SIRIA – Articolo Avvenire: finora, è il governo siriano che ha rifiutato le trattative di pace

pizap.com13857207504961La deputata indipendente siriana Maria Saadeh è in Italia per incontrare il Papa e per far conoscere la situazione del suo paese. Il 28 dicembre è stata intervistata da Avvenire.

L’intervista è senz’altro un fatto positivo. Porre attenzione al dramma siriano tramite un quotidiano di levatura nazionale, vuol dire raggiungere molte persone: di questo sono contento. Mi sento responsabile della sofferenza del popolo siriano in quando sulla Siria non si è detta la verità e l’atteggiamento dei nostri governi precedenti sono stati molto ambigui. Perciò sono contento per un popolo stremato dalla guerra  e per la mia dignità di italiano che almeno sia detta la verità.

Purtroppo, nella circostanza di una guerra anche mediatica, specialmente finchè la verità non è diventata eclatante, la voce di Avvenire si è unita al coro dei manichei: nei momenti decisivi non ha sostenuto con chiarezza la preoccupazione della Chiesa di Siria che implorava di non dare sostegno ai gruppi armati, ma di lavorare per la riconciliazione nazionale. E a giudicare dall’intervista, tale posizione non è stata ancora superata.

La domanda è: in un paese alle prese con una guerra intestina, un giornale cristiano può ignorare il giudizio e le testimonianze dei cristiani in Siria e dei responsabili religiosi della Chiesa locale? Al posto di guardare con serietà a chi è l’uomo e di cosa ha bisogno, come la maggior parte dei media nazionali Avvenire ha scelto la strada più condivisa dal mondo: la protesta per l’inerzia di una comunità internazionale che non si decideva ad intervenire. Questo è puro travisamento della realtà:  la comunità internazionale non è stata affatto inattiva, ha continuamente buttato benzina sul fuoco.  La tesi adottata è stata spesso quella di padre Dall’Oglio:  una pretesa di cambiare la realtà e sopprimere le ingiustizie tramite le rivoluzioni.  E’ la convinzione che caduto ‘il dittatore’ e distruggendo lo stato il male finisca, come se il sangue sparso non avesse esiti ed il ‘potere’ si debba sempre necessariamente  identificare con l’assolutismo.

Le domande cruciali sono: in una situazione non chiara a cosa ci affidiamo? Alle nostre opinioni? Noi cattolici ci comportiamo come individualisti o abbiamo un criterio di giudizio unico? E da cosa parte questo giudizio? Il criterio, in una realtà confusa e complessa,  è affidarci al giudizio dei testimoni di Cristo. 

E prima di questo passo, più al fondo, la domanda che viene prima do ogni altra: da cosa partiamo e come concepiamo l’uomo e la sua esistenza? Oggi occorre un giudizio che ricucisca il male degli uomini non che lo espanda. Alla verità è una e vi si aderisce: è questo il paradigma dell’esistenza umana;  è l’unico sguardo che porta alla pace.

In realtà la guerra distrugge ciò che vale: le tracce di  presenza positiva e di convivenza che realmente cambia le cose. Avvenire non ha condiviso con chiarezza quello che Maria Saadeh dice con una linea editoriale univoca. 

Con queste ‘nebulosità’ non sorprende che nell’intervista con la deputata Maria Saadeh si sia manifestato questa visione ideologica delle cose. 

Il giornalista chiede “Il governo ha però usato la mano dura. Non è stato un errore aspettare così tanto per arrivare ad accettare il tavolo dell’Onu?

La domanda suggerisce la risposta, ma i fatti dicono esattamente il contrario:

1) “Il governo ha usato la mano dura”
E’ vero che nel primi mesi il governo ha represso duramente la rivolta ma non è vero che non abbia fatto nulla per cambiare rotta. L’occidente non ha fatto nulla per sorreggere questi sforzi ma ha dato maggior slancio alla rivolta. Prima ha cercato di imporre una ‘no fly zone’ e poi ha isolato completamente il governo legittimo avvallando un governo ombra dei ribelli all’estero.
L
a situazione attuale è il frutto di un attacco pianificato  al di fuori del paese per questioni geopolitiche. Il malcontento di alcuni strati della società è stato usato per fini terzi adoperando la manovalanza del fondamentalismo radicale. La comunità internazionale  ha appoggiato con armi e finanziamenti il radicalismo islamico, ha isolato il paese giudicando a priori non credibile ogni cambiamento e ogni apertura. Ha chiuso le ambasciate ed ha decretato un embargo durissimo che colpisce la popolazione…

2) “Non è stato un errore aspettare così tanto per arrivare ad accettare il tavolo dell’Onu?
Può essere detta ogni cosa ma questa domanda contiene un’affermazione che  travisa totalmente i fatti.  Non è mai avvenuto che il governo non abbia accettato di sedersi ‘al tavolo di trattative ‘ proposte dall’ONU. Sin dall’inizio si è sempre fatto concretamente disponibile ad una soluzione pacifica: gli ispettori della Lega Araba nella loro relazione del 2011 descrivono  questa situazione. Ed appunto, quella missione, iniziata 27 dicembre 2011, venne precipitosamente ritirata il 19 gennaio 2012 per aver descritto un quadro non consono ad un certo progetto.

E’ un atteggiamento mai mutato. Leggete la relazione su Peacelink: dice verità scomode. Quel documento non è stato mai sottoposto alla lettura dell’ONU. Il resto è cronaca quotidiana: è innegabile che  ad ogni successivo tentativo di conciliazione sono stati sempre i ribelli e non il governo a rifiutarsi di partecipare ed a sabotare . Maria Saadeh dopo essere stata la prima volta addirittura impedito di mettere piede sul suolo italiano come un criminale, è tornata a raccontare ciò di cui fa esperienza, ma c’è chi evidentemente sa già tutto. 

Quale avvenire vogliamo se non diciamo la verità..