Ultimo DPCM: misure restrittive che soffocano le libertà personali e l’economia ma non il virus

Anche il presidente della regione Lombardia esprime forti critiche per la formulazione dell’ultimo DPCM che giudica eccessivo

Chiudere tutto non ha evitato che l’Italia si posizionasse al vertice della classifica con più vittime al mondo. Per converso – altri paesi che hanno messo in atto lockdown  meno stringenti o hanno attuato misure aggiuntive meno aggressive – , hanno riportato meno morti per covid.

Ovviamente questo indica che ci sono ben altre carenze che vanno colmate. Puntare solo sulla  privazione delle libertà personali non ferma il morbo.

E’ sotto gli occhi di tutti che il governo in otto mesi ha fatto ben poco: non ha potenziato i trasporti pubblici, non ha aumentato i posti letto nelle rianimazioni, non ha rinforzato la medicina territoriale, non ha fornito efficaci protocolli di cura domiciliari. Al contrario, ha negato farmaci che hanno dato ottimi risultati contro il virus, ha lanciato campagne denigratorie contro medici e scienziati che criticavano costruttivamente la gestione della pandemia e proponevano valide alternative.

In Germania ad aprile già erano disponibili 40.000 posti di rianimazione quasi raddoppiati da inizio pandemia. In Italia invece abbiamo 9.931 in Italia secondo l’ultima rilevazione. Secondo i dati Eurostat del 2017 (ultima rilevazione), l’Italia si trova al 24esimo posto della classifica.

Se la politica non è capace di recepire i principi fondamentali della Costituzione e pensa di fermare una epidemia proibendo i canti di Natale, continuando ad adottare metodi fortemente empirici per contenerla, allora dimostra solo la propria incapacità e ne tragga le conseguenze. Contro una pandemia di bassa mortalità come quella in atto, si possono mettere in atto misure contenitive ragionevoli, come ragionevole deve essere l’equilibrio tra sicurezza e libertà individuale.

Anche il governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana – che pur è stato sempre prudente per i suoi cittadini –  di fronte alle nuove misure del nuovo DPCM, non nasconde forti perplessità e al governo invoca il buon senso :

[su_section border=”3px double #ffe01c” margin=”20px 0″] Leggere un Decreto Legge a sorpresa che impedirà, il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, lo spostamento dei cittadini fra Comuni della stessa regione anche solo per andare a visitare genitori e figli, mentre si discute di un Dpcm che non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle regioni, è un fatto ’lunare’; in perfetta contraddizione con le dichiarazioni sulla leale collaborazione fra Stato e Regioni.
Bene ha fatto la Conferenza delle Regioni ad assumere una posizione di forte critica verso contenuti e metodo imposti dal Governo, con un decreto legge notturno che impedisce di dare alcun parere su un Dpcm contraddittorio e non modificabile.
Natale è famiglia. Fermare ogni spostamento con la formula della restrizione comunale significa di fatto fermare la nostra festività più importante.
Non si tiene conto dell’enorme disparità tra chi abita nelle grandi città, con un ampio margine di movimento, rispetto a chi vive in un piccolo paese.
Non si tiene conto di familiari separati da un confine comunale, ma magari a 1 km di distanza.
Non si tiene conto delle famiglie con genitori separati.
Non si tiene conto degli anziani che vivono soli.
Evitare grandi cenoni e assembramenti è la premessa che ci trova tutti concordi, ma occorre più buon senso. In questa direzione, ho avanzato a Conte la richiesta della modifica del Decreto Legge.

(Pagina di Stefano Fontana) [/su_section]

[su_highlight background=”#fffccf”]La sera del 3 dicembre sono più di 3800 commenti nella bacheca FB  di Fontana  che vanno tra scoramento, delusione, protesta e rabbia di cittadini che devono sottostare a regole arbitrarie,  contraddittorie, ingiuste:[/su_highlight][su_spacer]

[su_icon_text color=”#000000″ icon_color=”#ffd700″ icon=”icon: star” icon_size=”48″]Ci sono comuni (città) con estensione territoriale enorme e gli abitanti si possono spostare per chilometri, e ci sono comuni con 2000 anime confinanti con altri piccoli comuni e non possiamo incontrare i familiari più stretti distanti 1 km! Roma ha una estensione di 1287 km È una beffa questo DPCM [/su_icon_text]

[su_icon_text color=”#000000″ icon_color=”#ffd700″ icon=”icon: star” icon_size=”48″]Governatore…ho una sola figlia,con tutte le precauzioni dovute ,da Marzo ho potuto vederla 4/5 volte, rapidamente e distanti, credo di aver più bisogno di condividere il Natale con lei che dei farmaci devastanti che assumo per una patologia cronica degenerativa….. è devastante togliere questi momenti che potrebbero essere anche gli ultimi in uno stato di salute che lo consenta.[/su_icon_text]

[su_icon_text color=”#000000″ icon_color=”#ffd700″ icon=”icon: star” icon_size=”48″]La prego, ci aiuti affinché non venga negato un Natale intimo, attendo ma condiviso con i nostri cari! Vogliamo vivere non vegetare!! Alberghi aperti con cena in camera.. ed io non posso passare il Natale con mia Mamma e fratello cioè noi 3 che si trovano a 3 km da me.. tutto perché un altro comune…. cose da pazzi[/su_icon_text]

[su_icon_text color=”#000000″ icon_color=”#ffd700″ icon=”icon: star” icon_size=”48″]Che tristezza non vedere un familiare un nonno o magari un fratello ma dove volete arrivare a privarci della libertà di stare in famiglia o della libertà in genere. Quanto ancora possiamo resistere?[/su_icon_text]

Chiunque può fare meglio, senza bisogno di task force o di foraggiare media con 50 milioni di euro con il solo scopo di assicurarsi un posto al sole.

Anche se fossimo in guerra, si porrebbe la questione delle libertà costituzionali. Mai nella storia repubblicana si è arrivati a tanto, anche gli stati più assolutistici si sono preoccupati di dare una parvenza di legalità. Soprattutto, di fronte a sacrifici che si chiedono a tutti in una misura senza precedenti, occorrerebbe un governo che coinvolgesse il parlamento. Questo sarebbe di fondamentale anche per sconfiggere il virus. Ma così non accade.

Assistiamo a scelte politiche selettive che non sono mosse dalla salute dei cittadini. La crisi è indubbiamente utilizzata per completare o iniziare un processo di cambiamento politico e  antropologico.

Oltre a quello sanitario reale e mal gestito, abbiamo un problema enorme.

patrizioricci by @vp news blog

 

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