Venezuela: quante coincidenze che affliggono il paese. Se si vuole il cambiamento si dia inizio a un confronto equo

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Non mi piace Maduro perché è un incompetente. S’intende le sue intenzioni sono buone ma sono state inefficaci. Questo è un dato. Non mi importa che la sua sia la rivoluzione bolivariana o altro.

Ha perseguito la politica dei prezzi calmierati, fino al di sotto del prezzo di produzione. Ed è stato uno dei suoi più grandi errori.

Questo in natura non sarebbe potuto esistere. L’assurdità economica del Venezuela difficilmente sarebbe esistita per molto tempo se non fosse stata alimentata dalle rendite petrolifere.

Il petrolio, a proposito, in Venezuela è chiamato cocaina nera – coca negra. Permette alle distorsioni economiche di vivere più a lungo. Ma questo non è solo il contesto venezuelano. In una forma più moderata, l’assurdità dal punto di vista dell’economia e le pratiche del buonsenso sono state sostenute, ad esempio, in Arabia Saudita.

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In questa monarchia ricca di petrolio, per molti anni, la coltivazione di grano straordinariamente costoso nel deserto è stata sovvenzionata per molti anni. Tuttavia, in Arabia Saudita hanno comunque ammesso i loro errori di calcolo e abbandonato questa pratica. Inoltre, questo errore era locale nella scala dell’economia nel suo insieme.

Inoltre, il sistema dei prezzi non di mercato e dei tassi di cambio crea i presupposti per la corruzione – un funzionario con accesso a riso a basso costo o il dollaro può diventare multimilionario semplicemente rivendendoli su larga scala a prezzi di mercato. E questa è l’idea imprenditoriale principale nella Maduronomics.

Prezzi bassi per elettricità, carne o un dollaro, non importa cosa, portano alla loro carenza e alla comparsa di un mercato nero. I prodotti in precio justo vengono rivenduti a prezzi di mercato. Inoltre, le merci a prezzi ridotti scoraggiano la produzione: non si creano posti di lavoro nell’industria e nell’agricoltura, tutto viene importato. Tutto il resto sta cadendo a pezzi.

I beni acquistati dai funzionari a basso prezzo sono spediti in maniera massiccia nella vicina Colombia, dove vengono rivenduti ai normali prezzi di mercato. Così, l’Associazione colombiana dei produttori di riso Fedearroz si lamenta costantemente delle riduzioni dei prezzi. Il motivo è il contrabbando di riso dal Venezuela per circa 300-400 mila tonnellate all’anno (fino al 30% del consumo interno). Inoltre, c’è un flusso di pollo (18mila tonnellate all’anno), zucchero (50mila tonnellate all’anno), benzina (secondo varie stime, 840-1700 milioni di litri all’anno) e molto altro oltre il confine. I prodotti a prezzi bassi scoraggiano la produzione non solo in Venezuela, ma anche nei paesi limitrofi!

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Questo è solo uno dei problemi generati da una certa politica. L’ideologia non c’entra. Ben venga se funziona ma non ha funzionato.
Nello stesso tempo non posso approvare ciò che sta succedendo. I miei amici mi mandano i giudizi della Conferenza Episcopale Venezuelana ed io capisco la loro premura.

Ma è in atto un evidente attacco al Venezuela da parte degli USA e capisco pure che chi è in stato di bisogno approverebbe anche una invasione , pur di superare le loro grandi difficoltà presenti.

Tuttavia stanno accadendo una serie di coincidenze e si susseguono dichiarazioni che non possono non mettermi in dubbio sulla mera spontaneità della crisi in atto.

Ma attenzione: se, è vero come è vero che tante decisione di Maduro sono improvvide è anche vero che oggi mi giunge notizia che il Venezuela deve pagare $ 8,7 miliardi alla compagnia petrolifera americana ConocoPhillips perché in una causa relativa alla nazionalizzazione delle attività della compagnia venezuelana nel 2007, ha perso. Questa decisione è stata presa dal Centro internazionale per la risoluzione delle controversie in materia di investimenti presso la Banca mondiale. E’ stato deciso ora. Che coincidenza. Nel momento di maggior bisogno?

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Beh, non so a voi, ma a me il tempismo di questa decisione sembra alquanto anomalo e sospetto.

Nutro lo stesso dubbio per il blackout elettrico.

S’intende: la principale compagnia elettrica, Electricidad de Caracas, è nazionalizzata, per questo i prezzi fissati per l’elettricità sono simbolici. Di conseguenza, il consumo è aumentato bruscamente (ad esempio, in Colombia pro capite è tre volte inferiore ). Più gestione incompetente. La linea di fondo sono i blackout permanenti.

Ma tutto ciò non giustifica un blackout di queste dimensioni proprio adesso con annesso incendio alla sottostazione principale di Sidor nella città di .

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Ed a quanto pare questa stazione non è l’unica saltata. Ce n’è anche un’altra: la sub estación ‘Farallones de Corpoelec’ nella città di Bolívar. Oltre agli attacchi hackers.

Insomma di ‘coincidenze’ ne vedremo altre. E questo non mi piace. Se proprio si vuol aiutare il paese , non sarebbe più coerente togliere l’embargo e dare inizio a negoziati internazionali?

Ma questo è un linguaggio che vedo sempre più raramente.

@vietatoparlare

nota: I dati sulle distorsioni dell’economia venezuelana sono stati desunti dal giornale russo Kommersant dall’articolo ‘Nozioni di base di Maduronomic’