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Corea del Nord: sanzioni vere per missili intercontinentali inesistenti

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Military Watch Magazine, una fonte attendibile che offre analisi approfondite sugli affari legati all’esercito a livello globale, coprendo un’ampia gamma di argomenti relativi alle forze armate e alle loro attività,  riporta la notizia che il missile coreano Taepodong 2 è stato scambiato erroneamente per un missile balistico intercontinentale (ICBM), spiega come gli analisti occidentali abbiano confuso il Taepodong 2 con un missile nucleare ICBM quando in realtà era una versione militarizzata del lanciatore di satelliti civili Unha-3 (ecco il link diretto all’articolo: Military Watch Magazine – Taepodong-2: The North Korean Missile That Never Existed).

E’ da notare che nelle prime fasi del programma missilistico balistico nordcoreano, il paese si basava su propellenti liquidi derivati dalle tecnologie sovietiche, sviluppando missili come Hwasong-5, 6 e 9, KN-02 Toksa, e Rodong-1.

Ma gli Stati Uniti credevano che la Corea del Nord stesse sviluppando un missile balistico intercontinentale chiamato Taepodong 2 alla fine degli anni ’90, con la capacità di colpire parti degli Stati Uniti. Si affermava che la Corea del Nord avesse consegnato il Taepodong 2 all’Iran per supportare la produzione su licenza iraniana di missili balistici intercontinentali.

In realtà, il Taepodong 2 non è mai esistito; era basato su veicoli di lancio satellitare civile Unha-2 e Unha-3, non idonei per scopi militari. Questi veicoli richiedevano tempo per essere assemblati e non erano mobili, a differenza dei missili balistici nordcoreani che erano altamente mobili e schierati su lanciatori mobili.

Gli analisti occidentali hanno erroneamente scambiato il lanciatore Unha per un missile balistico intercontinentale, contribuendo alle sanzioni contro la Corea del Nord. Solo nel 2017, la Corea del Nord ha messo in servizio i suoi primi veri missili balistici intercontinentali.

Riepilogando, il “Taepodong 2” avevano confuso un lanciatore satellitare civile con un missile balistico intercontinentale.

Ma gli effetti di questo errore sono stati concreti: il missile era stato rilevato via satellite ed erano scattate le sanzioni internazionali. In realtà era come dicevano i nordcoreani: era un lanciatore per satelliti per uso civile.

Il risultato è che l’errore nell’identificare il “Taepodong 2” ha influenzato le politiche occidentali, portando a sanzioni economiche contro la Corea del Nord. Si trattava invece del lanciatore spaziale Unha, che non era adatto per scopi militari ed era molto diverso dai veri missili balistici intercontinentali nordcoreani.

In sintesi, il “Taepodong 2” è stato un errore di identificazione e non ha mai rappresentato una minaccia reale. Ha dimostrato quanto sia complicato ottenere informazioni accurate sulla Corea del Nord, portando a interpretazioni errate delle sue capacità missilistiche.

Tutto ciò solleva interrogativi sulle sanzioni ancora in vigore, mentre proprio le sanzioni probabilmente hanno portato la Corea del Nord ad intensificare le ricerche e la costruzione di armi sempre più letali.

Questa persistenza potrebbe suggerire che inizialmente potesse esistere un dubbio genuino riguardo alle accuse contro la Corea del Nord, e che l’accusa non fosse affatto ingenua. È possibile che le sanzioni fossero una mossa che gli Stati Uniti intendevano compiere indipendentemente dalla validità delle accuse, in quanto la Corea del Nord non era allineata con gli interessi degli Stati Uniti.

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