Variante Omicron: ipotesi uno, due tre, la terza improbabile… déjà-vu?

Photo by Mike from Pexels

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Le prime pagine dei giornali affollano le news quotidiane con titoloni sulla variante “Omicron”. Forse non tutti lo sanno, ma sono stati proprio alcuni scienziati italiani che hanno sequenziato la prima proteina spike plurimutata (aka proteina S – proteina spike) del nuovo ceppo di coronavirus omicron.

Oggi il Corriere della Sera  – che dice erroneamente che la nuova variante sia stata segnalata il 24 novembre – ha intervistato Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che ha detto:

«Davanti a noi abbiamo tre ipotesi. La prima (probabile) è che Omicron, così come accaduto alle varianti Alfa, Beta, Gamma e Delta, non sfugga alla copertura offerta dagli attuali vaccini.
La seconda: le mutazioni producono un cambiamento nella proteina Spike che la rende meno sensibile al sistema immunitario. In questo caso (possibile) l’efficacia dei vaccini resta buona, ma scende rispetto a quanto osservato finora con Delta.
Nel terzo scenario, che ritengo altamente improbabile, la proteina Spike è talmente mutata che il vaccino non risulta più efficace. Se così fosse, dovremmo ricominciare il ciclo con un nuovo vaccino.

Considero questa opzione remota perché gli anticorpi coprono l’area della proteina Spike che lega le cellule umane: se quella specifica parte si modificasse in modo consistente, il virus rischierebbe di non poter più agganciare le nostre cellule. Ricordiamo che non è la quantità di mutazioni a doverci preoccupare, ma eventualmente la loro qualità e la conformazione finale della Spike. Nell’estate 2020 una singola mutazione, la D614G, ha soppiantato in tempi rapidissimi tutti i ceppi precedenti». (Corriere della Sera)

Lo schema è stato presentato dall’ospedale Bambino Gesù di Roma. Più precisamente non si tratta proprio di una ‘fotografia’ ma di uno schema, della struttura della nuova proteina mutagena spike, ovvero di una ricostruzione fatta in laboratorio.

Questa nuovo ceppo a differenza della variante “delta” che presentava circa 18 mutazioni, di mutazioni ne presenta 43.

Da dove è arrivato il nuovo ceppo?

I media dicono che in precedenza in Botswana e Sud Africa è stata segnalata la comparsa di un nuovo ceppo di coronavirus B.1.1.529, che contiene 43 mutazioni nella proteina S. Secondo i ricercatori, la caratteristica di questa nuova variante ribattezzata ‘Omicron’ (quindicesima lettera dell’alfabeto greco), è la trasmissibilità e la resistenza ai vaccini, ma è troppo presto per trarre conclusioni definitive.

Secondo i media stranieri, in Sudafrica sono stati registrati un caso di infezione. Poi ci sono diversi casi a Hong Kong , Israele e Belgio e uno in Italia …

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in una riunione di emergenza venerdì ha riconosciuto B.1.1.529 come “preoccupante”.

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Considerazioni: la nuova versione del virus era nota agli scienziati da tre mesi

Innanzitutto cominciamo con il dire che in realtà la nuova versione del virus era nota agli scienziati da tre mesi – il World Economic Forum ha scritto su questa variante già il 12 luglio di quest’anno. Tuttavia la notizia è esplosa solo un paio di giorni fa ed ora domina come la notizia da prime time, su tutti i media.

La seconda evidenza è che gli scienziati italiani sono stati i primi al mondo a presentare una probabile simulazione al computer della possibile comparsa di un virus. La terza evidenza è che il virus mutato viene dall’Africa, sebbene in Africa non si può parlare di una vera e propria epidemia di coronavirus.

Ciononostante, improvvisamente, dal 12 luglio – circa 90 giorni dopo averne discusso alla WFE, e circa 2 giorni dopo l’annuncio della minaccia dai media, il nuovo virus attacca Hong Kong, quindi segnalato un caso in Italia e Israele.

E ora, alla velocità della luce, si sta spostando da un continente all’altro. Credo che già neri prossimi giorni sarà dappertutto.

Se ricordiamo, la stessa cosa è avvenuta precedentemente con la diffusione del virus in Italia, dopo aver infettato la Cina. Lo scenario è esattamente lo stesso.

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A dicembre 2019 i cinesi borbottano sul nuovo virus, nei primi giorni di gennaio abbiamo allarmistici dell’OMS. L’OMS che ora sta dicendo ai governi cosa fare. E che l’OMS non ha dettato nessuna norma da seguire, quindi invece di sospendere tutti i voli sul pianeta all’inizio di febbraio e isolare la Cina, ovviamente, per combattere il virus, per i prossimi due mesi non è stato fatto nulla, o meglio, ogni paese stava facendo le sue cose localmente.

Ora abbiamo un replay dell’intrattenimento. Gli sciamani del Botswana hanno rilevato un altro virus mortale con i loro super microscopi a luglio o giugno e per oltre tre mesi non ci sono stati allarmi, solo ora ci si è chiesti cosa fare dopo con un bombardamento mediatico a saturazione d’area. E per prima cosa gli scienziati italiani hanno sviluppato un modello al computer di un ipotetico virale.

Per rendere la cosa più divertente, il virus Botswan-nistan è stato rilevato in un uno completamente vaccinato e ora attacca anche individui completamente vaccinati in Israele, ma il prof sul Corriere della Sera si chiede se i vaccini possano funzionare… a quanto pare si è introdotta una nuova nozione di ‘funzionare’.

Presumibilmente Moderna ha affermato che sta già sviluppando una speciale iniezione aggiuntiva che rincorra il virus del Botswana. Implicitamente questo dà una risposta al prof sul Corriere della Sera circa le tre ipotesi, a meno che una casa farmaceutica non decida di mettere su un vaccino inutilmente.

Quindi le azioni della società sono aumentate di oltre il 20%. Con così tanti soldi, potresti corrompere il resto dei medici e il resto dei media increduli? Ma certamente questo non è il caso, naturalmente.

I libri di Harry Porter contengono meno fiabe e sono più scientifici rispetto a queste sciocchezze.

VP News

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