Damasco:attentato alla cattedrale greco ortodossa,almeno 4 morti tra i poveri in coda per ricevere la beneficenza

bimbo siriano piangeAsiaNews – 27/06/2013
L’attacco è avvenuto nel quartiere di Bab Tuma, nel centro storico della capitale. Il kamikaze si è infiltrato fra le persone in coda per ricevere viveri e beni di prima necessità distribuiti dai religiosi. Finora il bilancio dei morti e dei feriti è parziale: quattro morti e almeno otto feriti
La cattedrale di Bab Tuma è una delle più antiche chiese della capitale ed è la sede della Chiesa greco-ortodossa di Antiochia.

SIRIA: ATTENTATO DAMASCO. GREGORIOS III, “ATTO BARBARO, BASTA FORNIRE ARMI” (fonte Agensir)

“Un atto barbaro commesso da banditi e criminali senza scrupoli e rivolto verso gente innocente”. Forte e dura è la condanna dell’attentato suicida, avvenuto oggi pomeriggio nelle vicinanze della cattedrale greco-ortodossa di Bab Tuma (sede della Chiesa greco-ortodossa di Antiochia), nel centro storico di Damasco, di Gregorios III Laham, patriarca cattolico di Antiochia, di tutto l’Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme dei Melchiti. Il bilancio parla di almeno tre morti e diversi feriti. “Si tratta di gruppi e persone non controllabili dall’opposizione che sembra non esserci più – dichiara al Sir il patriarca -, ci sono alcuni Stati che vogliono armare queste bande criminali e questo è molto grave”. La Siria è un Paese sprofondato nel caos in preda a rapimenti e violenze di ogni genere. (segue)

“Sono sessanta giorni che due nostri confratelli vescovi, quello siro-ortodosso di Aleppo, Youhanna Ibrahim, e quello greco-ortodosso di Aleppo e Iskanderun, Boulos al-Yazij, sono nelle mani dei rapitori e non abbiamo notizie. Non sono gli unici, ricordo anche due sacerdoti e moltissime altre persone. Chiediamo alla comunità internazionale d’impegnarsi per il loro rilascio”. Ma l’appello di Gregorios III non si ferma qui: “Diciamo al mondo: basta fornire armi ai criminali e andiamo a Ginevra per aiutare i siriani a fare la pace. Abbiamo una grande tradizione di convivenza e di dialogo e abbiamo le capacità per poterlo fare. Aiutateci a fare la pace non la guerra. I combattenti contro il regime di Assad non sono siriani ma vengono da fuori. Queste efferatezze non appartengono alla nostra tradizione di rispetto e tolleranza”.

Porre fine allo “spargimento di sangue” e all’ “uccisione di molte persone innocenti” in Siria. Lo chiedono a una voce cattolici e musulmani nel comunicato finale della 19.ma riunione della Commissione di Collegamento Islamico-Cattolica, svoltasi a Roma nei giorni scorsi sul tema “Credenti a confronto con il materialismo e il secolarismo nella società”.

attentato Damasco ricevendo il paneCattolici e musulmani a una voce: basta spargimento di sangue in Siria

 Di seguito i sei punti del comunicato, che recano la firma del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, e del prof. Hamid bin Ahmad Al-Rifaie, presidente del Forum Islamico Internazionale per il Dialogo:
“Cristianesimo e Islam affermano l’inseparabilità e la complementarità tra gli ambiti materiali e quelli spirituali. La nostra responsabilità di credenti è quella di conciliare queste dimensioni della vita.
Molte persone oggi soffrono per la perdita delle radici spirituali e religiose; questo fenomeno indebolisce entrambe le dimensioni interiori e morali degli individui e delle società.
Il mondo si trova ad affrontare oggi molti tipi di crisi. Noi riconosciamo la nostra comune responsabilità come credenti in Dio facendo tutto il possibile per proteggere le persone più vulnerabili in questa fase.
I partecipanti sono stati onorati e lieti di essere stato ricevuti in udienza da Sua Santità Papa Francesco, che li ha incoraggiati a proseguire i loro sforzi sulla via del dialogo rispettoso e fecondo tra credenti per la pace e la prosperità del nostro mondo.
Condanniamo con forza in particolare ciò che sta accadendo in Siria: l’uccisione di molte persone innocenti, l’aggressione contro il carattere sacro della vita umana e contro la dignità delle persone; invitiamo quindi le organizzazioni regionali e internazionali a fare ciò che è possibile per fermare la spargimento di sangue, secondo il diritto internazionale.
 http://it.radiovaticana.va/news/2013/06/26/cattolici_e_musulmani_a_una_voce:_basta_spargimento_di_sangue_in_siria/it1-705006

del sito Radio Vaticana