Volete “stampar moneta” ( senza uscir dall’euro) o la ‘pace cartaginese’ che fu imposta alla Germania alla fine della 1^ guerra mondiale?

Se la questione fosse proposta così, dubito che qualcuno direbbe: “vogliamo la pace cartaginese”. Evidentemente le questioni bisogna proporle in maniera corretta.

Stamattina è apparso in prime time , tra le notizie della mia rassegna stampa mattutina, l’articolo del Corriere della Sera “Stampare moneta, un mito da sfatare o la soluzione al debito pubblico?“. Il giornale di Milano è intervenuto per primo, ma ci si può aspettare che lo faranno anche altri, alla stregua delle reazioni isteriche già viste quando Borghi propose  i minibot. In quell’occasione l’ipotesi rientrò immediatamente, anche perché il ministro dell’economia  – non si capisce se di Bruxelles o dell’Italia – fu uno dei primi a remar contro.

Il ripetersi di quelle circostanze non deve meravigliare:  i grandi giornali italiani riflettono le posizioni degli editori che hanno una determinata collocazione politica ‘europeista’ e pertanto sostengono precise dottrine economiche, spesso non condivise da grandi economisti.


Questo è il mondo e va così.
Ciò però che irrita è che questi media dovrebbero almeno avere l’onestà di dire che le dottrine economiche non sono il Vangelo, ma sono opinabili e non sono le uniche, come l’articolo invece induce a pensare. Quella del Corriere è un’opinione legittima, ci mancherebbe. Però bisogna dirlo:  riflette una dottrina economica che molti insigni economisti considerano sbagliata. Quindi, è un’opinione fondata su talune teorie economiche e che sostiene architetture istituzionali che si sono ampiamente dimostrate fallimentari in Europa.

La Banca Centrale Europea usa un meccanismo che crea disfunzioni: il suo stesso meccanismo di creazione del denaro crea debito pubblico. La BCE che fa credito non agli stati ma solo alle banche, con tutte le conseguenze negative che questo comporta. Certi meccanismi non sono ineluttabili e non sono identici altrove, in altri sistemi liberisti: la BCE è l’unica banca centrale nel mondo che emette denaro con un meccanismo altamente disfunzionale sulle economie degli stati. Quindi, in realtà per evitare il “… se no facciamo da soli” di Conte esiste solo un modo: sarebbe necessario che la BCE finanziasse direttamente gli Stati evitando di ricorrere ai mercati.

Che l’Euro – così come costruito-  è stato un disastro non lo dico io che sono solo un ignorante, lo dicono illustri economisti come il premio Nobel per l’economia Paul Krugman: “L’Italia, adottando l’euro si è ridotta come uno stato del terzo mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica”.

Pertanto, è estremamente scorretto dare l’impressione del contrario.  L’intellighenzia del nostro paese non può liquidare tutte le altre opinioni contrarie come spazzatura, fake news e arrogare solo a sé il diritto di parola.

Questo comportamento è arrogante. Ancor di più perché sostenere che il reperire risorse autonomamente equivale a dire inflazione, è fondamentalmente sbagliato: per generare inflazione non basta solo l’aumentata massa di moneta circolante, devono concorrere vari fattori. Gli investimenti produttivi e la ripresa del paese generano aumento di ricchezza ed espansione dell’economia non la contrazione dei risparmi dei cittadini. Senza tener conto che addirittura c’è chi sostiene che la UE avrebbe bisogno proprio di inflazione per recuperare. Inoltre, i processi economici vanno visti nel loro evolversi nel tempo: l’inflazione non è sempre un male se si detiene sovranità monetaria e se si gestisce in modo appropriata.

Ma sembra che il solo scopo dell’articolo sia alimentare timori immotivati nella gente, per allontanare l’ipotesi che la gente  consideri che un’altra strada è percorribile, più dignitosa ed efficace di quella finora intrapresa. Davanti alla prospettiva di un recupero anche parziale della sovranità monetaria, il metodo è sempre quello: alimentare la paura dell’ Italia in default, inflazione senza freno, distruzione dei risparmi degli italiani.

A riprova dell’oggettività della propria tesi, il Corriere fa riferimento agli anni passati, quando in Italia c’era la lira, descrivendo quegli anni come nefasti.  Eppure sono gli anni del boom economico. Il nostro paese era la quarta potenza industriale nel mondo, il debito pubblico era minore. In quegli anni le famiglie riuscivano in media a mettere da parte il 25% dello stipendio ogni mese, mentre oggi il 5%, se va bene. Ciò non è una affermazione non dimostrata, l’indice di Gini – che misura la diseguaglianza in una data società – dimostra che le diseguaglianze degli italiani sono aumentate proprio dal 1980 ad oggi.

Inoltre, nell’articolo si usa una estrema semplificazione dell’argomento, liquidando la questione con l’espressione ‘stampar moneta’, quasi ad evocar falsari , malfattori che in cantina furtivamente coniano moneta illimitatamente.
Ciò è fuorviante perché l’Italia non ha mai perso la possibilità di poter emettere buoni del tesoro nel territorio nazionale.

Evidentemente l’obiettivo è instillare nel lettore la falsa percezione che se lo stato si riappropriasse della facoltà di reperire risorse autonomamente, scialacquerebbe e manderebbe in rovina i risparmi degli italiani.

Invece , è vero proprio il contrario. Gli strumenti – come potete leggere nel piano di salvezza per l’Italia che ho riproposto alla vostra attenzione – sono molti e diverse sono le possibilità di intervento.

Soprattutto ciò che il Corriere  della Sera – come la maggior parte dei media mainstream non dicono – è che i fondi che la UE vuole destinare  all’Italia sono prestiti gravati da interesse e che la destinazione non sarebbe il lavoro e l’economia reale ma le le banche italiane, quasi tutte banche private commerciali e speculative.

Se poi sciaguratamente si accettasse di ricorrere al MES , i prestiti sarebbero erogati in tranche condizionati all’applicazione di clausole politiche di austerity che replicherebbero e decuplicherebbero tagli di spesa e privatizzazioni, già visti in Grecia.

patrizioricci by @vietatoparlare

Cari lettori, vi invito a leggere quanto segue: vedrete che lo stampar moneta è un po’ più una cosa complessa e articolata da come invece viene descritta comunemente sui media mainstream.

Sottoscrivi il piano di salvezza nazionale alternativi al MES

Altre soluzioni e proposte sono migliori  e fattibili:  nella seguente pagina in indirizzo è descritta una ipotesi alternativa che non ci rende schiavi e non ipoteca il nostro futuro per i prossimi decenni:

                                    https://pianodisalvezzanazionale.it/