Ecco i veri organizzatori della marcia degli "indignados" contro il viaggio del Papa in Spagna.

ECCO I VERI ORGANIZZATORI DELLA MARCIA DEGLI “INDIGNADOS” CONTRO IL  VIAGGIO DEL PAPA IN SPAGNA  (fonte di Inma Álvarez – labussolaquotidiana.it -)


Photo by Turismo Madrid
Gli “indignados” spagnoli non vogliono la GMG (Giornata Mondiale della Gioventù) a casa loro, perché risulta scandaloso uno spreco così grande di soldi pubblici per un festival giovanile che interessa soltanto i cristiani, in un paese sull’orlo del fallimento economico. Perciò è stata annunciata una grande marcia di protesta nel centro di Madrid alla vigilia dell’incontro del Papa con i giovani, la settimana prossima.  Ovviamente l’iniziativa avrà una grande eco mediatica nel mondo. Non c’é da stupirsi: ormai dove Benedetto XVI mette i piedi ci sono i soliti gruppi che ne approfittano per servire le polemiche: basta uno sguardo veloce nelle emeroteche. Non importa la causa o la scusa: un viaggio di questo Papa verrà preceduto, come nei grandi film, da una grande operazione di marketing, ma alla rovescia.

Questo spiega come abbia avuto una eco così grande un’iniziativa anti-papa in realtà esigua e marginale, che non avrebbe mai avuto l’attenzione dei media se non fosse appunto per la presenza del Papa.
Ma chi sono questi “indignados”? Questo movimento nasce sette giorni prima delle elezioni locali dello scorso 23 maggio in Spagna, elezioni che Zapatero sapeva di aver perso in partenza, anche se non si aspettava di essere travolto come in effetti è stato. Nella loro trincea di Sol, la mitica piazza nel centro di Madrid, questi “indignados”, sulla scia della primavera araba (secondo loro e secondo i media, pronti alle semplificazioni omologanti), reclamavano un rinnovamento della vita democratica, per una società più giusta e per un cambiamento profondo delle strutture che hanno portato alla crisi economica.

Come giustamente segnalavano alcuni esperti, i loro manifesti sembrano copiati dai proclami dei dittatori socialisti sudamericani Hugo Chavez e Evo Morales; alcuni “indignados” sono stati segnalati come noti “antisistema” conosciuti dalla polizia. Ma la prima cosa che stupisce di questi “indignados”, é la loro squisita cura nel mettere al riparo lo stesso Zapatero, che mai – dicasi mai – é stato bersaglio dei loro manifesti. No! Gli “indignados” non piantano le loro tende – sembrerebbe naturale – di fronte alla Moncloa, il Palazzo del Governo, rifugio dell’uomo oggi più maledetto dagli spagnoli, bensí di fronte a Sol, curiosamente sede del governo della regione, del Partito Popolare, il partito principale dell’opposizione, di destra.  E poi, le azioni violente a Barcellona del 15 giugno, dove il partito CiU (di destra) stava per strappare ai socialisti, dopo decenni, il governo della città.

Le dichiarazioni del successore di Zapatero, Rubalcaba, di essere pronto ad accogliere le richieste “del popolo” – degli “indignados” -, e la più buffa delle proposte, quella di dare a questi
“indignados” una sede a calle Ferraz  – dove ha la sede la direzione nazionale del Partito Socialista – mostrano il timore dei socialisti di essere sorpassati a sinistra. Infatti, un bel numero di elettori hanno abbandonato Zapatero per partiti più radicali, che erano quasi scomparsi dalla scena, tra cui molti sostenitori – anzi, appartenenti – agli “indignados”.

La domanda che viene naturalmente alla mente è: ma contro chi sono indignati questi “indignados”? Di sicuro hanno fatto proprio indignare, ad esempio i poveri baristi e commercianti di Sol, i quali dopo 80 giorni di proteste – la piazza ha avuto addirittura un’invasione di topi, dato che gli “indignados” non facevano entrare neanche i servizi urbani – sono riusciti a far spostare le tende in un altro luogo, illegale anche questo. Finalmente il 4 agosto le forze dell’ordine hanno ricevuto l’ordine di far rispettare la legge, nonostante le urla dei deputati ultraradicali.

Contemporaneamente, il movimento si é affievolito man mano che arrivava l’estate – vivere sotto una tenda quando il termometro raggiunge i 40º-45º a Madrid suppone troppa eroicità. Ma ora gli si è presentata la grande occasione: qualcuno gli ha fatto la proposta di aderire a una marcia contro il Papa, che – poverino! – passava giusto da queste parti.

Perché in effetti gli organizzatori della marcia contro la GMG non sono gli “indignados”, cosa che forse sorprenderà. A convocare la marcia sono invece Redes Cristianas (movimento filomarxista guidato da un prete, Evaristo Villar, espulso dai claretiani nel 1993), Europa Laica (associazione molto impegnata a far scomparire i crocifissi dai luoghi pubblici e ad organizzare processioni atee blasfeme nel centro della capitale) e Asociación Madrileña de Ateos y Librepensadores; e tra gli aderenti, associazioni gay-lesbiche ed altre. Villar ha chiesto, addirittura, alla Questura di indagare possibili delitti contro le leggi spagnole nelle parole del Papa, ad esempio, parlare contro l’aborto, contro il matrimonio tra omosessuali e così via. Ma non é la prima volta che ce l’hanno con Papa Benedetto: sono gli stessi che organizzarono le campagne “Yo no te espero” a Valencia 2006 e a Barcellona 2010. Con risultati
piuttosto deludenti per loro.

Avranno successo stavolta? La loro prima mossa, quella di criticare le spese per il viaggio papale, è già un flop perché il comitato organizzatore della GMG ha subito dimostrato, dati alla mano, non solo che l’incontro a Madrid si autofinanzia, ma addirittura che porterà beneficio economico alla città. Il successo della seconda mossa, il patto con gli “indignados”, dipenderà dall’eco mediatica, ed anche dalla politica locale.

In una posizione scomoda resta, comunque, il governo Zapatero-Rubalcaba. Con un paese in periodo pre-elettorale e con il grande bisogno di attirare il voto della sinistra ultramontana, Benedetto XVI arriva nel momento meno opportuno. Eppure la sua presenza deve essere l’occasione per trasmettere al mondo un’immagine di serietà e stabilità, di cui la Spagna è estremamente bisognosa in questo momento. Frutto di questa schizofrenia è l’annuncio, poche ore fa, del sindacato UGT – legato al Partito socialista – di uno sciopero di mezzi di trasporto urbani a Madrid, proprio per i giorni della GMG.

Eppure, se l’esperienza insegna qualcosa, è prevedibile che un grande evento mondiale come la GMG alla fine riuscirà a oscurare tutte le miserie locali per donare a Madrid una settimana di aria nuova. –