Ucciso ex portiere siriano in combattimento e ne fanno un eroe, ma è un militante radicale islamico

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Abdel Baset al-Sarout, comandante sul campo del gruppo gruppo Jaysh al-Izza alleato alla milizia integralista Partito islamico del Turkmenistan e a Tharir al Sham (al Qaeda in Siria), era prima della guerra un  giocatore di calcio di successo. Alcuni giorni fa  è stato ucciso in combattimento dalle truppe governative a nord di Hama. Ad Idlib la gente lo ricorda come un eroe, dicono. In Italia alcuni ne fanno un ‘cantore’ della ‘rivoluzione’. E Avvenire gli dedica un articolo rievocativo  “Morto in battaglia Sarut, il «portiere» anti-Assad“.

Nel 2012 è stato con l’ISIS (qui un estratto del suo mini-documentario The Syria Deception che include filmati di Sarout con in mano una bandiera ISIS) e poi è passato con milizie contigue ad al Qaeda.

(il video si riferisce ad una intervista avvenuta nel 2014 prima dell’occupazione di Homs)

Sin dalla sua formazione, Jaysh al-Izza è stato profondamente legato alla branca di al-Qaeda in Siria, il Fronte di al-Nusra. Il gruppo è diventato uno dei principali alleati di al-Nusra quando nel 2017 ha cambiato nome in Hay’at Tahrir al-Sham (HTS).

Le armi fornite a Jaysh al-Izza (tra cui i razzi Grad, così come i missili guidati anticarro (Fagot e TOW) dagli Stati Uniti, furono usate per supportare diverse operazioni militari di HTS e cedute in parte a quest’ultimo. Alcune sono state persino usate in attacchi a civili. Il mese scorso, i razzi Grad del gruppo hanno ucciso quattro bambini nella città (a maggioranza cristiana) di Al-Suqaylabiyah, in territorio governativo, nel nord di Hama.

Le “relazioni speciali” di Jaysh al-Izza con HTS e la sua alta tolleranza all’ideologia di al-Qaeda confermano le opinioni radicali dei combattenti e dei leader del gruppo. I membri di Jaysh al-Izza non stanno nemmeno facendo molti sforzi per nasconderlo dopo la sospensione del sostegno americano nel 2017.

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