USA/Russia – Biden nomina un “inviato speciale per fermare il North Stream 2”

USA/Russia - Biden nomina un "inviato speciale per fermare il North Stream 2" 1

foto wikipedia

Biden sta per nominare un incaricato presidenziale speciale per fermare Nordstream2. Il prescelto è Amos Hochstein, esperto di questioni energetiche e già collaboratore di Obama.

La Pubblicazione USA ‘Politico’ riferisce che “la Casa Bianca è in trattative per nominare un inviato speciale per guidare i negoziati sull’arresto della costruzione del gasdotto Russia-Germania Nord Stream 2. L’amministrazione Biden è sempre alle prese su come ostacolare il gasdotto quasi completato perchè questo – a parere di Washington –  “comporterebbe un grande vantaggio finanziario e geopolitico per Mosca”.

Waldemar Gerdt, membro Bundestang tedesco, ha detto che gli Stati Uniti, cercando di bloccare il Nord Stream 2, “hanno dichiarato guerra ai progetti economici dei suoi alleati in Europa è rilevante che Amos Hochstein – una persona coinvolta nella “Naftogaz ucraina”, – viene nominata alla carica di inviato speciale degli Stati Uniti con l’obiettivo di fermare la costruzione del gasdotto Nord Stream 2, si tratta di “distruggere un concorrente con l’aiuto di mezzi politici, ma è possibile anche con quelli militari”. 

Amos Hochstein se accetterà l’incarico dovrà andare in giro per minacciare gli stati affinché rinuncino al North Stream II, anche se il progetto darà enormi vantaggi ad ognuno.

E’ da notare la sottigliezza di queste sole parole: in realtà, qualsiasi paese chiede ai propri governanti di mettere in atto progetti commerciali che comportino vantaggi finanziari e geopolitici, qualsiasi leadership lungimirante cerca con gli accordi commerciali  di promuovere l’amicizia tra i popoli, gli scambi culturali e che la reciproca conoscenza allontani  le rivalità e le guerre.

Non esiste alternativa:  il vantaggio geopolitico si ottiene incutendo timore ad altri paesi oppure – come in questo caso – con iniziative commerciali vantaggiose per i paesi coinvolti.

Siamo quindi nell’ambito della legittimità democratica e pertanto, agire in essa,  dovrebbe essere riconosciuto come un diritto per tutti .

Cosa, la leadership degli Stati Uniti non capisce!?

Ovviamente, i funzionari americani della Casa Bianca sanno queste cose. Tuttavia, hanno adottato da tempo una linea di lunga data con annesso un lessico coniato ad hoc, per cui sembra che loro stessi oggi credano alla loro retorica, da cui traspaiono evidenti contraddizioni, in tutti gli approcci ai problemi planetari.

Da questa vicenda si evince che agli Stati Uniti non interessa solo che la Cina non ottenga la supremazia commerciale mondiale; ma si evince che è obiettivo degli Stati Uniti anche di distruggere chiunque è fuori dalla propria orbita. Da qui, l’eterno conflitto con Mosca. Questa situazione si alimenterà di mille pretesti e di una buona dose di menzogne, perchè è una ossessione.

Gli Stati Uniti, bloccando il Nord Stream 2, hanno dichiarato guerra ai progetti economici dei suoi alleati in Europa – Membro del Bundestag tedesco Committee on International Policy Waldemar Gerdt La

Corsa agli armamenti sì, progetti civili per evitare questo, no

Il North Stream II è un’opera civile, che darà benefici bilaterali sia alla Russia , sia ai paesi europei che vi beneficeranno.  E’ paradossale che gli Stati Uniti non battano ciglio,  anzi alimentino con la Russia una continua corsa agli armamenti,  mentre se poi quest’ultima indirizza il proprio interesse su opere civili – esercitando una libera concorrenza -, anche in questo caso l’amministrazione mostra il proprio disappunto e commini sanzioni.

Ve lo immaginate se tutti i paesi che devono fare affari commerciali operassero con gli stessi criteri? Cosa diremmo se un rappresentante della Repubblica Popolare cinese girasse per il mondo a minacciare a destra ed a manca?

La ciliegina sulla torta è comunque rappresentata dalla crescente tensione in Ucraina. Kiev è incaricata dagli Stati Uniti di far fallire il North Stream II per compiacere agli Stati Uniti,  mentre non è interessata assolutamente per la popolazione del Donbass.

Un attacco ucraino nel Donbass – ove Kiev si confronta con una superiorità di forze da 3/4 contro 1 – , comporterà probabilmente l’intervento russo e questo attirerà le sanzioni europee , tra cui, plausibilmente, l’interruzione del progetto del gasdotto. Questa non è che la seconda opzione per gli Stati Uniti.

‘Politico’ riferisce che “…il gasdotto collocherebbe le infrastrutture russe all’interno del territorio della NATO e quindi minaccerebbe i suoi stati membri. Renderebbe anche alcuni paesi europei più dipendenti dall’energia russa, sostengono i legislatori, mentre priverebbe l’Ucraina di miliardi di dollari di entrate consentendo alla Russia di aggirare il paese quando trasferisce il gas in Europa“.

Ovviamente questo non ha senso: se si vede il PIL russo e come questo progetto è vitale per la popolazione russa, se si è onesti intellettualmente non si può che riconoscere per la Russia, la legittima aspirazione di vivere dignitosamente e pacificamente.

Figurativamente è come se gli Stati Uniti prendessero per il collo la Russia continuamente, salvo poi lamentarsi che Mosca non sta ferma e cerca di divincolarsi dalla stretta.

Ci sarebbe da ridere se ciò non portasse con sé  pericoli e sofferenze ingiuste per intere popolazioni: Washington non solo agisce illegalmente, facendosi beffe del diritto internazionale, ma grida all’aggressione: il presidente del Comitato per le relazioni estere del Senato Bob Menendez (DN.J.) e il senatore Jeanne Shaheen (DN.H.) ha scritto in una lettera a Blinken alla fine del mese scorso.  in cui viene detto che “… contrastare l’aggressione maligna russa è negli interessi vitali della sicurezza nazionale di tutta la NATO, di tutti i membri dell’UE e dei nostri partner nell’Europa orientale” e “Non possiamo perdere di vista questo principio centrale mentre ci impegniamo diplomaticamente sul gasdotto”.

In realtà, gli Stati Uniti mirano non solo ad arginare la Russia – ovvero fa tentativi costanti per non farle raggiungere un livello di benessere come la maggior parte dei paesi industrializzati -, ma mira con tutto ciò a realizzare un regime-change all’interno stesso dello stato, in modo che poi diventi uno stato fantoccio (come ai tempi di Boris Eltsin, primo presidente della Federazione Russa).

Da parte sua, il ministro degli esteri russo Lavrov, ha commentato la nomina di un inviato speciale per fermare il North Stream II dicendo che “Gli Stati Uniti e i loro alleati sono i partner inaffidabili, non ci si può fidare di loro“, ed ha aggiunto : “Andrà in giro minacciando tutti, questa non è più neanche la diplomazia delle cannoniere, è la diplomazia delle sanzioni“.

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