ontologica” non è, scrive, “un disprezzo per la corporeità e la sessualità”. Ma una scelta deliberata, insiste, spiegando che, anche “nella vecchia Chiesa”, quindi nel primo millennio, “gli uomini sposati potevano ricevere il sacramento dell’ordine solo se avessero promesso di rispettare l’astinenza sessuale con la moglie”, sul modello di San Giuseppe.

Il cardinale Sarah, da parte sua, difende il celibato sacerdotale con grande ardore, essendo particolarmente commosso dai “molti sacerdoti disorientati, disturbati e colpiti nel profondo della loro vita spirituale dalla violenta rimessa in discussione della dottrina della Chiesa”.

Ha quindi proposto una “riflessione pacifica e orante sulla realtà spirituale del sacramento dell’ordine”, basata su di una trentina di argomenti teologici, storici, pastorali e di esperienza. Punto di forza del libro, in cui tutta la sua autorità e la sua esperienza di “figlio d’Africa”, nato animista, esprimono la convinzione che solo la “radicalità evangelica” attira: “Nella Chiesa, le crisi sono sempre superate da un tornare alla radicalità del Vangelo e non mediante l’adozione di criteri mondani ”. A riprova, “la fioritura delle Chiese africane”. Come quindi dare “sacerdoti di seconda classe” ai “popoli dell’Amazzonia”? chiede. “Non priviamoli della pienezza del sacerdozio. Non priviamoli del vero significato dell’Eucaristia”, chiede.

Come queste prese di posizioni saranno accolte da Francesco? Accetterà di aprire un vero dibattito? Rifiutandolo a rischio di una crisi acuta? O soffocandolo con amabili complimenti? Francesco non ha mai risposto ai cardinali che avevano espresso pubblicamente dubbi sulle conclusioni del sinodo sulla famiglia riguardo ai divorziati risposati … Può chiudere allo stesso modo la porta al papa emerito?

©Dogmatv.it

(Jean Marie Guénois, da Le Figaro, 12 gennaio 2020)

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