“Vaccinazione semestrale” o controllo della misura anticorpale?

Qualcuno può spiegare perché sia ​​motivato l’approccio alla “rivaccinazione semestrale” invece dei criteri scientifici – ad esempio, un “test per gli anticorpi” preliminare, per vedere effettivamente chi ha bisogno della vaccinazione?

Ecco un esempio recente accaduto dagli Stati Uniti di cosa succede quando gli obiettivi politici e le metriche statistiche lorde sostituiscono l’approccio scientifico:

CNN: “Otto persone sono morte e 89 infette sono state identificate nella casa di cura del villaggio di Geer, che in precedenza era stata segnalata come quasi completamente vaccinata nei suoi abitanti e nel personale”.

Ci sono 70 residenti in totale (più il personale), quindi puoi stimare da solo l’entità di ciò che è successo.

Dalla CNN: “Molte delle persone che sono risultate positive al test Covid-19 in una casa di cura nel Connecticut erano completamente vaccinate”.

“Otto residenti di una casa di cura nel Connecticut nordoccidentale sono morti dalla fine di settembre a seguito di un focolaio di Covid-19, ha affermato la casa di cura in una nota.

Un totale di 89 residenti e personale, molti dei quali completamente vaccinati, sono risultati positivi al Covid-19 nelle ultime sette settimane, ha affermato venerdì la comunità senior del villaggio di Geer a North Canaan, e 11 residenti e un membro dello staff rimangono in isolamento. .
“Purtroppo abbiamo perso 8 residenti (con gravi problemi di salute di base) a causa del Covid”, afferma la nota. (…)”

La diffusione del virus sta avvenendo anche nelle case di riposo qui in Italia ed anche in soggetti con terza dose.

Probabilmente in cuor loro, di recente queste persone si sono dette, quello che ci siamo detti tutti qui in Italia su indicazione delle autorità e degli esperti:

“Evviva! È tempo di celebrare la riduzione delle restrizioni Covid-19, a causa del quale siamo in isolamento da 14 mesi.  Ma ora grazie all’alto grado di vaccinazione, siamo fiduciosi nella sicurezza di riprendere i nostri numerosi impegni”.

Quindi successivamente gli esperti hanno scoperto che l’approccio di “vaccinare tutti semestralmente” aiuta a proteggere dal rischio – per il 90-95% – di morte. Ma numerosi episodi di segno diverso dimostrano che occorre una attenta e sincera rivalutazione del criterio scientifico più che le misure di restrizioni sociali.

Voglio dire: la situazione attuale richiede un approccio mirato più approfondito. Ad esempio, invece della “vaccinazione ogni sei mesi” la situazione necessita di supervisione e analisi costanti (misurazione anticorpi, salute generale, ecc.).

Gli sforzi dei medici possono essere più correttamente diretti non alla lotta decretata per impulso degli indicatori grossolani, ma dove sono realmente necessari e solo così si arriverà al 90-95% del risultato citato, mentre al di fuori del gruppo a rischio, questi stessi sforzi portano solo un vantaggio dell’ordine del 5-10%.

Questa è la realtà, solo se la ragione segue le sue regole, la capisce.

Cosa vuol dire? Vuol dire che bene la vaccinazione dei gruppi a rischio,  pur se con episodi di conseguenze poco chiare per l’organismo nel suo insieme, ma qui vale il criterio del beneficio/rischio. Nello stesso tempo, no al fascismo medico dei funzionari che agiscono da agenzie di PR con veline predisposte.

Invece, è altrettanto evidente che la vaccinazione totale non elimina il contagio, quindi decade  di fatto l’atto di amore per gli altri di papà Francesco, ripreso a go go.

Di conseguenza bene indossare le mascherine sui mezzi pubblici, lavarsi le mani, dare una indennità di malattia ai lavoratori (affinché non vadano a lavorare al primo segno di covid nel tentativo di guadagnare soldi per sbarcare il lunario), e poi bene il contrario di ciò che si è fatto, ovvero decidere per un universale e regolare test per quelle categorie di lavoratori che sono più spesso in contatto con il gruppo a rischio.

Ma rispondere al virus con i passaporti covid, la rivaccinazione costante di tutti indiscriminatamente e su richiesta dello Stato o del datore di lavoro, è inefficace e calpesta le persone che si vogliono salvaguardare.

Questo è ancor più valido se si parla di vaccinazione di bambini e adolescenti che è perfettamente inutile (ci sono studi che lo dimostrano), stessa cosa dicasi per le restrizioni nel lavoro di ristorazione, negozi e organizzazioni culturali e religiose etc.

Vp News

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