AL FORUM DI SINGAPORE IL SEGRETARIO ALLA DIFESA USA MINACCIA LA CINA

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AL FORUM DI SINGAPORE IL SEGRETARIO ALLA DIFESA USA MINACCIA LA CINA

Di Peter Symonds   fonte: controinformazione.org

In un discorso minaccioso e provocatorio pronunciato a Singapore sabato, il segretario alla difesa statunitense Chuck Hagel ha accusato direttamente la Cina di “azioni unilaterali e destabilizzanti per imporre le sue rivendicazioni nel Mar Cinese Meridionale”, e ha ammonito che gli USA “non guarderanno dall’altra parte mentre vengono sfidati i principi fondamentali dell’ordine internazionale.”

Indirizzato al Dialogo Shangri-La, il forum annuale della difesa asiatica, il discorso di Hagel dichiara apertamente e inequivocabilmente che gli USA intendono mantenere il dominio indiscusso in Asia, e allo scopo useranno la potenza militare. Hagel ha confermato l’impegno di Washington al “ribilanciamento” verso l’Asia, una strategia aggressiva mirata a minare e circondare militarmente la Cina. Il ribilanciamento, ha dichiarato, “non è un obiettivo, una promessa o una visione, ma una realtà.”

Nel suo discorso, Hagel ha elencato i passi recentemente intrapresi dall’amministrazione Obama per rinforzare i legami militari attraverso la regione, che comprendono: nuovo partenariato strategico con Vietnam e Malesia, firma di un accordo per lo stazionamento di forze USA nelle Filippine, rinforzo degli armamenti avanzati statunitensi in Giappone, espansione dei sistemi anti-missili ballistici in Asia, e maggiore collaborazione militare con alleati chiave come Giappone, Corea del Sud e Australia.

La rapida espansione militare degli USA in Asia rende ridicole le affermazioni dell’amministrazione Obama, secondo cui il ribilanciamento serve solo a mantenere la pace e la stabilità, e non è mirato contro la Cina. Come confermato da Hagel, entro il 2020 gli USA avranno posizionato il 60% delle loro forze aeree e navali nella regione Asia-Pacifico. Il piano del Pentagono prevede anche di aumentare il supporto ai suoi alleati e partner strategici, incrementando i finanziamenti agli eserciti stranieri del 35% e all’addestramento militare del 40% entro il 2016.
Hagel ha lasciato da parte le usuali finezze diplomatiche, e attaccato apertamente la Cina per le sue azioni nel Mar Cinese Meridionale. Accusando Pechino di “intimidazione e coercizione”, ha dichiarato: “Ha accesso limitato alla barriera corallina di Scarborough, ha fatto pressione sulla presenza di lunga data delle Filippine sul Secondo Thomas Shoal (alcune isolette nell’arcipelago delle Spratley, ndt), ha intrapreso attività per reclamare territori in svariati luoghi, e ha installato una piattaforma di trivellazione in acque soggette a disputa con il Vietnam, vicino alle Isole Paracel.”
In realtà, gli USA hanno deliberatamente infiammato queste dispute territoriali di vecchia data per seminare discordia tra la Cina e i suoi vicini. Nel 2010, l’allora segretaria di stato Hillary Clinton dichiarò provocatoriamente al forum dell’Associazione delle Nazioni dell’Asia Sudorientale (ASEAN) che gli USA avevano “un interesse nazionale” nell’assicurare la “libertà di navigazione” nel Mar Cinese Meridionale. Durante gli ultimi 4 anni, Washington ha incoraggiato i paesi dell’ASEAN, in particolare le Filippine e il Vietnam, a far valere le loro rivendicazioni contro la Cina. Il risultato è che delle piccole dispute regionali sono state trasformate in pericolose micce di conflitto internazionale.
Hagel ha indirizzato a Pechino l’equivalente di un ultimatum, dichiarando che deve scegliere: o aderire e impegnarsi di nuovo a un ordine regionale stabile, o allontanarsi da quell’impegno e rischiare la pace e la sicurezza di cui milioni di persone nella regione Asia-Pacifico hanno beneficiato.” Durante il suo tour asiatico di aprile, il presidente Obama ha dichiarato esplicitamente il suo supporto per il Giappone e le Filippine in qualsiasi conflitto con la Cina riguardo ai territori contestati.
Il discorso di Hagel fa parte di una campagna tenutasi al Dialogo Shangri-La per prevaricare e provocare la Cina. Alle sue osservazioni hanno fatto eco non solo alti ufficiali americani come l’ammiraglio Samuel Locklear, comandante del Comando USA per il Pacifico, ma anche rappresentanti di alleati asiatici chiave, compresi il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il ministro della difesa australiano David Johnston.
In un discorso di venerdì scorso, Abe ha annunciato: “Il Giappone intende giocare un ruolo ancora più grande e attivo” in materia di sicurezza, in Asia e nel mondo. Ha dichiarato che il Giappone “supporta al massimo gli sforzi dei paesi membri dell’ASEAN per assicurare la sicurezza dei mari e dei cieli e per mantenere rigorosamente la libertà di navigazione e di volo.”
Come gli USA, il Giappone sta intervenendo nelle dispute del Mar Cinese Meridionale, fornendo navi da ricognizione a Filippine e Indonesia e portando avanti un accordo con il Vietnam per fare altrettanto. Con la Cina nel mirino, Abe ha dichiarato: “Ciò che il mondo si aspetta è che i nostri mari e i nostri cieli siano governati da regole, leggi e procedure riconosciute di risoluzione delle dispute.”
I commenti di Abe sono completamente ipocriti. Nel caso delle isole Senkaku/Diaoyu nel Mar Cinese Orientale, egli rifiuta di riconoscere perfino che esista una disputa con la Cina, in tal modo rendendo le “procedure di risoluzione delle dispute” non applicabili. Da quando è andato al potere nel dicembre del 2012, Abe ha usato la disputa territoriale per giustificare la ri-militarizzazione del Giappone, aumentando le spese militari e rimuovendo i limiti imposti dalla costituzione giapponese.
I discorsi di Hagel e Abe al forum Shangri-La erano calcolati per provocare gli ufficiali cinesi presenti. Il tenente generale Wang Guanzhong, vicedirettore dello stato maggiore e capo della delegazione cinese, ha risposto definendo il discorso di Hagel come “pieno di minacce e di linguaggio intimidatorio”, “completamente non-costruttivo” e “pieno di egemonia.”
Hagel e Abe sembravano “cantare in duetto”, ha dichiarato Wang. “In questo spazio pubblico dove molte persone criticano apertamente la Cina senza ragione, il discorso del segretario Hagel è pieno di incoraggiamento, di incitamento all’instabilità della regione asiatica, facendo aumentare l’agitazione”, ha affermato.
La combutta fra gli USA e i loro alleati contro la Cina al forum di Singapore costituisce una marcata escalation della spinta dell’amministrazione Obama verso la guerra in Asia. Anche se gli USA sono ingaggiati in un confronto con la Russia per l’Ucraina, il linguaggio bellicoso di Hagel indica che sono determinati a intensificare la pressione anche sulla Cina, e a continuare il rafforzamento militare in Asia.
Non è un caso che Hagel si sia focalizzato sul Mar Cinese Meridionale. Un componente critico dei piani del Pentagono per la guerra contro la Cina è il controllo delle rotte marittime chiave attraverso l’Asia sudorientale, di cui la Cina necessita per importare l’energia e le materie prime dall’Africa e dal Medio Oriente. Collaborando strettamente con il Giappone e l’Australia, gli USA si stanno posizionando per imporre un blocco alla Cina, mirato a indebolirne le industrie e l’economia.