Ce l’abbiamo fatta!

fonte: dal blog di Angela Pellicciari – Angela Pellicciari

Ce l’abbiamo fatta!
Ci abbiamo messo qualche anno, ma ce l’abbiamo finalmente quasi fatta. Intanto un risultato sicuro lo abbiamo ottenuto: la Libia non è più, nemmeno nel ricordo, un’ex colonia italiana! Era ora! Era ora che gli USA insieme alla Francia e all’Inghilterra tornassero a comandare in modo esclusivo nel Mediterraneo. Era ora, a dire la verità, che tornasse anche la Turchia, pardon, il celeste impero ottomano, a riportare in Libia quel dominio che nel 1911 aveva così rovinosamente perso, vinta, chissà come e perché, dall’Italia giolittiana. Basta con l’impero. Basta con l’impero da proletari. Con l’ultima arrivata fra le nazioni che pretende un posto al sole. Basta.
Ci è costato qualche soldo! Qualche mare di intercettazioni trasformato in marea! Ma, bisogna dirlo, ne valeva la pena! Era ora: ci siamo finalmente accodati alla stampa internazionale che, come sempre fa, persegue gli interessi della giustizia, della morale e della libertà! Abbiamo imparato il ritornello di Bersani che, con la mimica e la cadenza romagnola, scandisce: bi-so-gna fa-re un pas-so in- die- tro! Que-sto go-ver-no de-ve fa-re un pas-so in-die-tro!
Ce l’abbiamo messa tutta, bisogna dirlo. Siamo riusciti perfino a dare risonanza ai richiami alla morale (anche a quella sessuale..) che proviene dalle parti delle alte cariche dello stato e da quelle del ragazzotto che si chiama Bocchino.
Abbiamo anche assaporato gli interventi del più bel parlamentare centrista che circoli da anni. Un parlamentare genero di uno dei nostri uomini più ricchi (ricco, ma, per carità, non influente) che, quasi sempre con un crocifisso esposto di sbieco alle sue spalle, parla di cosa? Del bene della nazione! Ça va sens dire!
E alla fine ce l’abbiamo quasi fatta. La credibilità del governo italiano, guidata per quasi due decenni dal più scostumato degli uomini, è crollata. L’Italia? Sta crollando anch’essa. La stampa con i suoi direttori strilla! E ristrilla! Con questo governo abbiamo perso onorabilità! Le fughe di notizie dalle procure si rincorrono, i soldi spesi per eliminare Berlusconi fanno venire il capogiro. E’ stato tentato di tutto… Si è arrivati a difendere il presidente del consiglio sporcaccione dai suoi presunti estorsori! E giù telegiornali e giornali, e giù intercettazioni! Perché? Come perché? In difesa del poveretto che ci governa!
Nel centocinquantenario dell’unificazione politica italiana di cui nessuno si ricorda più, abbiamo finalmente chiuso il cerchio. Prima di diventare una, l’Italia era formata da parecchi stati ma era unita culturalmente e religiosamente. Per più di due millenni faro di civiltà: prima romana poi cattolica. Dopo l’unità, un’emigrazione di massa e due guerre mondiali hanno issato la bandiera di un’Italietta accecata dall’odio anticattolico; dall’odio contro la sua storia e la sua identità. Dopo la parentesi democristiana, che ci ha regalato, all’inizio, più di un frutto, adesso siamo tornati al nulla da cui, nel 1861, abbiamo cominciato.
La nostra classe dirigente e, a seguire o a cominciare, la nostra gente, sommersa dal desiderio di autodistruzione, si dà da fare per farci fuori dal mondo che conta e per arraffare per sé stesa quel potere, quel po’ o tanto di potere, detenuto, ohibò, da qualcun altro! Questa è la vita. Ma raccontarla come se fosse una favola è altra cosa.