Dottrina cattolica della carità

“Prendiamo per esempio la dottrina cattolica della carità. E’ da questa che nel Medioevo sorse, per sopravvivere sino ad oggi, tutto l’insieme delle assistenze sociali, quelle in favore dei poveri., le ospedaliere e tutte le altre. In una maniera o nell’altra esse continuano, benchè fuori del corpo cattolico abbiano da un lato degenerato nel sentimentalismo e dall’altro in un turbine di stravaganze egualitarie. Ma per quanto attualmente ancora presenti, queste deformazioni della verità cattolica non potranno sopravvivere perché non possono rispondere alla domanda : <<Perché?>>. Perché dunque si dovrebbe usare la carità verso i vicini? Perché ci si dovrebbe sobbarcare il peso sociale e personale di assistere i malati prestando loro particolari cure e risparmiando ogni possibile sofferenza anche ai più poveri?”

Hilaire Belloc, Sopravvivenze e sopravvenienze (Survivals and new arrivals), Edizioni di presenza, Roma, 1947, pag. 192

Biografia

Belloc è nato a La Celle-Saint-Cloud Francia (vicino Versailles e Parigi) da padre francese e madre inglese, e è cresciuto in Inghilterra.

Sua madre Elizabeth Rayner Parkes (1829-1925) fu anch’essa scrittrice, e nipote del chimico inglese Joseph Priestley. Sposò Louis Belloc inel 1867. Nel 1872, cinque anni dopo il matrimonio, Louis morì, ma non prima di essere stato distrutto finanziariamente in un crollo dei mercati azionari. La giovane vedova riportò quindi in Inghilterra suo figlio Hilaire, assieme a sua sorella Marie, dove egli rimase tranne che per l’arruolamento volontario da giovane nei ranghi dell’artiglieria francese.

Dopo essere stato educato alla scuola oratoriana del cardinale John Henry Newman, Belloc prestò servizio di leva, come cittadino francese, presso un reggimento di artiglieria vicino a Toul nel 1891.

Scrisse di argomenti tra i più disparati, dallo stato di guerra alla poesia e su molti temi di attualità dell’epoca. Fu fortemente alleato con G. K. Chesterton, tanto che George Bernard Shaw coniò il termine Chesterbelloc per indicare il loro sodalizio.

Belloc fu famoso assieme a H.G. Wells, George Bernard Shaw, e G.K. Chesterton, per le polemiche e i dibattiti che li videro impegnati per una generazione. Per Belloc, la domanda più importante che esige una risposta da ogni uomo o donna pensante è precisamente: “cosa pensi a proposito della fede?”. La risposta che lui e gli altri davano a questa domanda spiega le sue battaglie intellettuali.

Il pensiero storico, politico ed economico

Due dei suoi saggi più famosi sono Lo Stato Servile (1912) e Europa e Fede (1920).

Assieme ad altri autori contemporanei (G. K. Chesterton, Cecil Chesterton, Arthur Penty) Belloc ha immaginato il sistema socioeconomico del distributismo. In Lo stato servile, scritto dopo che la sua carriera politica di partito era conclusa, e in altri lavori, ha criticato l’ordine economico moderno e il sistema parlamentare, difendendo il distributismo in opposizione sia al capitalismo che al socialismo. Belloc portò l’argomento, di natura storica, che il distributismo non era una nuova prospettiva o un nuovo programma economico, bensì la proposta di tornare all’economia che prevalse in Europa per i mille anni in cui era cattolica.

Con questi argomenti come cornice di riferimento, scrisse una lunga serie di biografie polemiche di personaggi storici, tra cui Oliver Cromwell, Giacomo II d’Inghilterra, Napoleone, Armand-Jean du Plessis (cardinale Richelieu), con le quali si distinse come un ardente difensore del cattolicesimo ortodosso (esaminando gli enormi danni che – secondo lui – la Riforma protestante e il nazionalismo di Richelieu e, due secoli dopo, di Bismarck avrebbero arrecato all’Europa) e fu un critico di molti aspetti del mondo moderno. A questo proposito scrisse ne “L’Anima Cattolica dell’Europa”:
« L’Europa tornerà alla Fede o perirà. »

fonte Wikipedia